Un intervento netto, che mette insieme Palestina, diritto internazionale, Costituzione, antimafia e difesa del dissenso. Nel suo intervento Albanese richiama il valore della consapevolezza, che – sostiene – non può rimanere fine a se stessa: deve trasformarsi in responsabilità e partecipazione.
Particolarmente forte il riferimento alla cultura dell’antimafia e all’insegnamento di Giovanni Falcone. Come la mafia è un fenomeno umano che può conoscere una fine, secondo Albanese anche sistemi fondati sull’apartheid, sulla violenza e sulla negazione dei diritti possono essere contrastati attraverso conoscenza, documentazione e azione collettiva.
Al centro anche la libertà di manifestare il proprio pensiero. «Il diritto al dissenso è l’essenza stessa della democrazia», afferma Albanese, richiamando direttamente i principi della Costituzione italiana e mettendo in guardia dal rischio di considerare il dissenso come una minaccia invece che come uno degli elementi fondanti di una società democratica.
Nella parte conclusiva l’appello è rivolto direttamente ai cittadini: conoscere i meccanismi del potere, comprenderli e trasformare la consapevolezza in azione politica.



