«La grande emozione di tornare nel posto dell’anima. Grazie». Sono le parole che Riccardo Milani ha scolpito sul quadro dedicato al suo film – “Il posto dell’anima” – girato a Punta Penna nel 2022. Parole scolpite lì dove sono state girate le scene del film.
La versione restaurata è stata proiettata lunedì 1° giugno a Vasto, proiezione organizzata dall’associazione culturale Primo Maggio presieduta da Cesario Bosco. Nel tardo pomeriggio, prima di recarsi alla Città del Cinema di Vasto, Milani è tornato a Punta Penna. Un ritorno che ha ripercorso le tappe dell’epoca, amicizie e momenti, giornate ed episodi scolpiti nell’anima e nella memoria.
«Un paese ci vuole» scrisse Cesare Pavese in “La luna e i falò”. «Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti» e per Riccardo Milani questo “posto dell’anima”, questo paese in cui c’è qualcosa di proprio, in cui sei nelle persone e nei luoghi, in cui forse mai se ne andato via e l’emozione ha voce è Punta Penna. Le parole di Pavese raccontano il tardo pomeriggio del 1° giugno e le emozioni, le commozioni, i sorrisi, la memoria viva – nei colori del luogo e nei volti delle persone – che hanno illuminato e continuano a splendere.
Le previsioni meteo erano di pioggia forte, a metà pomeriggio roboanti tuoni si sono ascoltati da lontano. Ma la poesia, quella poesia apparentemente minore ma in realtà grandiosa, che è in agguato sulle strade della vita e ci rapisce d’improvviso, è stata più forte delle nubi. E il sole ha accompagnato il ritorno di Milani a Punta Penna, l’incontro con le persone che ha conosciuto oltre vent’anni fa ma riviste come fosse stato il giorno prima.
È rimasto sempre molto legato a Punta Penna e a tutta Vasto Riccardo Milani, «tanto felice per questa accoglienza, importante ed emozionante» e che dimostra che «all’epoca abbiamo lasciato emozione», settimane di cui gli sono tornati in mente «episodi di supporto, di solidarietà, di senso di comunità» ha dichiarato alla stampa subito prima di recarsi alla Città del Cinema. Due sale stracolme di persone accorse per la visione del film, «un percorso che professionalmente ed umanamente rende particolarmente felice», ci sono state in questi mesi altre proiezioni e «questa devo dire è quella che mi rende più felice» ha aggiunto il regista.
«La bellezza delle cose semplici nasce dalla loro autenticità. Non hanno bisogno di essere cercate con ostinazione né costruite: arrivano, spesso all’improvviso, come la gioia che abbiamo vissuto ieri. Si presentano senza clamore, bussano alla porta della nostra vita e chiedono soltanto di essere accolte – l’emozionata e commossa testimonianza di Anna Bosco, assessora alle politiche sociali del Comune di Vasto – Viviamo spesso inseguendo ciò che è straordinario, dimenticando che il meglio arriva quasi sempre in modo inaspettato. Una parola sincera, un incontro, un gesto gentile, una visita speciale, una luce che attraversa una stanza: sono cose minime, eppure capaci di stringerci a sé con una forza sorprendente. La loro grandezza risiede proprio nel fatto che non pretendono nulla. Esistono. E basta.
L’autenticità assomiglia a quel movimento naturale della vita: accogliere ciò che arriva e accettare che se ne vada. Le cose semplici non trattengono, non seducono con artifici, non cercano di apparire diverse da ciò che sono. Per questo ci rassicurano. Per questo ci toccano.
Forse la nostra anima è davvero come quel piccolo sasso sul fondo di un’acqua chiarissima. Le agitazioni passano, le mode cambiano, le illusioni si dissolvono. Il sasso resta. Così restano le cose autentiche: gli affetti veri, le parole dette con il cuore, i momenti vissuti senza maschere. Anche quando tutto sembra correre, esse continuano a custodire una verità semplice e silenziosa.
La felicità, allora, non è accumulare esperienze straordinarie, ma riconoscere la bellezza di ciò che è vero. Accettare tutto, accogliere tutto, prendere tutto: soprattutto quelle piccole cose che il mondo considera banali o fuori luogo e che invece, proprio perché autentiche, contengono il segreto più profondo della gioia. Prendiamo per le spalle il presente e stringiamolo a noi.
Grazie Riccardo Milanio e Remigio Truocchio per averci ricordato la bellezza del nostro posto dell’anima».
«Impossibile riuscire a trasmettere le emozioni che abbiamo vissuto assieme a Riccardo Milani, un regista che guarda l’Italia con gli occhi dell’anima, unendo una straordinaria sensibilità umana a un ritratto cinematografico mai superficiale – hanno raccontato i gestori del B&B Punta Penna House – Un uomo che usa la macchina da presa non per giudicare, ma per abbracciare le fragilità e le virtù della gente comune. Un grande grazie sentito e sincero va all’associazione Primo Maggio, presieduta da Cesario Bosco, che ha fortemente voluto l’evento cinematografico, e così facendo ha permesso tutto questo».





