Si è svolto nella splendida cornice di Palazzo Biscari a Catania l’evento per festeggiare i 100 anni di Confindustria dal titolo “Confindustria Catania in Action – 100 anni di Imprese, Talento e Resilienza“. E’ stato un momento di confronto tra imprese, capitali e talenti a confronto.
L’incontro ha messo a confronto esperienze imprenditoriali, investimenti e prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche che stanno trasformando il sistema produttivo catanese e il contributo delle imprese alla crescita economica del territorio.
Ad aprire la giornata è stata Maria Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Confindustria Catania, a seguire l’intervento di Enrico Trantino, sindaco di Catania e quello di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del Mare. Ad intervenire, inoltre, è stato Giuseppe Romano, capo del Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha tenuto l’introduzione inquadrando le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno. A moderare è stato Roberto Chinzari, giornalista del Tg1 Rai.
Il programma si suddiviso in tre momenti di approfondimento.
La prima sessione, dal titolo “Il mondo a Catania”, è stato dedicato ai grandi insediamenti produttivi presenti sul territorio e al loro impatto sul tessuto economico locale. Sono intervenuti Cristina Busi (Sibeg), Vincenzo Iudicelli (Zoetis Manufacturing Italia), Giuseppe Ignizio (Parmalat) e Giuseppe Notarnicola (STMicroelectronics).
La seconda sessione, dal titolo “Catania nel mondo”, ha posto l’attenzione sulle imprese che hanno sviluppato una presenza sui mercati internazionali. Il panel ha visto la partecipazione di Francesco Federico (Cavagrande), Lidia Finocchiaro per (Eurofarm), Roberto Fronte (Dermoaroma Italy) e Luca Raimondo (L.R. Flavours & Fragrances Industries).
A seguire, è stato proiettato il videomessaggio dell’astronauta catanese Luca Parmitano, nell’ambito del tema “Talenti in circolo: da Catania alla Luna”. Un contributo dedicato al valore del talento e delle professionalità capaci di affermarsi anche in contesti internazionali e ad alta specializzazione.
Il terzo panel, dal titolo “Catania che scommette su Catania”, ha dato voce alle aziende che hanno scelto di investire e continuare a crescere sul territorio. Hanno raccontato le proprie esperienze Andrea Bonina (Bionap), Marco Causarano (Sicania Chimica), Renato Licciardello (Electric Power) e Antonio Perdichizzi (Isola Catania).
L’assemblea è realizzata con il sostegno di Ance Catania e Sifi e il contributo di Leotta & C., Gipsos, Sicania Chimica e Katanè Auto.
“Noi a giugno presentavamo il libro ed era dare grande valore soprattutto alle prime società i centenari, ai nostri pionieri che han fatto la nostra prima economia, che ci han dato il via, l’inizio dell’industria catanese. Oggi, invece, a chi ha dato fiducia e ha creduto nel nostro territorio. Non dimentichiamo che noi siamo molto responsabili. Dobbiamo stare attenti perché chi è venuto può anche andarsene via. Dobbiamo tenerceli e dobbiamo essere bravi a tenerceli. Siamo cresciuti tanto, il nostro Presidente Schifani ci sta dando coraggio, risorse in più. Dobbiamo utilizzarle bene. Io al Presidente della piccola, Bianchi, gli ho chiesto di darci una mano a cercare di convincere le piccole aziende a passare al digital perché noi abbiamo notato che a noi Catania si sono presentati, approfittano del servizio gratuito chiediamo noi come Confindustria, ed è molto importante perché vuol dire fare un salto di qualità enorme e diventare competitivi come le aziende nord e le aziende europee. Nel resto della Sicilia molto meno, e non va bene. Perdiamo una grande opportunità. Questo è anche un po’ il discorso di oggi. Abbiamo fatto tanto, abbiamo aziende importanti venute da fuori che ci han dato fiducia, abbiamo degli strumenti nuovi. Adoperiamoli”,
ha dichiarato la Presidente di Confindustria Catania, Maria Cristina Busi Ferruzzi.
