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SANITA’ MOLISE, parla Emilio Izzo: «Questi mostri sono stati creati dai cittadini»

by Paolo De Chiara
21 Settembre 2021
in L'Opinione
Reading Time: 16 mins read
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Il programma operativo della sanità 2019/2021, licenziato dalla politica regionale, ha creato un forte dibattito. Molti, tra cui gli esponenti dei partiti politici, stanno prendendo posizione. Ognuno sta accusando l’avversario – in piena campagna elettorale – di dire bugie e di mistificare la realtà. Due manifestazioni sono state annunciate nei prossimi giorni: una a Isernia (domani mattina, davanti all’Ospedale “Veneziale” di Isernia) e l’altra a Campobasso per il giorno 30 settembre. Abbiamo deciso di cominciare ad ascoltare il punto di vista del portavoce del Comitato “Cacciamoli”, Emilio Izzo, impegnato da mesi in questa battaglia. Nei prossimi giorni ascolteremo altri esponenti di associazioni per avere un punto di visto diverso da quello politico e propagandistico. «Questa non è la prima manifestazione di protesta. Come “Cacciamoli” – ha tenuto a precisare Izzo – siamo in campo da tempo. Ne abbiamo fatte diverse, non ultima quella davanti al Consiglio di qualche giorno fa. La storia sta diventando non solo vecchia ma conosciutissima da tutti. Questa volta ci concentriamo davanti al “Veneziale” perché è quello più colpito dal provvedimento o pseudo tale del Pos dichiarato di Giustini ma che di fatto è targato Toma. Se c’è qualcosa che non ci piace sono le mistificazioni, le bugie.»

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Si riferisce alle dichiarazioni di Toma?

«Le hanno ascoltate tutti. Lui dice di aver applicato il Pos di Giustini, facendo qualche piccola variazione. E il suo vero Pos sarà il prossimo. Ma se è di Giustini lascialo tale e così potrai dire a tutti che non è colpa tua se quel Pos non piace. Con questo ultimo Pos si continuano a depredare gli ospedali pubblici. Rimane solo il privato e addirittura alcune cose si andranno a fare soltanto fuori Regione. Il “Veneziale”, è scritto ed è inutile che lui dice di no, nella misura in cui togli Emodinamica di fatto non può funzionare Cardiologia. Ancora peggio la situazione di Oncologia. Dopo aver perso Senologia, Neurofisiopatologia e altri servizi si ritorna davanti al “Veneziale”. Ma non mi piace che qualcuno si faccia bello di cose che non ha mai fatto. Se non lo faccio io, insieme a pochi amici, non certo lo fanno quelli che sono candidati in questa tornata elettorale dopo non aver fatto proprio una beata mazza per la collettività.»

 

In questi giorni si sta utilizzando molta propaganda su questa tematica?

«Non solo, si sta usando quello che altri hanno fatto senza chiedere nulla alla cittadinanza. Non è che mi occupo dell’ospedale per prendere voti. Si sta facendo molta propaganda. Il commissario alla sanità del Molise ce l’ha messo il Governo targato tutti, manca soltanto la Meloni. Lei farà parte del prossimo Governo. Tutti sapevano che tutto bisognava fare meno che questo perché lo avevano dichiarato tutti che Toma era un disastro. Hanno grandi responsabilità. Possono venire qua Di Maio, Conte o tutti gli altri che verranno a raccontarci di quello che sta accadendo in Molise o che dobbiamo stare attenti alla destra espressione di quel Toma che sta affamando il Molise. Loro lo hanno foraggiato con questo provvedimento in quella che è la parte peggiore della sanità.»

 

 

Lei come valuta questa scelta bipartisan?

«Un Governo è fatto di tutte le anime, Draghi non può essere eletto se manca qualcuno. Se in questa “salute pubblica” entra pure Berlusconi che contava come il due di coppe fino a pochi mesi fa, perché la Lega e Meloni avevano preso tutto, se il Governo è di tutti e Berlusconi ha un presidente di regione è chiaro che al tavolo deve andare a chiedere qualcosa. E nessuno può dire nulla, altrimenti il tavolo si rompe.»

 

Seguendo il suo ragionamento, perché le forze politiche che stanno dall’altra parte hanno assecondato questa scelta?

«Da una parte stanno da quella parte e da una parte no.»

 

 

Che significa?

