Il Coordinamento nazionale delle associazioni e dei familiari delle vittime di stragi e attentati si schiera al fianco di Sigfrido Ranucci e della redazione di Report, riconoscendo il ruolo svolto negli anni dal programma d’inchiesta della Rai nel riportare alla luce responsabilità, intrecci e depistaggi legati ad alcune delle pagine più oscure della storia italiana.
In un comunicato sottoscritto da presidenti di associazioni e familiari di vittime della mafia, del terrorismo e delle stragi, il Coordinamento ribadisce la propria vicinanza al giornalista, già destinatario di un grave attentato, e invita gli inquirenti ad accertare ogni aspetto della vicenda.
«Senza Report molte vicende sarebbero state dimenticate»
Nel documento viene ricordato il contributo offerto da Ranucci e Report alla ricerca della verità sulle stragi e sugli attentati che hanno insanguinato il Paese:
«Il Coordinamento nazionale delle Associazioni familiari e vittime di stragi e attentati non può assolutamente dimenticare quanto fatto da Sigfrido Ranucci e dalla redazione di Report per rivelare e denunciare responsabili, trame e depistaggi nelle vicende che ci hanno riguardato: senza il loro coraggio di giornalisti d’inchiesta, molte nostre vicende sarebbero dimenticate o condannate all’insignificanza».
Una presa di posizione netta, che sottolinea il valore del giornalismo d’inchiesta come strumento indispensabile per difendere la memoria delle vittime e impedire che verità ancora incomplete vengano archiviate o cancellate dal tempo.
La fiducia in Sigfrido Ranucci e nella redazione di Report
Il Coordinamento torna sull’attentato subito dal giornalista, per il quale aveva già espresso solidarietà, e rinnova la propria fiducia:
«In questo difficile momento legato all’attentato che il giornalista ha subito nei mesi scorsi e per il quale abbiamo, a suo tempo, espresso la nostra solidarietà, ribadiamo la nostra piena fiducia e sostegno, nella convinzione che si tratti dell’ennesimo depistaggio per bloccare, una volta per tutte, le inchieste di Report».
L’ipotesi avanzata nel comunicato è grave e viene formulata direttamente dai firmatari. Proprio per questo, il Coordinamento chiede che le indagini ricostruiscano con precisione fatti, responsabilità ed eventuali retroscena, senza lasciare zone d’ombra.
Le repliche sospese dalla Rai
Nel documento viene sollevata anche la questione della decisione della Rai di sospendere le repliche di alcune puntate di Report, indicate come particolarmente significative e potenzialmente collegate ai temi delle stragi e dei depistaggi.
«L’immediata sospensione, da parte della Rai, delle repliche delle puntate più significative, e che probabilmente ci riguardavano, ci fa pensare che il vero obiettivo degli attentatori e dei mandanti possa essere quello di delegittimare Ranucci e la sua redazione, con l’intento di chiudere una voce sicuramente scomoda per quei poteri oscuri che temono la verità».
Secondo i familiari, dunque, il rischio è che quanto accaduto possa essere utilizzato per isolare e delegittimare Sigfrido Ranucci, indebolendo una trasmissione che, nel corso degli anni, ha affrontato inchieste delicate e spesso scomode.
«Le minacce più pericolose possono arrivare alle spalle»
Il comunicato contiene anche una riflessione maturata attraverso la lunga esperienza dei familiari delle vittime, spesso costretti a confrontarsi non soltanto con avversari dichiarati, ma anche con ambiguità e tradimenti provenienti da ambienti apparentemente vicini.
«Non ci sorprendiamo neppure che la manovra possa essere passata attraverso chi si mostrava amico, perché nelle lunghe e tormentate vicende che ci hanno riguardato è accaduto, non di rado, che le minacce più pericolose non ci venissero dai nostri espliciti avversari, ma alle spalle, da persone e ambienti di cui ci fidavamo, in contesti in cui è forte il rischio di incontrare soggetti dal dubbio profilo, faccendieri, speculatori e provocatori di cui diffidare».
Parole che richiamano l’attenzione sulla necessità di mantenere un approccio rigoroso e prudente davanti a una vicenda tanto complessa, evitando conclusioni premature ma senza sottovalutare nessuna possibile pista.
«Ranucci e Report sono e rimangono parte lesa»
Il Coordinamento annuncia che continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, affidandosi al lavoro della magistratura e degli investigatori:
«Il Coordinamento delle Associazioni seguirà e vigilerà sulla vicenda, come sempre, senza pregiudizi e con metodo critico, ricordando che Ranucci e la redazione di Report sono e rimangono “parte lesa”, esprimendo fiducia negli inquirenti affinché svelino pienamente tutti i retroscena di una delicata vicenda in cui non possono rimanere margini di dubbio».
Il messaggio conclusivo è inequivocabile: difendere Sigfrido Ranucci e Report significa difendere il diritto dei cittadini a conoscere la verità e tutelare un giornalismo capace di attraversare quelle zone d’ombra nelle quali, troppo spesso, si sono nascosti responsabilità, complicità e depistaggi.
I firmatari del comunicato
Il documento è sottoscritto da:
- Paolo Bolognesi, presidente onorario dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna;
- Salvatore Borsellino, presidente del Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino;
- Paolo Lambertini, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna;
- Sergio Amato, figlio del giudice Mario Amato, ucciso dai NAR;
- Nunzia Agostino e Flora Agostino, sorelle dell’agente di Polizia Nino Agostino;
- Paola Caccia, figlia del magistrato Bruno Caccia;
- Giuseppa Catalano e Tommaso Catalano, sorella e fratello dell’agente di Polizia Agostino Catalano;
- Daniele Gabbrielli, vicepresidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili;
- Roberta Gatani, nipote del magistrato Paolo Borsellino;
- Luana Ilardo, figlia di Luigi Ilardo;
- Angela Manca e Gianluca Manca, madre e fratello dell’urologo Attilio Manca;
- Rosaria Manzo, presidente dell’Associazione familiari vittime della strage del Rapido 904;
- Manlio Milani, presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di Piazza della Loggia;
- Brizio Montinaro e Donata Montinaro, fratello e sorella dell’agente di Polizia Antonio Montinaro;
- Nino Morana, nipote dell’agente di Polizia Nino Agostino;
- Stefano Mormile e Nunzia Mormile, fratello e sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile;
- Federico Sinicato, presidente dell’Associazione familiari vittime della strage di Piazza Fontana;
- Franco Sirotti, fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del treno Italicus.




