Mancanza di sensori per misurare il livello del glucosio, i “freestyle”, indispensabili per i pazienti diabetici. È la segnalazione che in questi giorni è giunta da alcuni cittadini di Vasto che si sono recati presso il distretto sanitario in via Michetti e sono rimasti a mani vuote.
Una «situazione ormai insostenibile» lo sfogo di una cittadina vastese che segnala quanto è una problematica che si è ripetuta varie volte negli ultimi anni. «Questa storia si ripete troppo spesso» sostiene un paziente residente a Vasto dopo essersi recato due volte nel presidio di via Michetti, oggi anche sede della locale Casa di Comunità, senza aver potuto ritirare i sensori freestyle.
«Mi reco, questo mese ben due volte, al presidio ospedaliero di via Michetti per ritirare i freestyle che utilizzo per il controllo della mia glicemia e dal responsabile dell’approvvigionamento mi sento dire che non ci sono, anche se ordinati» il suo racconto.
Abbiamo contattato la Asl per avere informazioni sull’attuale situazione delle forniture ma non ci è stata fornita risposta.
Sono diverse le segnalazioni giunte negli ultimi due anni, su criticità e disagi causati da lunghe attese per ripetute mancanze. Nel novembre di due anni una paziente residente a Vasto, diabetica ormai da 30 anni, protestò per le varie volte in cui si è recata nel distretto sanitario in via Michetti invano e per la diminuzione della fornitura.
La signora segnalò che accanto a lei, in occasione di una fornitura, c’era una signora diabetica e oncologica a cui le mancanze hanno creato forti disagi. Lei stessa ha segnalato che è costretta ad appoggiarsi alla famiglia o a rinunciare ad ore di lavoro, a volte anche invano. Altre segnalazioni sono giunte dieci mesi fa anche da Casalbordino, in cui al distretto le consegne avvengono due volte a settimana. Attesa che, nel novembre dell’anno scorso, alcuni familiari di pazienti hanno segnalato essere stata anche di due settimane.
I sensori freestyle sono tra i più diffusi tra i pazienti affetti da diabete in quanto hanno sostituito i vecchi metodi di rilevazione con prelievo di sangue, eliminando così la fastidiosa necessità anche più volte al giorno di punture.
La segnalazione dei disagi di questi giorni si sono aggiunte alle proteste relative all’ascensore e alla situazione dell’autorizzazione alla fornitura di ausili sanitari il mese scorso.
Recarsi presso un ufficio della Asl per chiedere rinnovo di un prezioso ausilio sanitario e trovarsi di fronte una insormontabile barriera architettonica e ricevere un diniego.
È la disavventura capitata ad un cittadino del vastese, afflitto da una grave patologia invalidante che lo ha costretto sulla sedia a rotelle ventisei anni fa.
Il cittadino vastese si era recato presso il distretto sanitario della Asl Lanciano-Vasto-Chieti in via Michetti a Vasto, sede della casa di comunità varata due mesi fa, per chiedere informazioni sulle batterie per la sedia a rotelle elettrica. Appena entrato si è trovato di fronte una barriera architettonica per lui insormontabile. L’ufficio ausili e protesi, in cui si doveva recare, si trova al secondo piano dello stabile. Per poterlo raggiungere strada obbligata per lui l’ascensore. Ma le dimensioni dell’ascensore gli hanno impedito di entrare, il vano è troppo piccolo perché lui potesse entrarci e salire al piano superiore.
Problematica che, dopo il racconto del cittadino in sedia a rotelle da ventisei anni, è apparso comune ad altri: ho lo «stesso problema quando vado con mio figlio, alla asl i dottori devono scendere giù perché non entra nell’ascensore la sua carrozzina» ha raccontato una madre mentre la moglie di un altro cittadino costretto in sedia a rotelle ha raccontato che «l’ascensore è veramente piccolo e anche una carrozzina manuale fa difficoltà ad entrare, ho accompagnato mio marito a fare le analisi (il laboratorio è ubicato al primo piano) e ho dovuto mettere la carrozzina in diagonale per far chiudere la porta dell’ascensore».
«Io non sono potuto salire e, alla fine, è dovuta scendere la dottoressa per parlare con me» ha raccontato. L’incontro con la responsabile ha portato alla scoperta che la sua richiesta non poteva essere accolta. La Asl non fornisce più le batterie per la sedia a rotelle elettrica. Batterie che, sottolinea, hanno un costo che si aggira intorno ai 1.000 euro. «Fino a qualche tempo fa la ASL autorizzava e forniva le batterie quando quelle in uso si usuravano. Adesso, invece, non vengono più autorizzate nemmeno quelle usurate» prosegue il racconto.
«La domanda per le batterie è stata presentata a gennaio e «nel frattempo, vista la necessità e l’urgenza, devo ringraziare un amico che mi ha prestato la sua carrozzina» continua il racconto dell’invalido in sedia a rotelle da ventisei anni.
«Sono andato pure a comprarle spendendo poco più di quattrocento euro, contro le mille euro della Asl», sottolinea il cittadino del vastese, ma è stato un acquisto che non ha permesso di risolvere la problematica: «non sono compatibili per la grandezza» con la sedia a rotelle elettrica «per pochi millimetri».
Fonti della Asl contattate per avere una replica sulla questione della fornitura delle batterie per le sedie a rotelle elettriche hanno preferito non intervenire.



