Un nuovo colpo alla criminalità organizzata scuote il Cilento e l’Italia intera. Un’operazione antimafia condotta dalla DDA di Salerno ha portato all’arresto di dieci persone tra la provincia di Salerno e Sulmona. Tra loro spicca Francesco Alfieri, ex presidente della Provincia di Salerno ed ex sindaco di Capaccio Paestum. Le accuse? Scambio elettorale politico-mafioso, tentato omicidio, estorsione con metodo mafioso, traffico d’armi e favoreggiamento.
Le denunce del 2011 trovano conferma
Nel 2011, Dario Vassallo denunciava già l’esistenza del “Sistema Cilento”, portando le sue prove al Partito Democratico. La risposta fu sconcertante: Alfieri venne definito “la punta di diamante” del partito.
L’inchiesta dimostra come nelle elezioni del 2019 i voti siano stati scambiati per favori illeciti, aprendo le porte a esponenti della camorra nelle attività politiche ed economiche locali. Non è solo una storia di corruzione: è un’alleanza tra politica e criminalità organizzata, alimentata dall’omertà e dall’inerzia delle istituzioni.
Il silenzio del PD e l’inerzia della politica
Nel 2019 nuove prove vennero consegnate al PD, guidato da Nicola Zingaretti, e ai responsabili organizzativi Stefano Vaccari e Marco Miccoli. Ancora una volta: silenzio. Nel frattempo, il Sistema Cilento ha continuato a prosperare, affondando le sue radici sempre più in profondità.
Oggi, mentre alcuni amministratori continuano a negare l’evidenza, la luce della giustizia comincia a filtrare nelle zone d’ombra. Come scritto nel libro Il Vento tra le mani, questa inchiesta ha il potenziale di superare Tangentopoli per portata e gravità. E non è ancora finita: resta da indagare il versante bancario, che potrebbe svelare nuovi scenari devastanti.





