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Sanità abruzzese: venti giorni dopo l’inchiesta della Procura di Chieti nessun provvedimento?

Ospedale di Vasto: paziente rimandata a casa per impossibilità di ricovero, nuove foto del nosocomio giunte da cittadini. Riproponiamo le nostre domande all’assessore regionale alla sanità e al direttore generale della Asl, salite a 33.

by Alessio Di Florio
28 Ottobre 2026
in Il Guastafeste
Reading Time: 13 mins read
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Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, nei giorni scorsi è intervenuto per ben due volte sulla sanità. La prima è stata il 23 ottobre esultando per gli ultimi dati dell’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. La seconda è stata all’inizio di questa settimana sulla ripartizione nazionale dei fondi governativi per la sanità.

«Liste d’attesa l’Abruzzo migliora» si legge nell’immagine del post pubblicato il 23 ottobre dal bisgovernatore. «84.9% delle prime visite nei tempi previsti» continua il testo «2025: 75,7%» e «2026: 84.9%» un «+9.2 punti percentuali» esulta Marsilio.

Un’articolata disanima di questa trionfale esultanza del bisgovernatore (primo nella storia d’Abruzzo) lo ha pubblicato Dalila Bonelli di San Salvo, cittadina, attivista e presidente di un’associazione che svolge attività di sostegno per pazienti oncologici e loro familiari. «Partiamo dal settimo posto, che si ricava effettivamente dai dati AGENAS, sebbene il rapporto non presenti una vera e propria classifica. Peccato che, nello stesso documento, l’Abruzzo risulti quindicesimo per il rispetto dei tempi degli esami diagnostici, con il 79m8% contro una media nazionale dell’85%» sottolinea Bonelli.

«Nel bollettino di luglio, relativo al primo semestre 2026, l’Abruzzo registrava il 73,5% di prime visite nei tempi previsti e il 65,3% per gli esami diagnostici, con un peggioramento rispetto al 2025. Nel nuovo bollettino, riferito al periodo gennaio-settembre, le percentuali salgono rispettivamente all’84,9% e al 79,8%. Significa che, aggiungendo appena tre mesi, il dato cumulativo migliora di 11.4 punti percentuali per le prime visite e di 14.5 per gli esami. Attenzione: non stiamo confrontando due trimestri distinti, ma sei mesi con nove, quindi il secondo dato comprende necessariamente anche il periodo precedente» spiega Dalila.

Questi i dettagli dell’analisi di Dalila Bonelli che riporta alcune domande sulla situazione. Dopo il consiglio comunale straordinario sulla sanità a Vasto e l’intervista interrotta per domanda “non gradita” siamo arrivati a pubblicare 24 domande all’assessore regionale Nicoletta Verì e al direttore generale della Asl Lanciano – Vasto – Chieti Mauro Palmieri. L’analisi di Dalila Bonelli ce ne fornisce altre.

«A luglio, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Maurizio Brucchi dichiarava circa 247.000 prime visite prenotate nel primo semestre 2026. Applicando il 73,5%, ne risultano circa 181.500 nei tempi di garanzia.

Ora, ipotizzando che quei volumi coincidano con quelli utilizzati da AGENAS e che i dati del primo semestre non siano stati successivamente modificati, per raggiungere l’84,9% complessivo a settembre sarebbero servite almeno altre 186.500 prenotazioni nel solo trimestre, tutte nei tempi previsti.  Il 100%, praticamente il paradiso delle liste d’attesa. Se ipotizzassimo invece un comunque eccellente 95%, ne sarebbero servite circa 279.000.

Naturalmente sono calcoli teorici, non una dimostrazione di irregolarità: potrebbero esserci stati aumenti straordinari delle prenotazioni, rettifiche dei dati precedenti o modifiche nelle rilevazioni. Ma proprio per questo vorrei conoscere i volumi mensili effettivi e sapere se i dati del primo semestre siano stati aggiornati.

Perché come si passa dal 73.5% all’84.9% in un indicatore cumulativo senza pubblicare tutti i numeri necessari a ricostruire quel passaggio?

