L‘Unione Sindacale di Base (USB) ha proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori e studenti per venerdì 30 ottobre. Per il sindacato sono stati a milioni a scendere in piazza in tutta Italia. A Catania sono state diverse migliaia a partecipare con un lungo corteo partito dal Varco Dusmet, al porto, per arrivare al centro in piazza Stesicoro. Tanti lavoratori presenti ma anche moltissimi studenti di scuole superiori e università. Un corteo che ha denunciato l’aumento del costo della vita, del carburante ma anche i rincari che hanno segnato la vita delle partite iva, degli agricoltori, autotrasportatori e del comparto pesca. Diversi sono stati gli interventi durante il percorso. Momento concitato è stata la lunga fermata sotto la sede storica del Movimento Sociale Italiano, poi Alleanza Nazionale, dove i partecipanti al corteo hanno chiesto al Governo e alla premier, Giorgia Meloni, di andarsene a casa.
Urzì, USB Scuola Nazionale: “Raccogliamo la rabbia di chi non ce la fa più”
Tra i presenti al corteo c’era Claudia Urzì, dell’USB Scuola Nazionale:
“Oggi è una grande giornata di sciopero generale. Oggi siamo presenti più in più di 50 piazze in tutta Italia. Oggi stiamo raccogliendo la rabbia di chi non ce la fa più neanche a fare la spesa al supermercato, di chi non riesce più a pagare la benzina per andare a lavorare, perché oggi non basta lavorare per vivere, perché i soldi ci sono, ma i soldi vengono dati alle armi, alla guerra e infatti vediamo in che stato è la scuola, in che stato è la sanità, in che stato sono tutti i servizi. Oggi perché partiamo dal porto? Perché oggi è una grande giornata di mobilitazione internazionale del movimento operaio mondiale perché da stamattina alle 6:00 è stato fatto un blocco del porto di Carrara e verranno bloccati praticamente tutti i porti nei cinque continenti, verranno bloccati 113 porti. Quindi USB ha legato questa giornata di sciopero a questa mobilitazione internazionale. Oggi USB è presente a Catania insieme ai Cobas e a tutto il mondo delle associazioni, quindi insieme a tutto quello che rappresenta la vita anche di questa di questa città.”
Cosentino, Rifondazione Comunista: “Questa giornata pone l’importanza della materialità dell’esistere”
Non solo sindacati e USB ma anche realtà politiche e associative, tra cui Rifondazione Comunista e il comitato catanese per la pace contro la guerra rappresentato da Mimmo Cosentino:
“E’ una giornata importantissima perché segna una volontà di massa, soprattutto delle nuove generazioni, di porre fine alla corsa alla guerra, porre fine al cinismo con cui i governanti trattano i problemi più gravi della povera gente, delle grandi masse popolari, perché non si pongono il problema del carovita, del caro affitto dell’impossibilità di garantire il diritto allo studio, ai servizi, alla sanità e quindi questa giornata pone con forza l’importanza della materialità dell’esistere contro un governo e contro anche una dirigenza europea che si mostrano sordi rispetto alla necessità di affermare diritti, di affermare il diritto alla vita, alla pace e di fermare questa folle corsa alla guerra.”



