Il 15 dicembre scorso, al termine di una lunghissima seduta del consiglio comunale di Vasto, è stata discussa la mozione presentata dai consiglieri di opposizione Guido Giangiacomo, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero (Fratelli d’Italia) sul rinvio a giudizio di Vincenzo Toma, dirigente in pensione del comune di Vasto ma ancora presente nella pianta organica dell’ente, a cui la Procura contesta l’auto assegnazione di un “premio di risultato” di 30.000 euro.
L’8 gennaio è stato pubblicato sull’albo pretorio online il verbale della discussione. Come già avvenuto per il consiglio comunale straordinario sul concorso “messi notificatori” stiamo ripubblicando il verbale, per trasparenza e dovere d’informazione. Ai lettori approfondire e valutare, giudicare e farsi proprie opinioni, sulle posizioni assunte da maggioranza e opposizione, dai proponenti la mozione e dal sindaco Francesco Menna.
Come si può scoprire rivedendo la registrazione all’inizio della discussione lo stesso Toma è intervenuto chiedendo – citando un articolo del regolamento del consiglio comunale – che la seduta venisse secretata. Proposta respinta e, dopo un veloce dibattito, solo il voto è stato stabilito segreto. Così tutti i cittadini possono verificare di persona le posizioni assunte (come già facemmo in occasione del consiglio comunale sul concorso “messi notificatori” pubblicheremo il verbale integralmente quando sarà pubblicato sull’albo pretorio online) e i giornalisti hanno potuto fare i giornalisti. Eravamo presenti in aula all’inizio della seduta e, appena è balenata la possibilità, abbiamo fatto notare che se la seduta fosse stata secretata ci sarebbe stato impossibile svolgere il nostro compito di giornalisti e praticamente veniva vanificata la presenza anche della stampa. Protestando con forza e determinazione. Giustamente, avevamo ragione visto come si è poi proceduto.
Il tema è durato il tempo di alcuni resoconti giornalistici e della pubblicazione dei comunicati post voto di maggioranza e opposizione di Fratelli d’Italia e poi è caduto nel silenzio totale cittadino. Come accaduto con la bufera scatenata sul concorso “messi notificatori” e in tantissimi altri casi. La città appare lontana, indifferente, disinteressata, anestetizzata come qualcuno ha detto proprio in consiglio comunale. Circostanza che colpisce, fa riflettere, in un eterno presente (anche in certi personaggi che ricompaiono, nonostante atti e fatti che dovrebbero imporre altro, ad ogni campagna elettorale) in cui venti, trent’anni, non passano, rimangono gattopardescamente uguali, identici. Tanto si sussurra e poco si parla, tanto si vocifera e nulla mette la faccia. Tutto passa, tutto si accetta. E la storia di questi cinque anni, di denunce e fatti, di indipendenza e autonomia, di un narrare giornalistico che non si fa mai dettare tempi e parole, che incalza e fa emergere quel che molti non vogliono emerga, di ventri oscuri e fatti gravi e gravissimi che corrono nelle strade e nelle piazze, ha il sapore dell’amaro di fronte un’apatia ingiustificabile e inaccettabile. Apatia che diventa ferocia e grida nevrotiche e violente, attacchi, tentativi di isolamento e delegittimazione e tanto altro, in momenti molto più meschini e sconcertanti.
Completiamo oggi la ripubblicazione del verbale e dei vari interventi con la replica del consigliere Guido Giangiacomo all’intervento del sindaco Francesco Menna. Subito dopo la conclusione dell’intervento dell’avvocato Giangiacomo, non essendoci altri consiglieri che hanno chiesto di intervenire, è stata svolta la votazione e la mozione è stata bocciata a maggioranza.
PRESIDENTE
Consigliere Giangiacomo.
GIANGIACOMO
7 novembre 2017 Non ero camerata, ero iscritto a Forza Italia, 7.11.2017 nel procedimento
all’unanimità abbia votato tutti, il sottoscritto ha votato. Il problema oggi non è terrorismo, non ci
sarà un processo a suo carico, non ci saranno sanzioni a suo carico non rischiate niente, se
ovviamente votate contro questa mozione. Perché? Perché non state commettendo un illecito, il
problema è morale. Io lo controllerò quando c’è stato la strage Italicus perché i consigli comunali
di tutta Italia non si sono costituiti parte civile. . Controllerò perché ogni volta che un dirigente è
stato reintegrato in ASL, i consigli comunali non hanno preso posizione. Controllerò perché ogni
volta che c’è stato un furto i consigli comunali non si sono costituiti parte civile. Ma io sono
consigliere comunale e l’unica cosa che mi accomuna al Parlamento l’articolo 67 della
Costituzione che camerata o non camerata dice che i consiglieri comunali, cioè tutti noi, per cui
la costituzione cui è stata fatta, non hanno obbligo di mandato. Io non rispondo a nessuno.
