Ieri sono stati depositati, in 26 città italiane, i ricorsi per sollecitare l’intervento della Corte Costituzionale in modo che si dichiari l’incostituzionalità della recente legge elettorale approvata a maggioranza parlamentare. Il tutto è stato organizzato dalla “Rete per un voto Libero e Uguale“
A Catania a rappresentarla è l’avvocato Francesco Faro e ha trovato l’appoggio, aderendo convintamente, l’Avvocatura Etnea per la Democrazia.
Il ricorso è stato presentato al Tribunale civile di Catania dove sono diversi i profili di incostituzionalità contestati:
- L’abnorme premio di governabilità, in relazione alla sproporzione tra voti e seggi assegnati (se una coalizione arriva al 42% dei votanti ottiene il 55% dei seggi elettorali);
- la soppressione del limite di genere per i capolista e la disciplina della tripla preferenza che ridurranno la futura componente femminile nel parlamento;
- i capilista bloccati e il regime delle pluricandidature per cui la stragrande maggioranza dei parlamentari saranno scelti dalle segreterie dei partiti e non dai cittadini;
- l’attribuzione del premio al Senato su base nazionale e non regionale come previsto dalla Costituzione;
- l’obbligo per tutti, a pena di esclusione delle liste, di indicare la persona per l’incarico di Presidente del Consiglio, trasformando surrettiziamente con legge ordinaria invece che con legge Costituzionale il nostro ordinamento da Repubblica Parlamentare e Repubblica Presidenziale;
- l’aumento abnorme del numero di sottoscrizioni richieste per consentire alle formazioni politiche non presenti in Parlamento di concorrere alle elezioni.
Di fronte il Tribunale di Catania è stata fatta una conferenza stampa dagli avvocati per spiegare tutto ciò. A prendere la parola è stato l’avvocato Faro:
“Questa legge elettorale non deve piacere ai cittadini perché, di fatto, impedisce di esprimere un voto che sia oltre che uguale anche consapevole, perché il meccanismo che viene attuato perché il meccanismo che viene attuato è quello, sono diversi i profili di incostituzionalità, di creare una maggioranza che possa conquistare il 55% del Parlamento con un numero di voti soltanto pari al 42% e questo comporterà che anche per l’elezione del Presidente della Repubblica, dei membri laici del CSM e dei membri della Corte Costituzionale renderà molto più facile che siano di nomine esclusivamente di carattere maggioritario”
immagine di copertina di Antonino Schilirò



