Il 6 giugno 2026, alla Palazzina Liberty, torna la II edizione del Premio Nazionale Letterario e Giornalistico “Pier Paolo Pasolini”.
Il Premio cresce e si rafforza anche grazie a nuove adesioni. In queste settimane è arrivato un passaggio importante: lo SPI CGIL ha aderito con il proprio patrocinio, un segnale che pesa perché collega la cultura alla vita concreta, ai diritti, alle persone, alla dignità del lavoro e dell’informazione.
La giornata del 6 giugno ha una struttura semplice. Alle ore 17.00 sono previsti interventi introduttivi, a seguire la lectio magistralis: uno spazio pensato per andare in profondità.
Alle ore 18.30 ci sarà la premiazione.
La II edizione si inserisce in una cornice istituzionale già avviata, con il patrocinio del Comune di Venafro, e punta a consolidare un evento capace di parlare oltre i confini locali. Il Premio si muove su due binari che si incontrano: da una parte c’è la sezione letteraria e dall’altra c’è la sezione giornalistica, che riconosce il valore di servizi e lavori pubblicati su testate registrate, includendo con attenzione anche radio e tv.
A tenere insieme tutto c’è l’eredità di Pasolini: il potere va descritto, va compreso. Tra le frasi che accompagnano questa edizione ce n’è una che sembra scritta per oggi: “Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole”. Un invito a non addormentarsi.
Il Premio Nazionale “Pier Paolo Pasolini” promette una giornata pubblica in cui cultura e informazione diventano strumenti di cittadinanza.

A Venafro, il 6 giugno 2026, Pasolini torna a fare quello che sapeva fare meglio: disturbare il manovratore.
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