L'autrice racconta questa condizione storica attraverso le vicende di tre protagoniste – Tecla, Nora e Bianca – tre donne intime, legate da indissolubili affetti, le cui vite personali narrate diventano il simbolo di un popolo intero, quello dei contadini, la cui esistenza era regolata dal ritmo alterno e, a volte, violento delle stagioni.
Le ristrettezze economiche costringono all'abbandono di persone e sentimenti e a virare l'esistenza verso le terre sconosciute delle Americhe, generando lacerazioni insanabili nella famiglia.
Ed è proprio la famiglia il nucleo portante del romanzo.
Libri come questo aiutano, attraverso la vicenda delle protagoniste – persone per lo più umili, provate dalla miseria e dalla lontananza dalla propria terra – a ricomporre le sorti di una nazione intera.
È un racconto introspettivo, di una spiritualità velata, in cui i protagonisti sono abituati a non scegliere, ma a seguire le decisioni del padre-padrone, nascondendo l'infelicità nell'accettazione di ciò che la vita presenta al momento. Il coraggio della dolce protagonista non si evince nel rifiuto di una scelta imposta, ma nell'affrontare l'ignoto.
Si registra la volontà di riscatto solo alla fine, nella più giovane delle donne. Questo ancora il romanzo in una realtà ineluttabile e insieme percorsa da un’inquietudine struggente, espressa attraverso una scrittura equilibrata e ricca, forse anche troppo profonda e indagatrice per i pensieri essenziali di gente semplice, tuttavia intrisa di dolcezza e poesia.
Antonietta Aida Caruso, artista e scrittrice

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2021-10-16 18:37:04
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