“Non cullarsi mai sugli allori ma ragionare sempre in termini di cresciti. Abbiamo sempre qui insediamenti produttivi che chiedono spazio sulla città. Probabilmente a inizio dicembre con il Ministro Urso annunceremo un altro investimento davvero importante. Ma noi dobbiamo cercare di ragionare in prospettiva. Abbiamo realizzato 50 milioni di lavori, ne vogliamo fare tanti altri perché abbiamo ripreso una zona industriale che meritava attenzioni particolari che era da tempo che non si interveniva. Stiamo comunque guardando con attenzione alla connessione fra la comunità studentesca e le nostre aziende perché colgano i nostri ragazzi il valore di cosa significhi investire nel proprio futuro a Catania. Ma naturalmente non dobbiamo fermarci. C’è un rapporto di assoluta sinergia con gli industriali catanesi, con tutte le forze produttive e la consapevolezza del grande rilancio della città e di come si può riscattare da passate politiche che non hanno favorito quel che adesso, invece, stiamo vedendo. Invece la ZES unica, così come tutto quel che sta avvenendo a livello regionale mostra un nuovo modello a cui ci si sta attenendo perché riusciamo ad essere sempre più competitivi. Abbiamo un aumento del prodotto interno lordo che è a lunga superiore di quello delle altre città siciliane e questo grazie alle industrie che sempre di più fanno da ecosistema, soprattutto nel campo dell’innovazione della tecnologia, creando le premesse perché Catania sia veramente leader del meridione quantomeno su queste discipline.”,
dichiara il sindaco di Catania, Enrico Trantino.
“Cent’anni di buona economia con stagioni alte e basse fra sacrifici, distruzioni e ricostruzione, donne e uomini impegnati a tenere una vocazione, una tradizione che risale agli inizi del ‘900 quando Catania cominciò ad essere appellata “Milano del sud” non perché reggesse un paragone col capoluogo lombardo ma per significare il dinamismo, la vocazione, la imprenditorialità dei suoi abitanti, tante famiglie, tante dinastie, tanti imprenditori coraggiosi. E oggi Catania rimane il capoluogo dell’industria manifatturiera nell’isola con un buon tasso di occupazione, con una industria sempre più rivolta alla tecnologia, con una grande capacità di conquistare nuovi spazi di mercati. Quindi 100 anni significativi, la storia non solo di Catania ma della Sicilia, che vanno premiati e da parte del governo nazionale, che ho qui l’onore di rappresentare, c’è qui l’impegno a rendere sempre ottimale le condizioni affinché l’imprenditore possa investire, possa lavorare, possa produrre e dare lavoro agli altri”,
ha dichiarato il Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, Nello Musumeci.
Col Ministro non è mancata occasione di parlare della politica attuale e delle sfide partitiche partendo dal bilancio in via di definizione da parte del governo:
“Si sta lavorando alla definizione del bilancio 2027, c’è stata e c’è anche in termini fiscali una grande attenzione nei confronti delle imprese, piccole e medie imprese in modo particolare. Stiamo provando a immaginare ulteriori iniziative a sostegno delle imprese soprattutto in un contesto geopolitico nel quale le cosiddette diseconomie, a cominciare dal costo del carburante, spesso diventano un freno fatale per le imprese più fragili. E’ un momento difficile a livello internazionale. Fa rabbia che la causa non sia ricercata nella distrazione del governo ma su fenomeni che prescindono dalla nostra volontà. Quindi abbiamo bisogno di rimediare laddove è possibile ma al tempo stesso confidiamo nella tenacia, nella resilienza si dice così anche se il termine non mi piace, nella resilienza degli imprenditori”.
“Nessuno è in condizione di poter conoscere le dinamiche economiche e sociali, e non solo economiche e sociali, dei prossimi mesi. Come sapete la posizione dell’Italia nel contesto internazionale è chiara, è una posizione finalizzata a mediare la causa nobile della pace, della composizione dei conflitti. Il presidente Meloni ha conquistato grande credibilità nei paesi del vicino e Medio Oriente, la posizione sull’Ucraina è ferma e non si muove di un centimetro e se il governo è rimasto in vita quattro anni, raggiungendo un primato, non è solo una viltà di calendario. Nella stabilità in un governo, in un’amministrazione ha un valore perché significa credibilità, significa affidabilità, significa capacità di dialogare e di ottenere risultati”,
ha risposto così il Ministro parlando della durata della resilienza delle imprese.
Sull’argomento di una possibile alleanza con Futuro Nazionale di Vannacci ha dichiarato:
“Non è un tema che mi appassiona. La forza di Vannacci ha perso un’occasione, quella di poter rappresentare una fascia dell’elettorato, non so quanta, a destra di Fratelli d’Italia. Non lo ha saputo fare e si è collocata sulle stesse posizioni della sinistra. Di fatto in Parlamento più volte ha rappresentato una forza di opposizione. Io credo che sia sempre più difficile immaginare una convergenza di Vannacci nel centrodestra. Dopodiché in politica, come si sa, mai non si dice mai”.
immagine copertina di Antonino Schilirò



