Sono state 4 le giornate che hanno accompagnato la X Edizione del Festival di Geopolitica Mare Liberum “Europa e Mediterraneo nel disordine“ organizzata dall’associazione ‘Diplomatici‘.
Tra i vari relatori è stato presente Marco Tardelli, campione del mondo nel 1982 e attuale opinionista sportivo. Abbiamo iniziato l’intervista parlando dell’importanza dello sport nei giovani:
“Beh, dovrebbe essere molto importante. Mi sembra che ultimamente sia diventato non certamente un esempio, dopo quello che è accaduto in alcune occasioni, però è un mondo fatto di regole, fatto di responsabilità, fatto di onestà e soprattutto di moralità. Credo che sia importante seguire tutte queste sensazioni e queste regole e spero che i giovani riescano a fare questo.”
Un passaggio è stato fatto su Giovanni Malagò, ex presidente FICG prima decaduto poi diventato commissario di se stesso per poi ricandidarsi, da solo, dopo 90 giorni:
“Io sono di quelli che ha sostenuto Giovanni Malagò, sono uno di quelli che sosteneva che questa rottura non dovesse accadere, ma certamente è stato un brutto compromesso storico che ha portato a una figuraccia dello sport italiano. Non è una cosa da insegnare.”
Si è parlato, poi, di possibili soluzioni per riportare in alto il calcio italiano, dove merita:
“La soluzione c’era già. Era Malagò che faceva il presidente, Mancini che era stato scelto, c’erano stati dei problemi ma si era iniziata la strada. Adesso i ragazzi hanno capito, Mancini ha capito, Mancini ha messo i giovani, sta cercando di ricostruire la squadra, al di là degli errori che siano stati fatti prima. Adesso bisogna andare su quella strada, cercare di far diventare la maglia azzurra, nuovamente la maglia azzurra e non la maglia rossa.”
Ma l’Italia riuscirà a qualificarsi al prossimo mondiale?:
“Io mi auguro di sì e sono anche convinto perché l’Italia ha dei giovani interessanti, non ha ancora dei campioni ma cresceranno e Mancini sta facendo un buon lavoro, al di là di tutto quello che c’è dietro.”
Tardelli ha da sempre criticato eventuali interferenze politiche nel mondo del calcio. Infatti:
“L’Italia non era mai stata influenzata dalla politica, adesso la politica ci è entrata a gamba tesa, anche se ci sono stati degli errori non solo della politica. Quello che è accaduto in America è abbastanza vergognoso, è una ferita che non si rimarginerà mai. Non lo so, è molto brutto anche per i ragazzi, i ragazzi devono avere degli esempi validi, non questo.”
Infine un po’ di nostalgia sulla sua carriera e sul quel mondiale del 1982:
“Nel 1982 non c’è un momento particolare, io ho vissuto un mese splendido, un mese che non dimenticherò mai con tutti i miei compagni, dall’ultima riserva al primo titolare, che non era nessuno poi in riserva perché qualcuno non ha giocato, oppure al massaggiatore o a chiunque, chiunque per me è nei miei ricordi con grande gioia. Sulla mia carriera tutto bello, tutto bello perché io ho fatto un lavoro che non era un lavoro, era un gioco.”
foto copertina di Antonino Schilirò



