Cento euro. Tanto basta, secondo una deliberazione della Giunta comunale di Isernia (n. 305 del 20 ottobre 2026), per far scattare, a determinate condizioni, il blocco della prenotazione del pasto scolastico. È intorno a questa decisione che si è acceso uno scontro politico nell’aula consiliare di Isernia, durante la seduta del 29 ottobre 2026.
La domanda, prima ancora che politica, è molto semplice: è giusto che un bambino rischi di perdere il servizio mensa perché i suoi genitori non hanno pagato?
Questo è emerso durante un confronto tra il consigliere di opposizione Eugenio Kniahynicki (FdI) e l’assessore all’Istruzione Angela Perpetua. Da una parte, la necessità dell’amministrazione di recuperare risorse pubbliche, dall’altra, la contestazione di una scelta che rischia, secondo l’opposizione, di scaricare sui bambini le responsabilità dei genitori.

La delibera numero 305: il blocco della mensa per debiti superiori a 100 euro
Il 20 ottobre 2026, la Giunta comunale guidata dal sindaco Piero Castrataro ha approvato la deliberazione numero 305, con oggetto «Accesso al servizio di mensa scolastica per gli utenti con morosità – Indirizzo all’ufficio».
L’atto stabilisce di ammettere al servizio tutti gli alunni che ne abbiano fatto richiesta per l’anno scolastico 2026/2027, indipendentemente dalle posizioni debitorie pregresse. Contemporaneamente, però, introduce un limite. Dal 1° gennaio 2027, dopo un sollecito dell’ufficio competente, dovrà essere attivato il blocco informatico della prenotazione del pasto per gli utenti che continueranno a presentare un debito superiore a 100 euro.
Sono previste deroghe per le situazioni di disagio economico accertate e segnalate dai servizi sociali.
La delibera è stata approvata all’unanimità dai sei componenti della Giunta presenti alla seduta. Angela Perpetua risultava assente, ma in qualità di assessore competente ha successivamente illustrato e difeso il provvedimento in Consiglio.
Un particolare interessante emerge dalla stessa documentazione amministrativa.
Nell’atto viene richiamata una nota del 2024 con la quale l’assessore all’Istruzione aveva chiesto di garantire il servizio mensa a tutti gli iscritti, anche in presenza di debiti. La motivazione allora indicata era particolarmente chiara: l’inclusione degli alunni e la tutela della socializzazione, soprattutto durante il momento del pasto.
Due anni dopo, l’amministrazione decide di affiancare a quell’impostazione una misura di blocco, pur mantenendo le eccezioni per i nuclei economicamente fragili. Cosa è cambiato, rispetto al 2024, nella valutazione dell’interesse dei bambini?

L’interrogazione di Eugenio Kniahynicki: «Le conseguenze ricadono sui minori»
Il consigliere comunale di opposizione Eugenio Kniahynicki ha presentato un’interrogazione urgente, chiedendo risposte scritte e orali al sindaco e all’assessore competente. Nel suo intervento ha ricostruito il contenuto della delibera e ha richiamato anche l’avviso comunale pubblicato il 21 ottobre (protocollo 0051238/2026). Secondo quanto riportato nell’interrogazione, l’avviso invitava gli utenti a saldare le somme dovute entro il 30 novembre 2026.
Il consigliere ha posto al centro della discussione il rapporto tra recupero del credito e tutela dei minori. La sua argomentazione parte da un principio: il servizio di refezione scolastica non è soltanto una prestazione alimentare acquistata da una famiglia. Kniahynicki ha richiamato gli articoli 2, 3 e 31 della Costituzione e la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, sostenendo che la tutela dei crediti comunali debba essere esercitata senza trasferire conseguenze discriminatorie sui figli.
Nella sua interrogazione ha affrontato anche il quadro giurisprudenziale, richiamando pronunce dei tribunali amministrativi, del Consiglio di Stato e della Cassazione. È necessario precisare che alcune di queste decisioni riguardano il diverso problema dell’autorefezione, cioè il consumo del pasto portato da casa, e non stabiliscono automaticamente l’illegittimità di qualsiasi sospensione della mensa per morosità.
Il punto politico sollevato è chiaro: perché utilizzare uno strumento che incide sull’accesso al servizio?
L’interrogazione si conclude con richieste concrete. Kniahynicki domanda quali valutazioni sociali e pedagogiche siano state effettuate prima di approvare la delibera, come saranno individuate le famiglie fragili e quali garanzie verranno adottate per evitare situazioni di discriminazione o imbarazzo per gli alunni.
Chiede, sostanzialmente, di valutare la sospensione del provvedimento e di aprire un tavolo di confronto con le istituzioni scolastiche, i comitati dei genitori e le parti sociali.

