C’è un filo invisibile che attraversa il Molise da sempre: l’acqua. Una presenza discreta, quotidiana, spesso data per scontata. Eppure, oggi, quel filo si sta assottigliando. Il cambiamento climatico avanza, i periodi di siccità si allungano, le falde si abbassano, le sorgenti soffrono. E la domanda cresce: quanta acqua servirà domani per gli usi civici, per la nostra economia, per i campi che tengono in piedi un’intera regione?
È una domanda che non possiamo più rimandare. E sarà al centro della tavola rotonda “Acqua – Quale futuro?”, in programma a Termoli il 20 novembre alle ore 16.30, presso il Centro Pastorale Ecclesia Mater, in Piazza Sant’Antonio 6.
All’incontro interverranno amministratori locali, tecnici, agricoltori, professionisti del cinema e del territorio. Ognuno con una prospettiva diversa, ognuno con una responsabilità comune: capire come difendere e gestire in modo sostenibile la risorsa più preziosa che abbiamo.
Sono previsti gli interventi di:
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Sabrina Lallitto, sindaca di Casacalenda
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Candido Paglione, sindaco di Capracotta
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Antonio Tomassone, sindaco di Pietracatella
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Pierfrancesco Citriniti, regista
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Angelo D’Uva, vignaiolo
A introdurre i lavori saranno Famiano Crucianelli e Patrizia Manzo.
Un parterre che unisce istituzioni, mondo agricolo, cultura e comunità locali: perché la gestione dell’acqua non è soltanto una questione tecnica, ma un tema profondamente politico, sociale, economico, identitario.
Nel cuore dell’incontro ci saranno tre interrogativi chiari, diretti, inevitabili:
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Quanta acqua è necessaria per gli usi civici dei molisani, per l’economia locale e per l’agricoltura?
In un territorio che vive di produzioni agricole di qualità, allevamenti, paesaggi rurali e comunità diffuse, la disponibilità idrica non è un optional: è sopravvivenza. -
Come proteggere i luoghi di produzione e conservazione dell’acqua?
Sorgenti, bacini, invasi e aree naturali non sono soltanto riserve: sono infrastrutture ecologiche da difendere con rigore. -
Come garantire quantità e qualità dell’acqua alle generazioni future?
Una sfida che unisce cambiamento climatico, pianificazione, tutela ambientale, controllo degli sprechi e investimenti reali.
È un dibattito che parla a tutti: alle istituzioni, ai cittadini, alle imprese, ai coltivatori che vedono i loro campi cambiare volto stagione dopo stagione.
Il confronto sarà aperto al pubblico: un invito alla partecipazione, all’ascolto e alla responsabilità collettiva. Perché l’acqua riguarda tutti.
Perché senza una strategia, senza una visione condivisa, senza un impegno concreto, rischiamo di perdere ciò che oggi consideriamo ancora “normale”.