«Per fare un Governo se c’è bisogno pure di questi non puoi dire di no. L’importante è sbarcare la giornata, guadagnarsi la pagnotta. Lo hanno dichiarato in diverse occasioni, di ideologico non c’è assolutamente niente. Alla luce di questo si può fare tutto e il contrario di tutto. È inutile farsi costruzioni complicate, si andrebbe a giustificare qualche cosa di intelligente. È soltanto una operazione di affari e gli affari convengono a tutti. Il dopo Frattura, che era targato Forza Italia, è targato ancora Forza Italia. Non è cambiato molto. Le sfumature sono talmente poco evidenti che non ti accorgi dei confini. Sono gli interessi quelli che contano. Alle prossime elezioni regionali chi promette di più alla sanità privata quello sarà il prossimo presidente.»

 

Dodici anni di commissariamento, innumerevoli commissari si sono susseguiti, un debito che diventa sempre più drammatico. Ma come si esce da questa situazione? È la politica che deve dare una risposta?

«Una risposta dovrebbero darla gli elettori, i cittadini consapevoli di che cosa hanno creato. Questi mostri, alla fine, non nascono da niente. Sono creati dai cittadini nella misura in cui vai a dare il consenso che non si può dare a scatola chiusa. La prima colpa è dei cittadini. Ma, del resto, dodici anni di commissariamento non sono serviti a risanare la sanità. Tutti i commissari sono venuti solo per il ruolo di prestigio legato al denaro. Pagati profumatamente per venire qui a non fare assolutamente niente. Noi, con l’iniziativa fatta a Roma dove portammo 500 molisani, chiedemmo l’azzeramento del debito pubblico.»

 

 

Basta l’azzeramento del debito?

«Deve essere seguito da fatti conseguenziali. Quando ad una Regione azzeri il debito e continui a tenere un’amministrazione che mette in campo azioni di foraggiamento per la sanità privata, che assorbe il 40% di quelli che sono i soldi che devono andare al pubblico, è chiaro che non risani niente. Se vai in un ospedale ti accorgi che non funziona ma è una scelta voluta. Tutto studiato, perché devono chiudere pure i servizi che funzionano per andare nei luoghi scelti da tempo. Bisogna assolutamente ridare alla politica il suo ruolo. L’assessore alla sanità, se incompetente, deve essere commissariato, insieme alla Regione. Non funziona? Allora deve cadere la giunta. Solo in questo modo posso riparare i danni. Io Stato faccio un pareggio e si ricomincia da capo. Altrimenti i “vecchi” stanno sempre a galla. Si fanno rieleggere e restano i giochetti, i giochi dei poteri forti.

 

Per rimarcare il concetto, oggi la politica regionale è in grado di risolvere queste problematiche?

«Non è assolutamente in grado e noi lo stiamo dicendo da tempo. E siamo gli unici. La loro politica è talmente ridotta a brandelli che, giorno per giorno, ragionano su temi che non c’entrano niente con l’amministrazione pubblica. Loro ragionano solo come far andare avanti la Giunta. Hanno numeri contati, non riescono a fare un provvedimento che possa considerarsi tale. Non c’è un provvedimento sul lavoro, sull’ambiente. Sono la rovina dei cittadini molisani, sono personaggi che hanno rovinato questa triste realtà.»

 

 

Lei sostiene che anche i cittadini hanno le loro responsabilità. In questi ultimi tempi, legati anche alla pandemia, come si stanno comportando? Come stanno affrontando queste situazioni?

«La massa è fatta di deboli, di timorosi, di persone che non volano alto. Cercano di sbarcare il lunario o di navigare negli agi. Non si vanno a comprare guai. Cominciano a preoccuparsi soltanto quando la nave sta affondando e su quella nave ci stanno pure loro. Se c’è un problema si affidano al personaggio che ci mette la faccia. Sono anni che faccio da spugna su diversi fronti di lotta. Durante la pandemia c’è stato un momento terribile quando non c’erano le mascherine. Avevo gli elenchi di quelli che mi chiamavano, ovviamente gli elenchi sono stati distrutti. Non faccio come alcuni che utilizzano questi elenchi per raccogliere voti. I cittadini non si ribellano.»

 

Perché non si ribellano?

«Per paura, per conflitti, perché qualcuno ha un parente che lavora da qualche parte.»  