Quindi se questa mozione firmata non è perché sono di Fratelli d’Italia, o Forza Italia, la ho
firmata per la questione morale, ma ma non è un problema è una scelta. La maggioranza potrebbe
ritenere di non costituirsi, per motivazioni validissime.
Il problema è che devo chiedere scusa al compianto sindaco La Penna e alla sua Giunta, mi
vergogno di aver votato contro esponenti politici che citava la discrezionalità di quest’aula tutti
anche l’opposizione. E oggi invece di fronte a un dipendente anzi di un ex dipendente che quindi
gira per i corridoi senza una particolare obbligo giuridico….Non possiamo nemmeno licenziare,
ecco perché la cautela è l’obbligo morale, un dipendente risponde alle normative il gratuito cosa
fa? (…..) Ho paura di chi mi regala qualcosa perché è più pericoloso e non mi riferisco al cavallo
di Troia. . Tanto lo so che non è vero che non abbiamo avuto le risposte abbiamo avute tutte le
risposte è evidente, che non c’è stata udienza preliminare. È evidente che il sindaco non solo
sapeva, ma nella sua replica ha fatto capire chiaramente che non ci si doveva costituire parte
civile, lo ha deciso per tutti E altresì evidente perché chi tace consente, avendo noi riferito che
domani c’è l’udienza è altrettanto evidente che domani c’è la udienza. Quindi il sindaco Menna
e tutti quelli che hanno parlato oggi, che o non sapevano o sapevano e sono d’accordo con lui.
Entrambe le cose sono valide. E come sono arrabbiato io, dovreste essere arrabbiati voi, se
invece sapevate. Comunque ognuno fa le sue scelte e ne risponde, io ho avute tutte le risposte e
sono soddisfatto. Io non sono giustizialista, non sono Bellarmino, che ha condannato Giordano
Bruno. Io non condanno i dipendenti, però mi vergogno. Potessi tornare indietro a questo punto
non mi costituirei parte civile verso il compianto sindaco La Penna. Non decidiamo oggi se (…..)
verso un dipendente non dipendente noi decidiamo di fare oggi una scelta che varrà per il futuro. E
poi voglio vedere se un domani un consigliere se ne va con questo apparecchio, e ne esco di là e mi
traggono a giudizio per peculato… vorrei spiegare al sindaco che se un dirigente della ASL viene
boicottato, il danno è suo. Un intervento sconclusionato il suo, me lo consenta. Mi spiace perché
io la stimo, ma come si fa a paragonare (…..) che commette peculato con il danno che deve
chiedere un dirigente che viene integrato, quella è giustizia civile, qui parliamo di penale. Sapete
perché parlare di violenza sessuale di un minore non serve? perché il minore non si difende, non
può farlo. La querela il Comune non può farle se qualcuno che lo rappresenta non la fa. Cosa
c’entra il dirigente dell’Asl? Cosa c’entra strage dell’Italicus? Cosa c’entra il Comune di Pescara?
Che mi frega? Qui c’è ipotesi di peculato, e io esercito, art. 75, il mio diritto di partecipare a
un processo. Da parte civile partecipo a un processo poi se il sindaco ha fatto sentenza di
assoluzione, perché ha detto che lui stima la persona. Quindi se il Papa ruba …. sarà un errore
giudiziario. Non mi interessa cosa ha fatto fino a ieri il dipendente, mi preoccupa ancora più la
parte civile, che è andata. Mi preoccupa che il dipendente continui a mettere firme su atti.
Legittimo perché chi ha potere di fermarlo oggi ha deciso di non fermarlo, a maggioranza. La mia
coscienza morale è assolta. mi resta un solo dubbio: come ci comporteremo in casi analoghi o
addirittura più gravi di questo. All’epoca io c’ero del dibattito, discutemmo gli stessi termini. E il
PD all’epoca disse: se noi ci costituiamo non è che non perseguiamo questa Giunta, creiamo
precedenti. Purtroppo abbiamo bruciato una Giunta e non abbiamo creato un precedente, che oggi
viene disatteso.





