«Volevo solo pedalare ma sono inciampato in una seconda vita». È il titolo del libro del 2016 di Alex Zanardi scritto con Gianluca Gasparini. Alex non lo sapeva ma pochi anni dopo un altro tornante della vita ha rischiato di essere mortale.
Era stato superato da tredici anni il primo, terribile e drammatico, ed era arrivata una seconda vita.
La terza vita è venuta dopo il nuovo terribile incidente del 2020. Alex giunse, ancora una volta, in condizioni gravissime in ospedale. Ma superò anche questa prova e per quasi sei anni ha continuato a vivere, sorridere, ridere, resistere.
Quel drammatico giorno del 2003 in Germania, prima ancora che giungesse in ospedale, gli era stata data l’estrema unzione. L’operazione fu delicatissima, a forte rischio, un’impresa titanica dei medici. Ma lui andò oltre e mesi dopo commosse il mondo alzandosi dalla carrozzina durante una cerimonia.
Questa mattina l’annuncio della sua morte da parte della famiglia.
In questi ventitre anni ha raccontato la sua nuova vita con ironia e leggerezza. E a macinare successi, medaglie e vittorie.
Riassumere tutta la vita, le imprese e i trionfi di Alex Zanardi è impossibile. Ancor più oggi mentre la commozione stringe il cuore e le lacrime bagnano la tastiera. Perché Alex Zanardi è stato più di un campione, è entrato nelle vite e prima del campione, prima dello sportivo, oggi piangiamo l’uomo, l’essere umano, la persona, l’esempio. È difficile strappare al volto un sorriso ma lui sicuramente lo farebbe. Dopo il primo terribile incidente, in cui nello schianto le sue gambe furono amputate, commentò che se fosse accaduto una seconda volta sarebbero bastati dei bulloni nuovi.
Ora insegnerà l’ironia e la tenacia, l’umanità e il sorriso lassù. Cercando il sole che non tramonta mai dando la mano per far sognare, a braccia alzate verso il cielo.
Ti insegnerò a volare (Guccini – Vecchioni)
La stanza ad Indianapolis
È buia ma ricordo,
Ricordo il tuono e il pubblico
E un universo sordo,
Poi che mi vien da ridere
E faccio per alzarmi,
Che oggi devo correre
E sto facendo tardi;
Poi che mi guardo e vedo, ma
Ci son le stelle fuori
E un mare di colori,
E se non potrò correre
E nemmeno camminare
Imparerò a volare,
Imparerò a volare
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia-ia-ia-ia, ia-ia-ia-ia
Se partirai per Itaca
Ti aspetta un lungo viaggio
E un mare che ti spazza via
I remi del coraggio,
La vela che si strappa e il cielo
In tutto il suo furore,
Però per per navigare solo
Ragazzo, basta il cuore.
Qui si tratta di vivere,
Non di arrivare primo
E al diavolo il destino,
E se non potrai correre
E nemmeno camminare
Ti insegnerò a volare,
Ti insegnerò a volare
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia-ia-ia-ia, ia-ia-ia-ia
Mica si dice inverno se
Vien giù quel po’ di neve,
Mica finisce il giorno se
Di notte il sogno è breve,
Questa vita è una donna che
Ti ama come sei,
Questa vita è un amore che
Non ti tradisce mai;
Questo venire al mondo è stato
Un gran colpo di culo,
Pensa se non nascevi,
E se non potrai correre
E nemmeno camminare
Ti insegnerò a volare,
Ti insegnerò a volare
Mica sono le stelle a farlo
E i santi men che meno,
Te lo fai tu il destino,
E se non potrai correre
E nemmeno camminare
Ti insegnerò a volare,
Ti insegnerò a volare
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia-ia-ia-ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia, ia-ia-ia-ia
Ia-ia-ia-ia, ia-ia-ia-ia





