Questa era, che si proclama progredita, sarà ricordata più che per la bontà delle cose realizzate per il trionfalismo delle parole insignificanti per giustificare decisioni infelici, per la saga delle idee omologate, per i festival del protagonismo, per l’epica degli sfruttamenti opportunistici a danno dei propri simili, degli animali e della natura. Occorre riflettere che la natura non sa mentire. Ha una grande capacità di sopportazione ma la sua tolleranza non può essere eterna. E prima o poi sbatte in faccia la verità. L’uomo le impone i suoi bisogni, le ridimensiona le regole ma mai deve dimenticare che è impossibile sapere chi egli sia senza il confronto con essa.
Se vorrà assicurare la sopravvivenza della sua specie l’umanità non deve divenire innaturale.
Nel semplice contemplare la natura ordine e disordine possono rivelarsi in tutta la loro opposta realtà: paesaggi incantevoli e paesaggi oltraggiati dalla speculazione umana. Solo l’estasi nella contemplazione riesce a fondere spazio e tempo nell’istante incantato che annientando presente e passato con tutti i loro accidenti – geologici, storici, economici, politici – riesce ancora a dare stille di luce alle coscienze che hanno coscienza.
Formulo tali considerazioni dopo aver letto il libro Le parole della sostenibilità. Il futuro nelle nostre mani di Andrea Ferrazzi, pubblicato da Marietti1820, con la prefazione del cardinale Matteo M. Zuppi e la postfazione di Filippo Jannacopulos.
Andrea Ferrazzi
Andrea Ferrazzi senatore della Repubblica, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, è stato protagonista della modifica della Costituzione per la tutela dell’ambiente e della salute. È stato assessore all’Urbanistica e all’edilizia del Comune di Venezia. Ha rappresentato il Parlamento italiano alla Cop 26 sul Clima di Glasgow. Autore e curatore di una trasmissione televisiva sulla sostenibilità, in onda ogni settimana su Antenna3, la rete televisiva interregionale più seguita in Italia.
Grazie alla sua esperienza personale e istituzionale, Ferrazzi riesce a coniugare il rigore scientifico con una profonda sensibilità etica e politica, offrendo al lettore non solo dati e analisi, ma anche una prospettiva di cambiamento possibile e necessario.
Le parole della sostenibilità. Il futuro nelle nostre mani
Il libro si presenta come una guida chiara e accessibile per affrontare le questioni ambientali, sociali ed economiche del nostro tempo. Arricchito dalla preziosa prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, questo volume invita alla riflessione e all’azione per costruire un futuro migliore per le prossime generazioni. La postfazione, invece, è a cura di Filippo Jannacopulos, editore del gruppo Medianordest.
Partendo dai suoi studi e dalle sue esperienze, Andrea Ferrazzi libera il campo dagli allarmismi delle posizioni apocalittiche e dalle fake news dei negazionisti, raccontando con semplicità e chiarezza i fatti concreti. Tante le esperienze raccontate nelle pagine del volume, dalla tempesta Vaia, allo scioglimento dei ghiacciai, dall’inquinamento da Pfas, al caro bollette e alla crisi energetica, fino al consumo di suolo e alle trasformazioni urbane.
“Il cambiamento climatico in corso ha una causa precisa ed è l’aumento della presenza di gas climalteranti in atmosfera di origine antropica” scrive l’autore per il quale il tempo è un fattore cruciale per tentare di invertire la rotta. “Dobbiamo agire ora – è il suo invito – con una visione d’insieme che tenga conto non solo dell’ambiente, ma anche delle necessità sociali ed economiche.”
Una possibile risposta, per Ferrazzi, la si può trovare sposando l’ottica di un’ecologia integrale, che unisca una visione che unisce sostenibilità ambientale, sociale ed economica: “Tutto è in relazione, tutta la vita sulla Terra è una rete di relazioni – spiega l’autore – . Se distruggiamo l’ambiente, distruggiamo ogni forma di vita biologica, sociale, economica.”
Nel libro si trovano anche riferimenti all’importante modifica della Costituzione italiana in chiave ambientale, alla quale Ferrazzi è stato l’ispiratore. La riforma ha segnato un momento storico, ponendo finalmente la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali del nostro ordinamento.
Un punto di vista che anche il Cardinale Zuppi, riprende nella sua prefazione, ponendo l’accento sulla necessità di una presa di coscienza collettiva riguardo ai problemi ambientali e alle loro ripercussioni sulla vita umana. Il Cardinale Zuppi lo sottolinea con forza: «Dobbiamo invertire la rotta – dice -. Se non per il bene del creato, almeno per noi stessi».
La postfazione di Filippo Jannacopulos evidenzia l’importanza dell’opera non solo come analisi critica, ma anche come un vero e proprio manifesto per un futuro sostenibile. “Il messaggio che emerge è di speranza – è la sua riflessione – : sebbene la sfida sia enorme, è ancora possibile invertire la rotta, ma solo se tutti – dalle istituzioni agli individui – faranno la propria parte“.