C’è poi la questione delle classi di priorità. Tra gennaio-settembre 2025 e lo stesso periodo del 2026, in Abruzzo la quota di prime visite in classe P, programmabili entro 120 giorni, e passata dal 28,8% al 39,1%. La stessa AGENAS riconosce che la distribuzione delle priorità può influenzare la percentuale complessiva di rispetto dei tempi. Non significa che qualcuno abbia manipolato i dati, ma sarebbe interessante capire quanto questa variazione abbia inciso sul risultato.

E siccome evidentemente non avevo ancora letto abbastanza documenti amministrativi per rovinarmi la giornata, mi è tornata in mente la delibera regionale di aprile sulla validità delle impegnative. Ad esempio, una prescrizione in classe B deve essere prenotata entro 20 giorni, una per una prima visita in classe D entro 40, altrimenti scade. Il monitoraggio AGENAS, però, considera le prenotazioni registrate, non tutte le prescrizioni emesse né i tentativi di prenotazione falliti. Quante impegnative sono scadute senza un appuntamento? Quanti cittadini non hanno trovato disponibilità e quanti sono stati effettivamente presi in carico attraverso i percorsi di tutela?

Non sappiamo se le nuove regole abbiano contribuito al miglioramento statistico, ma mi sembrerebbe ragionevole verificarlo, anziché escludere a priori che possano influire su ciò che viene conteggiato.

Arriviamo quindi al punto che mi interessa davvero. I dati AGENAS documentano un miglioramento di alcuni indicatori e non ho motivo di negarlo, ma continuo a trovare una certa distanza tra questi annunci trionfali e le difficoltà che tanti abruzzesi raccontano quando cercano di accedere alle cure.

La percezione dei cittadini non è una statistica e non può smentire un rapporto nazionale, ma nemmeno una percentuale sulle prenotazioni può raccontare da sola quanti rinunciano alle cure, quanti finiscono nel privato, quanti non trovano disponibilità e quanti devono ricominciare da capo perché nel frattempo è scaduta l’impegnativa».

A quest’articolata analisi di Dalila Bonelli, cittadina, attivista e presidente di un’associazione che queste situazioni le vive quotidianamente e direttamente, si aggiungono le situazioni che costantemente i cittadini raccontano. Esami urgenti, da fare entro dieci giorni, che vengono prenotati a oltre 45 giorni o addirittura mesi e spesso molto lontani da casa. Esami per malattie autoimmuni, che possono portare a invalidità gravi, prescritti dallo stesso medico specialista ma prenotati a lungo termine e in luoghi diversi. Decine, se non centinaia, di pazienti e familiari che si trovano a dover aspettare anche ore nella farmacia dell’ospedale di Vasto. Per sentirsi anche rispondere che il farmaco non c’è. E domenica scorsa, mentre l’unico medico in servizio era vicino a completare un turno di dodici ore, una paziente oncologica non deambulante e con patologie gravi è stata rimandata a casa dal Pronto Soccorso nonostante la mattina dopo dovesse tornare per un consulto. Non c’era posto, non era possibile collocarla per mancanza di disponibilità. Le lunghe ed estenuanti ore di lavoro del personale medico e paramedico, l’assistenza e la cura professionali e umane nulla hanno potuto di fronte questo. E, come possono testimoniare innumerevoli pazienti e familiari che si trovano costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso o di altri reparti del San Pio di Vasto, medici, infermieri e operatori socio sanitari ci provano con abnegazione, professionalità e titanico senso del dovere. Ma i miracoli non li possono fare. E non si può chiedere a loro di farli.

Abbiamo di recente pubblicato una galleria di foto inviate da cittadini e scattate nel nosocomio vastese. Oggi ne proponiamo altre che ci sono state inviate qualche giorno fa.

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All’inizio di questa settimana Marsilio ha reso noto che tra i presidenti di regione molti hanno espresso apprezzamento e sostegno alla sua proposta di modifica dei criteri di ripartizione del fondo nazionale sulla sanità.

