Nella mattinata di pasquetta, il 21 aprile, Papa Francesco è morto. L’ultima apparizione pubblica era stata il giorno prima, il giorno di Pasqua. Il cordoglio è arrivato da tutto il mondo, a parte dal criminale di Netanyahu che si è espresso 3 giorni dopo con un “Riposi in pace” e che ha vietato di parlarne a tutte le ambasciate.
Proprio il leader israeliano circa dieci anni fa, in una visita del pontefice in Medio Oriente, era stato corretto da Francesco per la lingua parlata da Gesù.
Alla notizia di morte tutti i leader politici, ipocritamente, hanno espresso il loro cordoglio, la loro tristezza per un “eroe dei nostri tempi”. Molti non ricordano, però, che da vivo Papa Francesco era stato attaccato duramente dalla maggior parte dei leader politici mondiali proprio per le sue idee che esprimeva ogni giorno, idee di pace soprattutto. Idee di pace che male facevano a Trump, a Netanyahu, a Biden e a molti altri guerrafondai.
Invocava una pace giusta in Ucraina, dando conto al popolo ucraino soprattutto, e che terminasse lo sterminio a Gaza.
Ahi-noi, a parte il cordoglio e le false lacrime alla morte, nessuno lo ha mai ascoltato.
Nemmeno dal vicepremier italiano Matteo Salvini il quale quando era vivo Papa Francesco girava con la maglia in cui c’era scritto “Il mio Papa è Benedetto XVI”, contrastando con le idee di Papa Francesco.
Soprattutto negli ultimi giorni veniamo a conoscenza di come Papa Francesco sia stato bloccato nella lotta alle mafie, dopo le coraggiose parole pronunciate in Calabria quando scomunicava i mafiosi:
“La ‘ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato. Bisogna dirgli di no! Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come i mafiosi, non sono in comunione con Dio; sono scomunicati!”
Dopo questo grido in Calabria nasce pure la commissione anticorruzione, voluta proprio da Papa Francesco. Ma, dalle parole di Don Ciotti, veniamo a conoscenza che qualcuno li ha fermati:
“Ci fermò qualcuno dall’interno del Vaticano, lui non lo seppe mai”.
Papa Francesco voleva passare dalle parole ai fatti e aveva iniziato a muoversi in Vaticano poi qualcuno, come per magia, li fermò e questo ci fa capire come determinati situazioni determinano un sistema che va oltre alla volontà dei rappresentanti pure importanti e di vertice.
Altro tema importante è la verità su Emanuela Orlandi. Purtroppo nemmeno Papa Francesco è riuscito a far uscire la verità. Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, alla morte del papa ha scritto un post su facebook:
“Oggi preferisco non rilasciare commenti , il mio pensiero e’ lo stesso di ieri , di oggi e lo stesso sarà anche domani. Ma anche tanti personaggi illustri del giornalismo, della politica, dello spettacolo , della cultura avrebbero potuto evitare di commentare ,visto che nei loro post e dichiarazioni leggo solo tanta ipocrisia , ruffianeria e falsità.
P.s.
Oggi però è anche la nascita di Roma e a Roma un commento lo voglio dedicare .
“Quando le attuali Parigi e Berlino erano solo sterpaglia, Londra un acquitrino e il Vaticano era solo un’area poco salubre dove sorgeva il circo di Nerone , Roma possedeva gia un IMPERO
21 APRILE 753 AC
BUON COMPLEANNO ROMA”
Quello che sappiamo, perché nel corso degli anni lo ha detto Pietro Orlandi, è che Papa Francesco gli ha confidato che “Emanuela è in cielo”. Francesco ha cercato verità e trasparenza, dall’incontro 5 giorni dopo la sua elezioni con i familiari all’apertura di un’inchiesta giudiziaria in Vaticano, fatto mai avvenuto prima. Però, poi, tutto si fermò e non si seppe nulla.
Ci sarebbero molte altre cose da analizzare ma ci fermiamo qui perché capiamo che anche dietro una figura così importante si celano “sistemi” e che l’ipocrisia attraversa, indistintamente, tutto il modo e i vari rappresentanti.
Ma adesso ci avviciniamo al Conclave che avrà inizio giorno 7. Cosa sceglieranno i cardinali chiamati al voto? Un uomo innovativo alla guida della Chiesa, che in un certo senso porti avanti le idee di Francesco, o un conservatore?
Da alcune interviste fatte in questi giorni sembra che ci sia già un accordo e che addirittura il Conclave terminerà “entro due giorni“.
Vedremo chi sarà il frutto di questo accordo, se il “Papa Nero” o filippino, i due continenti che ancora non hanno avuto un Papa, o se si ritornerà in Italia o, addirittura, che si scelga qualcuno che porti avanti le idee di Trump.
immagine di copertina pixabay di gunthersimmermacher




