Ho scelto il titolo di un recente film che ho visto per una riflessione su quanto accade in questi giorni. C’è una gioventù indignata che vive una condizione difficile sul piano economico ed esistenziale. Una gioventù che protesta in molti Paesi e adesso anche in Italia.
Una gioventù che talora diventa violenta perché non trova modi alternativi per affermare le proprie ragioni. Certamente sbaglia, in quanto la violenza non produce mai effetti positivi e, inoltre, consente a chi detiene il potere di emettere condanne che offuscano le legittime richieste dei giovani e nascondono le gravi responsabilità dei governanti.
I nostri giovani hanno perduto la speranza di un futuro diverso e migliore e non si sentono compresi, rispettati.
Hanno bisogno di essere ascoltati con empatia dal mondo degli adulti, a cominciare dalla famiglia e poi dalla scuola, dalla società, dalle istituzioni e dalla politica.
Spesso tutto ciò non accade e si determina una spaventosa povertà educativa che genera rabbia e, in alcuni casi, devianza. La devianza è il sintomo e quanti fanno parte del mondo degli adulti ne sono la causa profonda.
Non possiamo dare ai nostri figli un futuro degno di essere vissuto se non cominciamo ad amarli in modo totale, serio, adulto.
«Se ami qualcuno, dillo» significa che questo amore deve essere certamente espresso a parole ma, soprattutto, deve essere quotidiano e concreto.
Sono accanto a questi giovani e confido che le loro legittime proteste trovino modi pacifici, perché solo così non potranno essere ignorate.
Pertanto, dico agli adulti: i giovani sono una risorsa, amateli e dimostratelo con scelte concrete, coraggiose e coerenti.