 

A proposito di pandemia, mai una scelta è stata fatta su un ospedale Covid…

«La reazione è che noi oggi abbiamo un connubio molto forte con il Comitato delle Vittime della pandemia, la maggior parte morti per la mancanza di un’assistenza e delle attrezzature adeguate. Ancora circolano immagini dei tubi appiccicati al muro con il nastro adesivo utilizzati per portare ossigeno ai pazienti. Non hanno fatto nulla per intervenire mesi prima. I familiari di queste vittime stanno incazzati neri, altro che Izzo. L’avvocato Iacovino sta portando avanti questa battaglia di giustizia con diverse denunce presso le Procure. Il problema è che le Procure non hanno messo mano ai temi scottanti di questa Regione. È già successo in passato, ad esempio, con l’eolico. Così al cittadino, colpevolizzato da me per la mancanza di coraggio e di attività, ancor più gli viene a mancare il coraggio. Se non si vede supportato da un’attività di Procure perde coraggio. Perché vede che i potenti non vengono mai colpiti.»

 

 

Lei cosa si aspetta da queste amministrative di Isernia?

«Sono molto preoccupato. Non si risolvono le cose se non si danno dei cazzotti nello stomaco. Non mi posso sentir dire da un sindaco, quale è stato D’Apollonio quando andavo ad incalzarlo, che non poteva mettersi con la fascia tricolore davanti ai manifestanti. Quando sento queste cose rabbrividisco. Lui non si poteva muovere perché doveva tenere il gioco politico di Toma. Se non c’è il taglio del primo cittadino scelto dai cittadini la situazione diventa complicata.»

 

Lei non fa parte di questa competizione elettorale.

«Molte cose le dirò dopo le amministrative, non mi piace parlare prima. Non ho chiuso una lista perché gli stessi che si erano impegnati nelle lotte mi hanno detto che la gente non vuole le azioni dure. La mia figura farebbe paura, questo hanno dichiarato.»

 

Ma lei è fiducioso o meno?

«La fiducia viene a mancare nel momento in cui le liste di centro-sinistra non hanno questo taglio battagliero. Dall’altra parte sono espressione di Toma e nella terza lista vediamo i riferimenti a Michele Iorio che fa la battaglia a Toma più che fare una battaglia per la sanità. Alla sanità privata ha aperto la porta Iorio, l’ha spalancata Frattura e Toma l’ha tolta. Non ho molta fiducia per quello che potrà accadere dopo perché sembra un po’ scontato il risultato. Se il commissario alla sanità lo hanno scelto tutti resto molto preoccupato.»

 

 

LA PROTESTA CONTINUA. "Proporrò ai manifestanti la prossima iniziativa davanti al consiglio regionale quando si discuterà del Pos durante il consiglio monotematico."

 

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata

 

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Paolo De Chiara

FONDATORE e DIRETTORE WordNews.it - direttore@wordnews.it Giornalista Professionista, iscritto all’OdG Molise. Scrittore e sceneggiatore italiano. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole. LIBRI: - Nel 2012 ha pubblicato «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta» (Falco Ed., Cosenza); - nel 2013 «Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici» (Falco Ed., Cosenza, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ 2014); - nel 2014 «Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie» (Perrone Ed., Roma); - nel 2018 «Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta» (nuova versione aggiornata, Treditre Ed.); - nel 2019 «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano» (Romanzi Italiani, finalista del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarrori”, 2019). Dal romanzo «Io ho denunciato», nel settembre del 2019, è stato tratto un corto e un medio-metraggio (CinemaSet, vincitore Premio Legalità, Fiumicino 2019). È autore del soggetto e della sceneggiatura del corto e del medio-metraggio «Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano», 2019 (Premio Starlight international Cinema Award, 77^ Mostra del Cinema di Venezia, settembre 2020). - nel 2022 «UNA FIMMINA CALABRESE» (Bonfirraro Editore). - nel 2023 «UNA VITA CONTRO LA CAMORRA» (Bonfirraro Editore). - Ha collaborato con CANAL+ per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014. Premio "Giorgio Mazzanti", San Salvo, 31 luglio 2025. Premio giornalistico letterario "Piersanti Mattarella", Roma, 30 novembre 2024. Premio Adriatico, «Un mare che unisce», Giornalista molisano dell’anno, Guardiagrele (Chieti), dicembre 2019. Premio Valarioti-Impastato, Rosarno (RC), maggio 2022. Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa, San Pietro Apostolo (Catanzaro), agosto 2022. FONDATORE e PRESIDENTE di Dioghenes APS - Associazione Antimafie e Antiusura (dioghenesaps.it) - Ideatore, nel 2022, del Premio nazionale Lea Garofalo (giunto alla IV edizione). - Ideatore, nel 2025, del Premio nazionale Letterario e Giornalistico Pier Paolo Pasolini - www.dioghenesaps.com -- paolodechiara.blog

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