Nel tempo dell’indifferenza, del conformismo e dell’assuefazione al potere, la figura di Pier Paolo Pasolini torna a essere necessaria. Non un semplice ricordo ma una voce viva, scomoda, capace ancora oggi di interrogare le coscienze.
È questo il cuore del video-saluto inviato da Angela Napoli, presidente della giuria della seconda edizione del Concorso nazionale Pier Paolo Pasolini, in occasione della cerimonia di premiazione ospitata nella suggestiva cornice di Venafro. Impossibilitata a partecipare fisicamente Napoli ha voluto far arrivare il proprio messaggio agli organizzatori, ai finalisti, ai partecipanti e al pubblico presente.
Nel suo intervento, la presidente della giuria ha rivolto un ringraziamento sentito a Paolo De Chiara, presidente di Dioghenes APS, e a tutti i soci dell’associazione, sottolineando il valore crescente di un concorso che, anno dopo anno, sta assumendo un ruolo sempre più importante nel panorama culturale e civile nazionale.
La seconda edizione ha registrato una partecipazione più ampia, sia nella sezione letteraria sia nella sezione giornalistica, con opere e lavori di grande qualità, capaci di mettere in difficoltà la stessa giuria nella scelta dei premiati. Una partecipazione che, come sottolineato da Angela Napoli, rappresenta già di per sé un riconoscimento importante, perché testimonia il desiderio di non lasciare cadere nell’oblio i valori e l’eredità intellettuale di Pasolini.
Il video è un invito a recuperare il senso profondo della cultura come strumento di libertà, crescita e consapevolezza. Al centro del messaggio c’è una denuncia netta: senza cultura le menti si impoveriscono, diventano più fragili, più esposte al servilismo e meno capaci di opporsi ai poteri che mortificano la libertà dell’uomo. In questo scenario, Pasolini non appartiene al passato, ma al presente più urgente. La sua opera, le sue battaglie, il suo sguardo sugli ultimi e sugli emarginati parlano ancora al nostro tempo con una lucidità bruciante.
Particolarmente significativo il passaggio in cui Napoli si sofferma su una frase ascoltata nei mesi scorsi da un candidato ad amministrare un ente locale: “con la cultura non si mangia”. Una frase che diventa simbolo di un impoverimento più grande, quello di una classe dirigente che rischia di non comprendere più quanto la cultura sia invece nutrimento civile, intellettuale e democratico.
Il richiamo finale è alla ribellione civile, non come violenza, ma come rifiuto dell’assuefazione. Ribellarsi, nel senso più alto del termine, significa non accettare passivamente un sistema malato, non voltarsi dall’altra parte, non lasciare che vengano uccise le speranze dei giovani e di chi prova ancora a costruire un futuro diverso.
Il video-saluto di Angela Napoli lancia un messaggio forte alla seconda edizione del Concorso nazionale Pier Paolo Pasolini: ricordare Pasolini oggi significa scegliere da che parte stare. Dalla parte della libertà, della cultura, della verità e di quella parola libera che continua a disturbare i potenti e a svegliare le coscienze.





