«C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce» canta Leonard Cohen. La vita è costellata di crepe, di dolore, di sofferenza, di angoscia. C’è una crepa che è nata ormai trentadue anni fa in cui è nata una luce, una grandissima luce. Da cui sono volate via farfalle colorate, tantissime farfalle che hanno abbracciato ogni angolo d’Italia. Una di queste farfalle dieci anni fa si è posata in Abruzzo.
La crepa è la scomparsa di Elisa Claps, trovata uccisa diciassette anni dopo nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Le farfalle colorate sono quelle di Penelope, l’associazione fondata dal fratello Gildo che si dedica alle persone scomparse.
Dieci anni fa è iniziata la vita della sezione abruzzese dell’associazione. Alla vigilia della Giornata internazionale dedicata ai minori scomparsi si è tenuto a Pescara un convegno per il decennale di Penelope Abruzzo con il presidente nazionale Nicodemo Gentile e Gildo Claps. Al termine, insieme alla collega Silvia Pollice di Il Messaggero, ci siamo avvicinati e le prime parole di Gildo Claps sono state una richiesta: «per favore voi giornalisti occupatevi degli scomparsi, delle persone scomparse di cui non si interessa nessuno». Parole dette col cuore, commosso e grato per la presenza di tantissime persone. È il cuore delle tantissime volontarie e dei tantissimi volontari di Penelope, delle farfalle colorate che volano nell’aria posandosi accanto ad ogni familiare, ad ogni persona che vive sospeso nel mondo di mezzo dell’attesa, dell’angoscia, del non conoscere la sorte di una persona cara. Quel cuore che pulsa da tantissimi anni grazie a Gildo Claps e che il fratello di Elisa continua ad aprire, donare, far battere ogni giorno.
Il 25 maggio l’assemblea delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale dedicata ai minori scomparsi. Una drammatica emergenza mondiale: ogni anno sono almeno 8 milioni i bambini scomparsi ad ogni latitudine. Dal 1974 al 2024 in Abruzzo sono scomparsi, senza mai essere stati ritrovati, quasi mille minori, in media diciotto ogni anno, più di uno al mese. Solo l’anno scorso la media è stata di un minore scomparso quasi ogni settimana. Il dato, fornito dal commissario di governo sulle persone scomparse, è stato reso noto da Alessia Natali, la presidente di Penelope Abruzzo, durante il convegno organizzato in occasione del decennale di attività dell’associazione. 207934 sono i minori scomparsi in Italia in cinquant’anni, 129910 ritrovati e 78024 di cui non si hanno più avuto notizie. «Un dato che segnala non solo una problematica di natura sociale e familiare, ma anche la necessità di una maggiore attenzione e prevenzione a livello istituzionale» ha sottolineato nei giorni scorsi la tenace e combattiva (come ha sottolineato l’avv. Gentile durante il convegno) Alessia Natali. 946 minori scomparsi e mai ritrovati in cinquant’anni, dato suscettibile di incertezza perché ci sono casi in cui stranieri dichiarano la minore età anche se hanno superato i 18 anni, è un numero enorme per una regione grande come alcune zone di Roma. Sono diciotto minori all’anno, più di uno al mese. «Se nel caso degli adulti assistiamo spesso a fenomeni di allontanamento volontario, nel caso dei minori non è così – sottolineò nel 2017 l’avv. Federica Benguardato, vicepresidente di Penelope Abruzzo, in un evento dedicato ai minori scomparsi – Soprattutto nel caso dei minori stranieri non accompagnati dai genitori, alcuni arrivano per ricongiungersi ai parenti, ma molti altri finiscono nelle reti della criminalità, fatte di prostituzione, pedofilia, commercio di organi e tratta dei bambini». «Migliaia di minori scompaiano nel silenzio più assoluto, senza comparire nelle statistiche nazionali e senza essere neanche cercati» l’allarme che lanciò nello stesso evento Annalisa Console, allora presidente dell’associazione. Tutto questo in una regione, popolata come una porzione della Capitale, in cui come spesso abbiamo sottolineato e denunciato in questi mesi è altissimo il numero di pedocrimini che avvengono nel silenzio e nell’omertà più totali.
Nell’evento per il decennale di Penelope Abruzzo accanto a Gildo Claps e a Alessia Natali sono intervenuti la vicepresidente regionale dell’associazione Federica Benguardato, la responsabile per la provincia di Chieti dell’associazione Maria Elena Cutracci, la criminologa Virginia Maloni, il presidente nazionale dell’associazione Nicodemo Gentile e Giulia Costantini, giovanissima studentessa che ha dedicato una tesina a Elisa Claps. Saluti istituzionali affidati al sindaco di Pescara Carlo Masci e all’assessora Patrizia Martelli. Presenti in sala una rappresentanza degli studenti del Liceo classico “G. D’Annunzio”, dell’istituto Rea (Istituto internazionale di criminologia, sicurezza e scienze forensi), dell’organizzazione “Psicologia per i popoli” e volontari della Protezione civile di Pescara, di “Aquile del Parco” e della Protezione Civile “Madonna dell’Assunta” di Casalbordino.
Gildo Claps, insieme ai familiari di altre persone scomparse, è stato il fondatore di Penelope. Nel suo intervento ha ripercorso quegli anni, il giorno della notizia del ritrovamento della sorella uccisa a Potenza. Un intervento che ha toccato i cuori dei presenti, che ha suscitato riflessioni su quel mondo di mezzo, sospeso, in cui vive chi non ha più notizie di una persona cara. Una testimonianza donata anche dal presidente nazionale Gentile e da tutti i relatori: l’importanza di non lasciare soli i familiari, il dramma di chi vive in una sorta di limbo, sospeso nell’attesa, l’indispensabile ruolo del volontariato. «Se non ci fossero i volontari tante persone sarebbero abbandonate» ha sottolineato Gildo Claps.
Penelope è ormai da tempo un compagno di viaggio prezioso e insostituibile per la nostra testata, negli ultimi dodici mesi abbiamo raccontato alcune vicende abruzzesi grazie all’impegno dell’associazione, alle indagini e al tenace lavoro costante. Il 31 maggio sarà esattamente un anno dalla scomparsa, tra Atessa e Casalbordino, di Philippe Pomone, uno dei casi di scomparsa che l’associazione sta seguendo. Ad agosto saranno tre anni dalla morte di Jois Pedone, il ragazzo dichiarato suicida dai tribunali ma che per la famiglia non può essersi suicidato ma è stato ucciso. Il perché di questa battaglia della famiglia, i tanti punti “oscuri” della vicenda e tutto ciò che vi gira intorno è al centro di un’inchiesta che stiamo cercando di portare avanti ormai da sei mesi. Tutto questo è stato possibile, è possibile, grazie a Penelope Abruzzo e alle sue tenaci volontarie.
Sabato pomeriggio la trasmissione “Chi l’ha visto?” ha rilanciato sui social l’appello della madre di Emiliano Civico nel secondo anniversario della scomparsa da Trivento, l’ultimo avvistamento dell’uomo è stato a piedi sulla strada per Vasto.
