Due interventi a distanza di pochi giorni, due intervenuti giunti settimane dopo la notizia dell’inchiesta della Procura di Chieti sulla gestione dei farmaci ospedalieri nella Asl Lanciano – Vasto – Chieti negli anni scorsi. Quella gestione che ha portato Marsilio ad intervenire su La 7. Come abbiamo ricordato in un articolo nei giorni scorsi il bisgovernatore ha dichiarato che non era vero quanto riportato da inviati della trasmissione condotta da David Parenzo. E che «se fosse vero sarei in galera» (parole testuali). Farmaci (anche, se non soprattutto, salvavita) negati o forniti in ritardo, finti risparmi (sulle spalle dei malati) e aggravi reali di costi per la sanità pubblica, terapie mediche ritardate, mancata (o troppo esigua) fornitura di «numerose tipologie di dispositivi medici ai reparti e ai servizi», «potenziale mancata aderenza terapeutica», ripetuti disagi non giustificabili da esigenze reali e non solo da programmazione e scelte aziendali, violazione della Costituzione italiana non rispettando i Livelli essenziali di assistenza. Queste le accuse della Procura di Chieti. Sono passati venti giorni ma non abbiamo ancora riscontro di interventi del bisgovernatore o del bisassessore regionale alla sanità e se i provvedimenti contestati verranno cancellati. Interrogativo che si pone, di fronte quanto scrivono carabinieri e magistrati, come abbiamo sottolineato in un recente articolo.

Il Centro di domenica scorsa ha riportato dichiarazioni di Ambra Pamio, responsabile dell’assistenza domiciliare integrata del distretto sanitario di Chieti, che sottolinea la scarsità di ambulanze e auto mediche per i pazienti e che spesso sono costretti a «provvedere da soli».

Nell’ultimo articolo in cui le abbiamo pubblicate erano diventate 24 le domande poste al bisassessore Verì e al direttore generale Palmieri. Un elenco che si allunga ancora di più e che riproponiamo a conclusione di quest’articolo.

dati Agenas: Quante impegnative sono scadute senza un appuntamento?

rilevazioni Agenas: Quanti cittadini non hanno trovato disponibilità e quanti sono stati effettivamente presi in carico attraverso i percorsi di tutela?

il bisgovernatore è intervenuto due volte in pochi giorni sulla sanità, si esprimerà sull’inchiesta della Procura di Chieti?

se il presidente Marsilio non interverrà perché?

se il bisgovernatore interverrà sull’inchiesta teatina cosa dirà, quale posizione prenderà, quando avverrà e perché finora non è intervenuto?

in base a cosa Marsilio due anni fa smentì Parenzo e i suoi inviati?

alla luce di quanto emerso, e delle costanti segnalazioni e proteste dei cittadini, oggi il bisgovernatore ripeterebbe la frase sulla «galera»?

I Nas hanno sottolineato nelle relazioni fornite alla Procura di Chieti che la responsabile della farmacia ospedaliera di Chieti tentarono di sanzionarla dopo che denunciò la situazione. La dottoressa Palmio sarà, invece, ascoltata sulla situazione dei trasporti per pazienti in Adi?

sono mai state fatte rilevazioni su quanto ambulanze e auto mediche rispondono o non rispondono alle esigenze e garantiscono i diritti dei pazienti? Se non è stato fatto perché?

verranno potenziati, alla luce anche di quanto emerso grazie a Il Centro, la disponibilità di mezzi sanitari? Se si quando?

Viste le reazioni e le tesi espresse due anni fa di fronte le proteste di pazienti e familiari, sono volate persino parole come strumentalizzazione e diffusione di falsità, qualcuno chiederà mai scusa per i calvari, i disservizi, i rischi per la salute e tutto quanto è stato subito?

Quanti e quali provvedimenti nel mirino di Nas e Procura di Chieti sono ancora in vigore?

I provvedimenti al centro dell’inchiesta verranno modificati? Entro quando?

Verranno effettuate valutazioni se e quanto, visto quel che è riportato dalla magistratura, ci sono stati effetti negativi su terapie e salute dei pazienti?

Si è programmato di valutare i provvedimenti contestati quanto possono aver danneggiato, in termini di tempo, costi, stress e altro i pazienti e i loro familiari?

Al termine della seduta del consiglio comunale a Vasto ci è stato risposto, con preciso riferimento alla signora Patrizia De Rosa, che gli uffici sono sempre a disposizione e pronti a rispondere a esigenze e domande dei cittadini. Cacciarla dall’ingresso dell’ospedale, tentare di farla allontanare, come si concilia con quella risposta? Allontanare una cittadina è il mettersi a disposizione dei cittadini?

