Stiamo vivendo un momento di sconvolgimenti epocali. Le piazze cominciano a muoversi in assenza di forze politiche che le rappresentino.
In Spagna si pone l’accento sul caro casa; in Francia gli studenti chiedono più investimenti nella scuola e meno in armi, rifiutando la logica dell’escalation nel riarmo e nella guerra, che avrebbe proprio loro come carne da macello per altri interessi.
Ci si muove contro il genocidio di Gaza in tutta Europa e non solo, così come crescono le proteste per l’insopportabile caro carburanti, che ha portato da noi l’inflazione al 4,2%, senza alcun aumento dei salari.
Se osserviamo bene, sono azioni che si rivolgono contro la mancata tutela dei beni comuni.
Un’area progressista dovrebbe avere tra le sue priorità la definizione giuridica dei beni comuni e portare avanti la necessità di tutelarli, svincolandoli da una logica di mercato e di profitto.
Un po’ come sta succedendo in Cina, dove lo Stato, che indirizza l’economia e non è alle sue dipendenze, tutela i beni comuni come casa, istruzione, sanità, energia, ecc., impedendo che diventino semplice merce per fare profitto.
Sempre lo Stato regola gli investimenti, anche nell’intelligenza artificiale (IA), impedendo quella bolla speculativa che si sta creando in Occidente.
Infatti, il rischio legato agli enormi capitali che vengono investiti in questo settore, come nel 2008, viene nascosto in pacchetti azionari acquistati poi da fondi o singoli investitori.
In questo modo, il rischio finanziario di alcuni grossi capitalisti viene trasferito alla popolazione.
Come nel 2008, se dovesse scoppiare la bolla speculativa, questa sarà pagata da tutti noi e non da chi sta giocando, in questo momento, la partita dell’IA.
Insomma, mi aspetterei da un’area progressista la difesa dei beni comuni, scelte economiche per una più equa distribuzione della ricchezza, un rifiuto del riarmo e delle logiche di guerra che interessano essenzialmente chi produce armi e chi fa profitto sulle fonti energetiche.
Invece, siamo costretti al pettegolezzo di chi sono io e di chi sei tu, di chi ha un voto in più, di chi ricatta per portarci alla guerra.
Tutto questo con una comunicazione completamente asservita al potere, che fa da cassa di risonanza alla linea da seguire, in un dibattito ridotto a semplice pettegolezzo.
Se non si alza il livello del dibattito, se non vengono affrontate seriamente le questioni sopra esposte, non possiamo che andare incontro a situazioni pericolose, governate da nani e ballerine.



