Buon Primo Maggio.
Celebriamo questo giorno guardando nella prospettiva del 2 giugno, la festa della Repubblica. Abbiamo di fronte un mese complesso, in cui non smettere di presidiare gli spazi di libertà e partecipazione davanti alla stretta autoritaria di un governo traballante e per questo fedele all’antico slogan del “tireremo dritto“.
Proprio per questo è necessario continuare a coltivare toni dialoganti, concordare una tregua verbale, nutrire una cultura del rispetto delle persone, della Storia e dei fatti. I giovani, in questo, sono più attenti. Benché spesso inascoltati.
Lo dicono con il continuo No alla guerra, con il No allo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente, con il rinnovato No alle spallate alla Costituzione.
Serve quella «giusta vigilanza e l’impegno per contrastare risorgenze culturali e politiche», come ebbe a scrivere Valerio Onida in una riflessione su “Resistenza e Costituzione“.
«La Costituzione antifascista si difende così: non cedendo alle tentazioni dell’odio, dell’intolleranza, del reciproco insulto, alla concezione della politica democratica come scontro assoluto e mortale tra fronti opposti e reciprocamente del tutto incompatibili».