Patrizia De Rosa sta portando avanti la sua protesta da cinque anni e numerose sono le pubblicazioni che documentano tutti i sit in già avvenuti. Come è possibile che finora non è mai accaduto e ieri invece gli è stato intimato di allontanarsi? Non ha mai intralciato nessuno, ha sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso e nonviolento. E mai si era arrivati addirittura a chiedere di cacciarla. Perché ora? È cambiato qualcosa? Cosa?

Perché l’assessore Verì ha dichiarato in aula che per l’emodinamica c’è accordo con il Molise, dopo una telefonata avvenuta un’ora prima della seduta del consiglio, e nella stessa serata è arrivata smentita dal Molise?

La delegata regionale alla sanità mostra nel risponderci stupore che Patrizia De Rosa stia ancora protestando, possibile che in questi anni non ha mai letto notizie dei suoi ripetuti sit – in? Un amministratore non si sarebbe mai accorta che una cittadina protesta ripetutamente di fronte l’ospedale (che lei ha affermato di visitare spesso)?

L’assessore Verì e il direttore Palmieri hanno dichiarato che le porte dei loro uffici sono sempre aperte ai cittadini dopo che abbiamo chiesto una risposta alle proteste della signora De Rosa. Perché invece la cittadina vastese dice che sono cinque anni (dopo una sola prima e unica volta diversi anni fa) che non riesce ad essere ascoltata e ricevuta?

L’assessore Verì nel suo intervento ha fatto riferimento ai pazienti diabetici, sono almeno due anni che nel vastese ci sono pazienti che protestano per ritardi nell’arrivo delle forniture dei sensori per il rilevamento del livello di glucosio, come mai questi ritardi ripetuti? Cosa è stato messo in campo, se qualcosa è stato messo in campo, per impedire si ripetano?

Sono state inaugurate le Case di Comunità, quella di Vasto ha sede nel distretto sanitario in via Michetti. Ci sono cittadini che hanno protestato, come abbiamo riportato in un articolo, perché l’ascensore è troppo piccolo per le carrozzine. Tanti lavori sono stati effettuati, sull’ascensore perché no? Ci si è posti la questione della dimensione dell’ascensore? Se non ci si è posti il problema perché? Se ve lo siete posti cosa sarà fatto per risolvere il problema ed entro quando?

Ci sono cittadini che protestano perché ci sarebbero ritardi nelle autorizzazioni per ausili e protesi e che ne vengono autorizzate di meno rispetto al passato. Quali sono i numeri? Perché i cittadini riscontrano questi ritardi e diminuzioni?

Durante il consiglio si è fatto riferimento a verifiche sull’appropriatezza di urgenze fissate per esami e visite e negli accessi ai pronto soccorso? Appropriatezza parola che abbiamo già sentito, con riferimento ai farmaci, anni fa dall’allora direttore Schael. Quindi si pensa che ci sono cittadini, e che addirittura il numero sia così alto da creare “danni” alla sanità pubblica che per sport, divertimento o chissà cos’altro fanno visite, esami o assumo farmaci?

Vi siete mai posti invece la domanda su quanti pazienti arrivano a condizioni gravi perché visite programmate arrivano troppo tardi, perché non sono stati diagnosticati in tempo peggioramenti o nuove patologie?

Vi siete mai posto il problema di quanti caregiver familiari vedono le loro condizioni di vita e di salute peggiorare perché devono quotidianamente combattere con burocrazie, tempi, problemi, criticità e ansie di ogni tipo?

Se la spesa farmaceutica pubblica sarebbe aumentata per voi è solo una questione di budget da far rientrare? È l’unica soluzione che prospettate? Non sarebbe da domandarsi come mai la domanda aumenta e se ci sono peggioramenti del livello generale della salute e aumento delle patologie?

Ci sono farmaci carenti da anni, il Creon addirittura la prima volta dieci anni fa. Come si può definire emergenziale una situazione che dura da anni? Pare che la carenza sia stata più o meno risolta con farmaci equivalenti, perché rimane allora l’iter burocratico e l’obbligo di rivolgersi alle farmacie ospedaliere (in alcuni casi lontane anche decine e decine di chilometri) di “emergenza”? Sui farmaci carenti, oltre che restrizioni e iter reso più complesso, si è mai pensato di mettere in campo altro? Se non si è mai posta la questione perché?

