Quale logica sottende la ristrutturazione della sanità molisana? Si parte forse da un’analisi attenta dei bisogni territoriali per poi costruire in base a questi dati l’assetto da dare ad ospedali e servizi? Niente di tutto questo.
Si ha l’impressione che le scelte vengano fatte per proteggere l’esistente del privato convenzionato, con la possibilità di espansione dello stesso, mentre il pubblico viene sacrificato e reso sempre più complementare ai bisogni di questo privato e nel tempo destinato a scomparire. Il pubblico diventa sempre meno attrattivo e nella mancanza di risposte la migrazione passiva dei molisani tenderà ad accentuarsi mentre la migrazione attiva da altre regioni , legata a specifiche attività dei privati convenzionati, continuerà con profitto per quelle strutture.
Il Molise rimane e si dimostra sempre più regione sperimentale per la trasformazione di un sistema pubblico universalistico in un sistema privato i cui costi ricadranno sempre più sui cittadini. Del resto non è un caso il progressivo spopolamento del territorio.
Ora si vuole creare una rivalità campanilistica tra Termoli ed Isernia per spostare l’attenzione dei cittadini su questa eventuale guerra.
Rimane solo il sindaco Castrataro a fare da flebile barriera al futuro smantellamento del sistema pubblico con la quasi completa assenza delle formazioni politiche che non vedono non sentono e se parlano lo fanno a vuoto senza prendere alcuna vera iniziativa istituzionale.





