Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro a Catania, organizzato da Libera Impresa, sulla forza dell’economia legale. I lavori sono stati avviati da Rosario Cunsolo, presidente dell’associazione antiracket e antiusura Libera impresa. Tra i relatori il comandante provinciale della guardia di finanza, generale di brigata dottor Antonino Raimondo; il commissario della camera di commercio sud est Sicilia, dottor Antonino Belcuore; il presidente di Confindustria Sicilia, dottor Gaetano Vecchio.
A moderare è stato il giornalista del quotidiano La Sicilia, Mario Barresi.
A seguire dell’introduzione di Cunsolo è toccato al generale Raimondo, il quale ha illustrato un lavoro basato sui dati Istat. Ha fatto capire la non convenienza della economia illegale, illustrando diversi dati. Tra quelli che saltano all’occhio è la dimensione dell’economia non osservata, che dal rapporto istat 2022 è il 10,1% pari a circa 201,6 miliardi di euro.
Altro dato importante che ingrossa l’economia illegale è il traffico di sostanze stupefacenti che in Italia produce una economia pari a 15,1 miliardi di euro e solo di cocaina nel 2023 sono stati sequestrati circa 20 tonnellate.
Le stime, per difetto, indicano che a livello mondiale il valore del riciclaggio si aggira sui 900 miliardi di dollari, pari al 5% del pil mondiale. Sempre a livello mondiale il valore delle frodi e dell’estorsione si attesta su circa 3 mila miliardi di dollari.
Per il rappresentante di Confindustria si deve lavorare molto a livello culturale. Diversi gli interventi dal pubblico. Il dottor Pietro Agen, presidente di Confcommercio Catania, ha indicato la piaga dell’usura come un sistema da combattere, riformando anche le leggi in vigore ormai superate.
È intervenuto pure Mario Cavallaro, testimone di giustizia ammesso allo speciale programma di protezione, e un altro imprenditore i quali hanno sottolineato la mancanza di protezione e controllo da parte dello stato.
Infine il presidente Cunsolo ha marcato l’importanza della rete antiracket, del sostegno e della diffusione della legalità, alla denuncia, partendo dalle scuole e dalle istituzioni.
In allegato il servizio dell’emittente televisiva siciliana Telemistretta, realizzato dal nostro Antonino Schilirò.




