L‘inchiesta sul ruolo chiave del boss Carolei. Un’articolata inchiesta della Guardia di Finanza ha gettato nuova luce sulle dinamiche criminali tra Castellammare di Stabia e Gragnano, svelando la figura di Carolei quale garante supremo dell’alleanza tra due dei clan più influenti del territorio: i D’Alessandro e i Di Martino.
L’infiltrazione nell’economia legale del clan: dalle scommesse alla pasta
Nata inizialmente dal monitoraggio delle ingerenze criminali nel tessuto economico sano, l’indagine ha portato a galla un pervasivo business milionario di scommesse illegali, settore che il boss avrebbe controllato in modo indiretto.
Questo florido mercato andava ad affiancarsi e a rinforzare gli interessi che la consorteria aveva già stabilito in settori strategici per la regione:
- Turismo, con le basi a Sorrento e la ricettività
- Settore alberghiero e il controllo dei lidi balneari
- Il business nel settore alimentare
- La storica e rinomata industria dei pastifici
Il “welfare parallelo”: dalle dispute al recupero dei veicoli
Dalle carte dell’inchiesta emerge una fitta rete di relazioni intessuta con cura nel tempo. Diversi imprenditori locali, anziché rivolgersi alle istituzioni, si sarebbero affidati al boss di camorra Carolei per dirimere controversie di vario tipo e richiedere interventi diretti sul territorio.
La risoluzione di contenziosi sulla cessione di immobili, tutto gestito dalla camorra.
Recupero rapido di auto e scooter rubati, sfruttando il controllo capillare della criminalità sulla zona, il cavallo di ritorno.
La capacità di “risolvere problemi” si è trasformata in un letale strumento di penetrazione nell’economia legale. Ogni favore concesso diventava la valuta di scambio per ottenere consenso sociale, rafforzare la rete di alleanze e ritagliarsi uno spazio sempre più ampio all’interno delle attività produttive locali.
L’indagine s’inserisce in un contesto investigativo in forte evoluzione. Secondo quanto riportato nell’esclusiva della testata Metropolis, una svolta decisiva sugli omicidi eccellenti dell’area di Gragnano potrebbe presto arrivare grazie al contributo di un nuovo pentito di camorra, i cui verbali rischiano di riscrivere la mappa degli assetti criminali della zona.
Per ora la certezza è che la camorra comanda sull’economia di un territorio, gestisce la politica e prende consensi.