Vi siete mai posti la questione dello snellimento di alcune procedure, come i trasporti per pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (spesso anziani e soli), burocratiche? Non sarebbe il caso di porsi la questione?

Se i numeri delle liste d’attesa stanno migliorando, come ripetuto anche in consiglio comunale, come mai continuano ad arrivare a sindaci e giornalisti segnalazioni di persone costrette ad andare fuori, a rivolgersi alla sanità privata (a pagamento) o che devono aspettare mesi e mesi?

Abbiamo avuto notizia di recente che sono stati erogati alle famiglie i fondi a sostegno dei caregiver familiari. Sono stati poco più di 200? Quanti sono i pazienti oncologici in Abruzzo? E in provincia di Chieti? Il numero di beneficiari come mai è così basso? L’avviso pubblico fa riferimento solo al trasporto su ruote o ferrovia, secondo voi è l’unica esigenza? Non ci sono altri costi, dal lavoro che si può essere costretti anche a lasciare ad altro che si deve abbandonare, ridurre, porta ansia e stress, quantificabili? Un caregiver è solo un autista per voi? E un paziente così grave che si sposta solo in Adi ma ha bisogno di assistenza continua a casa, in questi casi il caregiver non è considerato tale?

Da anni il farmaco per le chemioterapie deve essere, la mattina stessa della terapia, ordinata a Chieti e da lì deve arrivare. E quindi, prima di iniziare, i pazienti devono aspettare ore arrivando in alcuni giorni anche al primissimo pomeriggio per poterla iniziare. La distanza, percorrendo l’autostrada, tra i due presidi ospedalieri è di oltre 80 chilometri. Aumentando, quindi, anche i rischi per la sicurezza del trasporto. Perché non è possibile, migliorando così sicurezza degli operatori e disagi per le attese dei pazienti, che tutto si svolga a Vasto e non debba viaggiare ogni giorno?

Sull’esame delle curve da carico del glucosio la Asl ha affermato che «la prestazione non ha subito interruzioni e che il dispositivo necessario per l’esecuzione dell’esame era regolarmente presente nelle scorte aziendali» e che «il dispositivo necessario per l’esecuzione dell’esame era regolarmente presente nelle scorte aziendali» e «l’episodio sarebbe stato presumibilmente determinato da un errore nel controllo dei dispositivi in dotazione al punto prelievi dell’ospedale di Vasto». Come è possibile che la Asl fa riferimento ad un errore episodico e invece la paziente ha affermato che è accaduto per «più di una settimana»? Come è possibile che non ci sono state interruzioni e solo un errore di comunicazione ad una paziente? Altri pazienti hanno svolto regolarmente l’esame e, quindi, come è possibile che il supposto ipotizzato errore si è protratto per «più di una settimana» e non superato in pochi minuti? Ammettiamo pure che un sanitario, in ore e ore di turni spesso difficili e massacranti in cui devono gestire decine se non centinaia di pazienti, ha calcolato male per un attimo, se altri pazienti stavano svolgendo regolarmente si sarebbe risolto tutto in pochi minuti. Come sarebbe stato possibile che così non è stato? 

 

 

 

 

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Alessio Di Florio

Vicedirettore WordNews.it - È nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali, ambientalisti, pacifisti e di lotta alle mafie. Collaboratore delle redazioni abruzzesi di Il Messaggero e Pressenza. Ha collaborato con Adista, Primadanoi, Terre di Frontiera, Unimondo, Libera Informazione, Popoff Quotidiano e SocialPress. Ha curato, per oltre dieci anni, il sito personale del giornalista e regista RAI Stefano Mencherini, dove è stata curata la diffusione e la pubblicizzazione del documentario d’inchiesta «Schiavi. Le rotte di nuove forme di sfruttamento», con il quale è stata portata avanti la “Campagna di sensibilizzazione per l’informazione sociale”, in collaborazione con MeltingPot e Articolo21, e per la creazione di un Laboratorio permanente di inchiesta e documentari sociali in RAI, nata per rompere la censura televisiva del documentario d’inchiesta “Mare Nostrum”. Articoli su tematiche sociali e culturali sono stati pubblicati dal mensile Vasto Domani. Per contatti: redazione@wordnews.it

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