Si è svolta in piazza Università, a Catania, la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. In questa giornata così particolare si ricorda la vittoria della prima guerra mondiale, contro l’impero austro-ungarico, grazie all’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, firmato il giorno precedente, del 4 novembre 1918. L’intervento italiano nella prima guerra mondiale viene considerato, da alcuni storici, il completamento del processo di unificazione risorgimentale ma anche come la quarte guerra d’indipendenza italiana. Questa festa fu istituita nel 1919 ed è riuscita a sopravvivere ai vari decenni della storia italiana dall’età liberale all’Italia Repubblicana passando per il ventennio fascista.
A Catania è stata festeggiata nella centralissima piazza Università alla presenza delle massime cariche cittadine, civile e militari.
Hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Catania Enrico Trantino che nel suo intervento, rivolgendosi ai giovani e parlando delle proteste che hanno attraversato nell’ultimo messe l’Italia, ha dichiarato:
“Quelle divise ci consentono di essere cittadini liberi, cittadini sicuri, cittadini con un futuro.”
E ha proseguito:
“Quando parliamo di identità, di simboli come il nostro Tricolore, non parliamo di elementi esterni. Parliamo di quello che ci unisce”
Signoriello: “Non dobbiamo avere paura del futuro, ma dobbiamo avere consapevolezza ed essere pronti”
Nel punto con la stampa del Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, ha dichiarato:
“La battuta che vi faccio è tanti auguri alle forze armate e a tutti i cittadini italiani. Oggi è la festa di tutti noi e la festa dell’unità nazionale, la dobbiamo sentire intimamente, non come se fosse un fatto formale, ma è un percorso di storia, di presente e di futuro. La Repubblica è sempre stata in cammino. Evidentemente dobbiamo essere all’altezza di ciò che è stato il nostro passato, ma anche alle sfide del presente. Dobbiamo essere pronti. La Repubblica c’è e si manifesta, diciamo, in tante modalità. Lo Stato è presente sul territorio. Non dobbiamo avere paura del futuro, ma dobbiamo avere consapevolezza ed essere pronti.”
Nel suo intervento, dopo aver osservato un minuto di silenzio in memoria dei quattro militari deceduti nei giorni scorsi in Bosnia Erzegovina, ha ricordato il sacrificio di quanti sono caduti per la Patria ed espresso gratitudine per le donne e gli uomini delle Forze Armate che, con il loro operato quotidiano, difendono la sicurezza nazionale e la pace internazionale, spesso in condizioni difficili e lontano dai propri affetti.
È seguito un ringraziamento a tutte le componenti dello Stato che, nell’ambito delle proprie attribuzioni, concorrono alla tutela della sicurezza, della legalità e della libertà dei cittadini ed un pensiero particolare ai giovani, cui è affidato il compito di costruire una società nella quale il confronto non diventi ostilità, le differenze non si trasformino in divisioni e la solidarietà prevalga sull’indifferenza.
Ha infine esortato a rinnovare l’impegno a operare, ciascuno nell’ambito delle proprie responsabilità, per un’Italia unita, libera, solidale e capace di affrontare con fiducia le sfide del nostro tempo:
“Oggi, nel raccoglimento che doverosamente accompagna questa celebrazione rinnoviamo il nostro dovere di memoria e ricordare non significa soltanto, sterilmente, rendere omaggio al passato, ma riconoscere il valore delle vite spezzate, delle sofferenze patite, delle speranze affidate alle generazioni successive che noi oggi incarniamo. Dietro ogni caduto è una storia personale, una famiglia, una comunità. Vi è il dolore di chi ha atteso invano il ritorno di un proprio caro e vi è il sacrificio di intere generazioni chiamate ad affrontare le prove più dure della nostra storia. Ma oggi la nostra riconoscenza è accompagnata dalla consapevolezza che la pace non è mai un bene scontato e che la libertà, la democrazia e la convivenza civile devono essere custodite e rinnovate ogni giorno. Celebrare dunque l’unità nazionale significa riconoscere ciò che ci unisce pur nella ricchezza delle nostre differenze. L’unità del paese non è soltanto un dato storico o geografico, è un patrimonio di valori, di diritti e di doveri condivisi. È la fiducia nelle istituzioni democratiche e la solidarietà tra territori e generazioni e la capacità di sentirsi parte di una comunità più grande nella quale nessuno deve essere lasciato indietro. In un tempo, come sappiamo, come vediamo, caratterizzato da tensioni internazionali, conflitti e profonde trasformazioni sociali, questo significato assume un valore ancora più attuale. Le divisioni e le contrapposizioni non possono farci dimenticare l’importanza del dialogo, del rispetto reciproco e della ricerca di soluzioni pacifiche alle controversie. La nostra Costituzione, questa bella Costituzione nata dalla dolorosa esperienza della Seconda Guerra Mondiale e dalla volontà di costituire un futuro fondato sulla libertà e sulla dignità della persona, ci indica una direzione chiara: la tutela dei diritti, il rispetto delle istituzioni democratiche ed il ripudio della guerra intesa come strumento offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di soluzione delle controversie internazionali. È in questi principi che trova fondamento il nostro impegno per la pace e per una convivenza internazionale basata sull’aspetto del diritto e della dignità umana.”
Inoltre durante la manifestazione sono stati letti i messaggi del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto.
L’esecuzione dell’inno d’Italia e di tutti i momenti musicali sono stati eseguiti dall’orchestra dell’I.O.S “Musco” di Catania e dal coro dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.
foto e video a cura di Antonino Schilirò