Angela Perpetua: «L’Ente vanta un credito complessivo superiore a 60.000 euro»
La risposta dell’assessore Angela Perpetua, letta durante la seduta consiliare, è stata lunga e articolata. Perpetua ha innanzitutto precisato che il provvedimento non determina l’immediata interruzione del servizio mensa.
«Corre l’obbligo di precisare che il provvedimento non dispone alcuna esclusione immediata dei minori dal servizio».
Ha spiegato che la delibera rappresenta un indirizzo rivolto agli uffici per affrontare un problema economico che l’amministrazione considera ormai significativo. Il dato comunicato in Consiglio è quello di una situazione debitoria complessiva superiore a 60mila euro.
«Ad oggi l’ente vanta un credito complessivo verso la cittadinanza superiore a 60.000 euro».
Una somma che, secondo l’assessore, comprende anche le morosità maturate nello scorso anno scolastico, nonostante l’avvio delle procedure di riscossione e la notifica degli avvisi di accertamento.
Uno dei passaggi più significativi della risposta riguarda l’origine delle morosità. Secondo Perpetua, una parte consistente dei debiti non deriverebbe da condizioni di indigenza.
«Circa la metà dei casi è riconducibile ad una generale disattenzione, favorita sicuramente dal meccanismo di prenotazione automatica del pasto basato sulla presenza presunta dell’alunno».
L’assessore ha spiegato che il sistema informatico comunale prevede automaticamente la prenotazione del pasto per i bambini iscritti, salvo che il genitore comunichi l’assenza attraverso l’applicazione. Se il bambino non va a scuola e la famiglia non registra l’assenza, il pasto viene comunque conteggiato. Perpetua ha fatto diversi esempi: malattie, vacanze, assenze occasionali e persino trasferimenti scolastici non comunicati tempestivamente alla società che gestisce il servizio. Ha evidenziato come alcune famiglie, nel momento in cui ricevono la richiesta di pagamento, contestino l’addebito sostenendo che il bambino non abbia effettivamente consumato il pasto.
La responsabilità, secondo l’assessore, resta comunque a carico degli adulti che non hanno effettuato correttamente la comunicazione prevista dal sistema. Un’altra parte della sua risposta ha richiamato il passato, quando i genitori acquistavano i buoni mensa e dovevano inserirli negli zaini dei figli. Un modello diverso da quello attuale, nel quale il servizio viene automaticamente prenotato.
Proprio questo passaggio apre un ulteriore interrogativo: se una quota importante dei debiti dipende dal meccanismo automatico di prenotazione, sarebbe opportuno intervenire anche sul funzionamento del sistema, oltre che sulle conseguenze del mancato pagamento?

«La misura ha una valenza preventiva e dissuasiva»
Perpetua ha poi chiarito la finalità politica e amministrativa della decisione.
«La misura adottata, pertanto, ha una valenza eminentemente, perlomeno dal nostro punto di vista, preventiva e dissuasiva».
L’obiettivo, nelle intenzioni dichiarate, sarebbe sollecitare il pagamento spontaneo da parte delle famiglie economicamente in grado di sostenere la spesa. L’assessore ha richiamato un principio di equità nei confronti di chi paga regolarmente, spesso affrontando sacrifici economici.
«L’atto non persegue in alcun modo finalità sanzionatorie, né tantomeno discriminatorie verso i minori».
È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento. L’amministrazione non considera il blocco uno strumento punitivo, ma un incentivo all’adempimento degli obblighi economici.

«Nessun bambino e nessuna famiglia in stato di reale necessità economica verranno mai lasciati soli»
L’altro punto importante della risposta di Perpetua riguarda le tutele previste. L’assessore ha assicurato che, prima di qualsiasi blocco, sarà inviato un sollecito formale ai genitori e che tutte le comunicazioni saranno gestite riservatamente.
«Nessun tipo di segnalazione o informazione verrà mai trasmessa o gestita all’interno degli ambienti scolastici».
Perpetua ha spiegato che l’ufficio Istruzione collaborerà con i servizi sociali territoriali, così da individuare i nuclei familiari già conosciuti per condizioni di fragilità. Per le famiglie non ancora seguite dagli assistenti sociali saranno possibili richieste specifiche, da esaminare prioritariamente, anche attraverso piani di rientro personalizzati.
«Nessun bambino e nessuna famiglia in stato di reale necessità economica verranno mai lasciati soli o privi di sostegno dalle istituzioni».
L’assessore ha, infine, respinto la richiesta di ritirare o sospendere la delibera.
«Il provvedimento non nasce per punire o marginalizzare, bensì per fare chiarezza e responsabilizzare quella fascia di utenza che, pur non versando in condizioni di indigenza, omette il versamento delle quote».
La posizione dell’amministrazione, dunque, resta ferma: tutela per chi è in difficoltà, recupero delle somme dovute da parte di chi può pagare. Ma non è stata chiarita completamente la questione sollevata dal consigliere: cosa accadrà al bambino quando la sua famiglia, pur non rientrando nelle deroghe sociali, continuerà a essere morosa?
Una contraddizione nelle date: il blocco scatterà a gennaio o a settembre 2027?
Un altro elemento emerso nel corso della risposta (minuto 15:05 della registrazione inserita alla fine dell’articolo) merita particolare attenzione. La deliberazione numero 305 stabilisce espressamente il 1° gennaio 2027 come data di decorrenza del blocco delle prenotazioni. All’inizio del suo intervento, Perpetua ha richiamato proprio questa data.
Successivamente, però, ha affermato:
«L’operatività del blocco è posticipata al 1° settembre 2027».
Una differenza di otto mesi. Due indicazioni differenti fornite durante la stessa risposta consiliare. Al momento, il documento amministrativo esaminato continua a riportare il primo gennaio.

