Alcol, maleducazione, bivacchi di giovani e adolescenti nelle “notti brave”, inciviltà diffusa ovunque e in pieno giorno. Degrado e rifiuti ovunque, in periferia come in luoghi nel cuore del centro città i risultati evidenti. È la sintesi di quanto accade a Vasto. Cumuli di rifiuti, a volte vere discariche abusive, abbandonati sul ciglio di diverse strade. Rabbia, indignazione, sconcerto sono le reazioni diffuse tra i cittadini che denunciano queste situazioni sui social, agli amministratori e alla stampa locale.
La villa comunale è tra i luoghi in cui resti di bivacchi e bagordi vengono abbandonati più spesso. Uno dei luoghi più importanti per la collettività ripetutamente sporcato dall’inciviltà, dal mancato rispetto per il bene comune. Luogo che è stato anche colpito nel passato da atti vandalici.
Abbandoni indiscriminati di rifiuti ad ogni ora, anche di notte. Bivacchi e alcolismo tra i giovanissimi di notte. Ore in cui avvengono gravissimi episodi di violenza, vandalismo, aggressioni, furti. E spaccio, con gli stupefacenti che corrono tra piccole piazze di spaccio – sfregiano il territorio, siringhe sono state trovate in passato nella villetta intitolata a Falcone e Borsellino – e portano dritti alle vecchie e nuove leve della criminalità. Quadro che abbiamo riportato, ancora una volta, nei giorni scorsi.
Il ventre mafioso d’Abruzzo dai cannibali delle auto ai traffici di droga e armi
Il 2026 che sta per andare in archivio è stato segnato da una baby gang che per mesi ha aggredito in maniera violenta, feroce, efferata coetanei e adulti in ogni angolo della città. Tanti episodi sono stati raccontati, molti altri sono rimasti sconosciuti per silenzio, connivenza, complicità, vigliaccheria. Soprattutto degli adulti. Anche tra chi avrebbe il compito di parlare e denunciare. Baby gang conosciuta, nomi e volti erano notori in città. Così come lo erano le loro famiglie. Anzi, potremmo scrivere, la loro famiglia. Perché si finisce sempre ai soliti noti, a quella galassia familiare che da decenni – a Vasto come a Casalbordino, a Lanciano come altrove – punta ad una egemonia violenta delle strade e delle piazze, che tra un’estorsione e l’usura, tra lo spaccio e altri reati, picchia e cerca di intimidire, sfidando ogni convivenza civile.
«La società si è assuefatta alla violenza – denunciò Anna Bosco, assessore alle politiche sociali del comune di Vasto, due anni fa quando in città la violenza entrò nel cortile di una scuola – di qui la necessità far emergere quel “sommerso di violenze” che spesso si consumano nel silenzio e solo in questo modo si può giungere alla denuncia, che costituisce il mezzo principale per smantellare questo universo celato. Inoltre l’umiliazione delle vittime, le immagini riprese con video sono uno scenario relativamente nuovo, che ha acquisito straordinaria rilevanza negli ultimi anni. I lividi passano, ma i filmati restano».
«Episodi di bullismo e comportamenti violenti destano preoccupazione e non possiamo ignorarli» ha sottolineato l’assessora Anna Bosco oltre un anno fa raccogliendo, prendendo immediatamente posizione, la denuncia e il grido d’allarme di un esercente e padre di famiglia. «Parlarne è fondamentale. Come amministratori, genitori, educatori e cittadini dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia il problema e costruire insieme risposte concrete. Ogni ragazzo ha il diritto di sentirsi al sicuro, sempre» ha sottolineato senz’indugio la delegata alle politiche sociali della giunta Menna.
«Come Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Vasto, voglio rassicurare le famiglie, la questione è già all’attenzione dell’Amministrazione e ci stiamo attivando concretamente per affrontarla – ha dichiarato la delegata della giunta Menna – credo fermamente che la sicurezza e la serenità dei nostri ragazzi non siano un dettaglio, ma una priorità assoluta: i luoghi della socialità, le piazze, i parchi, il centro storico, devono tornare ad essere spazi di libertà e incontro, non di paura».
Spaccio, fiorente quasi alla luce del sole, conosciuto, diffuso, accettato. E tra i giovanissimi ci sono coloro che diventeranno i delinquenti di domani, se non già dell’oggi. Quella diffusione di droghe, quel mondo di mezzo e di sotto che alimenta le mafie, clan e famiglie ben precise, identificate e identificabili. Spaccati drammatici della vita nel mondo di sotto e nella quotidianità di periferie e centro delle città. Le Suburra di provincia che documentiamo e denunciamo da quasi sei anni.
Discariche abusive in vari angoli della città. Abbiamo documentato e denunciato per anni quel che è accaduto in via Salce, rifiuti di ogni tipo che sono stati incendiati anche varie volte negli anni. Fenomeno esteso, la zona della pista ciclabile in contrada Lebba è stata per tanti anni una discarica continua.
Cartoni abbandonati sul marciapiede e distrutti dalle piogge, una discarica abusiva in contrada san Leonardo a pochi metri dalla stazione dei Carabinieri Forestali e dall’isola ecologica, una discarica abusiva in via san Rocco. Sono alcuni degli ultimi episodi.

Sono entrate in vigore sabato nuove norme nazionali che inaspriscono le pene per chi abbandona rifiuti, fino alla confisca dell’auto utilizzata. L’Amministrazione Comunale di Vasto ha anticipato la norma nazionale e ha messo in campo varie azioni per reprimere comportamenti incivili e illeciti. L’utilizzo di fototrappole per individuare i responsabili e aumento delle sanzioni.
«Chi abbandona rifiuti danneggia l’ambiente, compromette il decoro della città e scarica sulla collettività i costi delle proprie azioni» e «l’inasprimento delle sanzioni rappresenta un segnale importante a tutela del territorio e dei cittadini che rispettano le regole, ma deve essere accompagnato da controlli efficaci e da un impegno costante nell’educazione ambientale» dichiara Gabriele Barisano, assessore all’ambiente della giunta comunale guidata dal sindaco Francesco Menna.
«Bottiglie, vetri, sacchetti e materiali ingombranti abbandonati compromettono la bellezza dei luoghi e possono rappresentare un pericolo per le persone e per la fauna» denuncia Barisano. «Ogni spazio della città merita attenzione e rispetto» e «la tutela deve riguardare la villa comunale, i parchi e le aree gioco, le strade del centro e delle periferie, le campagne, le spiagge e le nostre riserve naturali» sottolinea il delegato alle politiche ambientali.
«Quando questi comportamenti coinvolgono i giovani, occorre intervenire senza generalizzazioni, rafforzando il confronto tra famiglie, scuole, associazioni e istituzioni» perché «i ragazzi devono essere protagonisti della cura della città e comprendere le conseguenze delle proprie azioni» e «il dovere di rispettare l’ambiente riguarda tutte le età» la riflessione dell’assessore Barisano.
«Lavorare sulla prevenzione» e «sostenere i controlli» così che «chi danneggia il patrimonio comune sia chiamato a risponderne» le direttive principali dell’azione amministrativa vastese evidenziati da Barisano.
«Occorre implementare misure di sicurezza più efficaci, ma soprattutto collaborare strettamente con le scuole per garantire un ambiente educativo sicuro» sottolineò all’epoca delle violenze nella scuola l’allora assessore all’istruzione Anna Bosco.



