Il sistema politico italiano ha una intollerabile e grave vischiosità, una inesauribile capacità di aggiustamento e di compromessi, sia all’interno delle singole organizzazioni che nei rapporti tra esse.
Vi è una tentazione diffusa a chiudere gli occhi, a rimuovere le nefandezze dei partiti e di alcuni suoi protagonisti, a liberarsi dalle ferite, dai dolori, dai rimorsi di coscienza, a perdere la memoria.
Il sistema delle illegalità, costituito dai vari livelli dei poteri criminali mafiosi e dalla corruzione politico- amministrativa, è stato parzialmente colpito, ma è ancora intatto, anzi talora appare più forte di prima.
Tale sistema ha potuto sopravvivere in quanto una massa di persone, diversamente collocate, ha colluso con i grandi briganti e speculatori, non solo da un punto di vista materiale ma anche culturale, “ideologico”.
Non vi è mai stata una vera rivoluzione perché non c’è stata una vera catarsi delle coscienze.
Pertanto occorre una politica nuova, che faccia ciò che nessun giudice potrà mai fare: trasformare la smantellamento di un certo sistema politico in un evento di consapevolezza collettiva, al quale corrispondano mutamenti adeguati sul piano dei comportamenti civili e sociali.
Occorre una politica rinnovata, che fondi il proprio progetto sulla cultura della solidarietà e della eguaglianza, sull’estensione delle libertà individuali e collettive, sul pieno riconoscimento dei diritti di ciascuno e di tutti.
Che si assuma, seriamente, il compito di contrastare ogni forma di potere criminale e di corruzione.
Che abbia concreti programmi economici di sviluppo e di occupazione.
Occorre un nuovo modello politico che metta insieme culture, storie, sensibilità diverse, ma unite dai valori e da un progetto comune.
Occorre realizzare un processo di osmòsi politica che determini di fatto un soggetto assolutamente nuovo che non sia sommatoria di vecchie sigle e di vecchi apparati.
Un soggetto nel quale tutti abbiano la libertà di esprimersi paritariamente, e nel quale vi sia agibilità politica per tutti.
Un soggetto che consenta l’irruzione di quanti non si sentono rappresentati, che sia luogo delle mille forme della rappresentanza e si apra alla società.
Un soggetto che nasca anche dal basso e non sia solo frutto della iniziativa di alcuni leaders.
Un soggetto per il quale la questione morale torni ad essere centrale, e divenga questione della qualità del potere, della qualità del progetto, della qualità delle risposte, della qualità dei servizi, nuova forma delle istituzioni.
Riusciremo a fare tutto ciò?
È una scommessa da fare e da vincere!