La replica di Kniahynicki: «La sua risposta è un volo pindarico fatto di tanta prosopopea»
La risposta dell’assessore non ha convinto Eugenio Kniahynicki. La replica del consigliere ha ulteriormente alzato il livello dello scontro. Kniahynicki ha contestato innanzitutto il richiamo di Perpetua alle modalità con cui, in passato, venivano acquistati e utilizzati i buoni mensa. Poi ha criticato duramente il contenuto complessivo della replica.
«Però la sua risposta, Assessore, è un volo pindarico fatto di tanta prosopopea, di tanti luoghi comuni».
Il consigliere ha sostenuto che le rassicurazioni sulla privacy, sulla riservatezza delle comunicazioni e sulla tutela dei minori non fossero sufficienti a superare il problema contenuto nell’atto amministrativo. Secondo Kniahynicki, infatti, il dato decisivo non è la volontà dichiarata dall’assessore, ma ciò che la delibera concretamente prevede.
«La delibera che porta il suo nome come proponente dice che se i genitori sono morosi, a pagare saranno i bambini. Non è difficile da comprendere, l’ha scritto lei».
Una contestazione politica, che individua nel blocco della prenotazione il possibile trasferimento delle conseguenze del debito dal genitore al figlio. Kniahynicki ha insistito sulla condizione del minore, completamente estraneo alle scelte economiche degli adulti.
«Al di là della cifra, al di là di tutto, i bambini non possono essere responsabili di qualcosa che neanche conoscono. È gravissimo».
«Le mie aspettative sono state totalmente disattese»: la richiesta di revoca della delega
Nella parte conclusiva della replica, il consigliere ha manifestato la propria delusione nei confronti dell’assessore.
«Ero molto fiducioso nei suoi confronti, però le mie aspettative sono state totalmente disattese».
Kniahynicki ha chiesto una breve sospensione del Consiglio comunale per consentire ai colleghi di esaminare un documento politico. Un’iniziativa rivolta direttamente al sindaco Piero Castrataro. Il consigliere ha annunciato una:
«Istanza politica e richiesta formale di revoca della delega dell’Assessore Angela Perpetua».
La richiesta di sospensione della seduta è stata sottoposta al voto per alzata di mano: 10 favorevoli e 12 contrari. Non abbiamo registrato il numero dei consiglieri – perchè non sono stati presi in considerazione – che si sono astenuti. La proposta di sospensione è stata respinta.
Ardea e Pomezia: quando la mensa diventa una questione di disuguaglianza
La vicenda di Isernia non è isolata. Ad Ardea, nel Lazio, nel marzo 2026 sono state segnalate situazioni di bambini rimasti senza pasto scolastico in relazione a morosità familiari. Il caso ha provocato polemiche politiche, interventi delle opposizioni e richieste di chiarimento sull’operato del Comune e della società incaricata del servizio.
Un altro precedente risale al 2014, quando a Pomezia, sotto l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Fucci del Movimento 5 Stelle, scoppiò una polemica nazionale per la previsione, nel capitolato del servizio mensa, di due tipologie di menù: uno con il dolce e uno senza, con una differenza di quaranta centesimi nel prezzo indicato.
Tutte richiamano una questione comune: quanto devono pesare le condizioni e le scelte economiche degli adulti sulla vita quotidiana dei bambini a scuola?
E le società sportive che non pagano?
C’è infine un’ulteriore questione che merita di essere affrontata, perché riguarda la coerenza con cui vengono gestiti i crediti comunali.
Perché viene previsto il blocco del servizio mensa per debiti superiori a 100 euro, mentre non risulterebbero adottate misure analoghe nei confronti di società sportive eventualmente morose per l’utilizzo di immobili e impianti comunali?
E ancora:
Se per 100 euro di morosità familiare si prevede di bloccare la prenotazione del pasto di un bambino, quali provvedimenti vengono adottati nei confronti di una società sportiva che dovesse risultare debitrice?
Martedì 3 novembre e mercoledì 4 novembre le nostre interviste al consigliere di opposizione Eugenio Kniahynicki (FdI) e all’Assessora all’Istruzione Angela Perpetua.



