Ci sono giorni in cui il cielo improvvisamente diventa plumbeo, nuvoloni neri cancellano l’orizzonte e la pioggia cade copiosa come lacrime che solcano un viso.
Saggezza popolare vuole che il cielo sa piangere, che il cielo piange. Di dolore e sofferenza il cielo piange quando vola via una persona buona, quando il filo di una vita si spezza. Ma tanti sono i dolori e i calvari nella vita, ampia la diversità delle lacrime che rigano i volti.
Ci sono visi solcati da lacrime che ritrovano il sorriso, che si illuminano dopo nubi incerte nell’orizzonte. Accade anche per il cielo, per l’immensa cupola che unisce tutte e tutti. E arriva l’arcobaleno, dopo la tempesta più forte possono rifiorire i colori. Quei colori dell’arcobaleno che, da sempre, sono simbolo della vita, della rinascita.
Può essere un segno, è carico di simboli, quanto accaduto sul cielo di Vasto domenica scorsa. Improvvisamente alcune nubi sembravano voler nascondere i caldi raggi del sole e sono iniziate a cadere alcune gocce di pioggia. Ma è durato poco e alla fine la luce e il calore hanno vinto.
Ci sono eventi che irrompono nella Storia e la segnano, la stravolgono per sempre. Terremoti, tempeste, frane, hanno contraddistinto le epoche di ogni territorio. Vasto ricorda ancora, e la sua storia si divide in un prima e un dopo, la frana del 1956, L’Aquila ricorderà per sempre il terremoto del 2009 e la cesura netta la segnerà probabilmente per sempre.
Accade anche nelle vite, irrompe quel che non ci si aspetta e la vita non sarà mai più la stessa. Ma resiste, non si arrende, continua a regalare una fantastica avventura come canta Fiorella Mannoia. Si cambia, recita sempre la cantautrice, ma si vive, si continua a vivere. E si rimane sempre persone, umanità, se stesse, senza essere cancellate.
Una malattia non cancella l’umanità di una persona, non rende “non persone”, al contrario di come la narrazione egemone spesso rappresenta. Non si è solo “malati”, soggetti passivi senza più nessuna personalità, nessun pensiero, nessuna ricchezza, valore e talento, che non sia riconducibile al terribile co-inquilino.
È la testimonianza, importante e preziosa, dono per tutte e tutti lasciata a Vasto dall’Ottobre in Rosa, il ciclo di iniziative per il mese per la prevenzione del tumore al seno a Vasto. Ribadita, e testimoniata, domenica scorsa con la terza edizione di “In mare senza barriere”.
«Una giornata per donare un po’ di spensieratezza, stare in mare aperto con il suono delle onde, il vento tra i capelli e tutti i pensieri positivi che possono nascere in questi momenti» è la sintesi con cui Gessica Riccitelli dell’associazione Habibi Aps ha raccontato “In mare senza barriere”, l’evento nato tre anni per condividere in allegria e amicizia giornate con chi vive le barriere sociali e fisiche nella vita di ogni giorno. Un evento che ha visto protagonisti il Fishing Club, presieduto da Natalino Del Casale, con l’associazione Habibi Aps, il circolo nautico di Vasto “Le Vele” e il Consorzio “Vivere Vasto Marina”. Presenti l’assessora alle politiche sociali Anna Bosco e l’assessore regionale alle attività produttive Tiziana Magnacca. Oltre 20 i partecipanti, di tutte le età.
«Sono molto felice di poter partecipare a questa giornata perché ho potuto portare le pazienti e i bambini con patologie oncologiche che seguiamo con l’associazione» racconta Riccitelli – È una giornata per donare un po’ di spensieratezza, stare in mare aperto con il suono delle onde, il vento tra i capelli e tutti i pensieri positivi che possono nascere in questi momenti».
«Il Fishing Club e tutti i promotori di “In mare senza barriere” hanno saputo intercettare la forza propulsiva, la voglia di fare a favore dei bambini onco-ematologici e delle donne e degli uomini che affrontano un percorso di cura – ha sottolineato Anna Bosco, assessora alle politiche sociali – con una bella sinergia con Habibi, un’associazione nata di recente e che già sta animando l’attività sociale della nostra città dall’esperienza di “Ottobre in rosa” a tante altre iniziative per sostenere, in primis, la ricerca scientifica e offrire un supporto psicologico e sociale con una rete di donne, professioniste, che aiutano in questo duro percorso che riguarda tutti perché ciascuno di noi può avere esperienze dirette, una persona in famiglia, che ha vissuto questi percorsi».
«È importante tutto quello che si fa per promuovere la solidarietà e la socialità e costruire una rete territoriale con cui lanciare il messaggio che nessuno si deve sentire solo e vincere una importante sfida sociale e culturale» ha aggiunto Bosco.
«Giornata speciale, fatta di sorrisi, abbracci, onde e tanta umanità – l’emozionata e grata sintesi della giornata dell’assessora alle politiche sociali – un evento che va oltre il tempo di una mattinata perchè costruisce relazioni, restituisce bellezza e rompe l’isolamento che la malattia, spesso, porta con sé. È importante strutturare una rete sociale e culturale stabile, in grado di sostenere chi affronta un percorso di cura, sia dal punto di vista clinico che emotivo».
Il filo rosso dell’umanità che trabocca, dono e vita, unisce anche il prossimo evento che si terrà sempre a Vasto. Martedì 22 luglio i Giardini Napoletani di Palazzo D’Avalos ospiteranno Luca Trapanese che presenterà il suo libro “Non chiedermi chi sono”. «Una storia intensa e vera, che ci accompagna in un viaggio sul valore della diversità, dell’accoglienza e sull’amore che abbatte ogni barriera – sottolinea Anna Bosco – un’occasione per riflettere, emozionarsi e riscoprire il potere trasformativo delle relazioni e dell’inclusione». Nel libro Trapanese racconta la storia che l’ha portato all’adozione di una bimba affetta da sindrome di Down.














