Un appuntamento che non celebra soltanto un artista, ma ricuce storia, territorio e futuro attraverso una riflessione collettiva sul ruolo di Marotta nel patrimonio identitario del Molise.
Dopo i saluti accademici e istituzionali, la prima parte della giornata darà voce ai rappresentanti del Parco Archeologico di Sepino, del Castello di Civitacampomarano, del MACTE di Termoli e di JustMO’.
I loro interventi offriranno un quadro completo delle opere di Marotta presenti nella rete museale molisana: installazioni, interventi e sculture che, negli anni, hanno contribuito a ridisegnare un paesaggio culturale aperto, policentrico, profondamente radicato nella sua terra.
Un percorso che restituisce l’immagine di un artista capace di unire trasparenze, colore e sperimentazione alla materialità dei luoghi, trasformandoli in spazi narrativi e sensoriali.
La mostra “Il colore come luce”
Nel corso dei lavori ci sarà anche una presentazione della mostra Gino Marotta – Il colore come luce, allestita negli ambienti dell’ARATRO e curata da Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio.
Una mostra che attraversa l’universo marottiano facendo dialogare opere, materiali e luce in una sintesi che rimette al centro la poetica dell’artista e la sua capacità di reinventare la natura attraverso il colore.
La sessione pomeridiana affronterà uno dei temi più complessi della conservazione contemporanea: il restauro delle opere in materiali plastici.
La restauratrice Anna Laganà, del Getty Conservation Institute, porterà esempi e criticità legate a interventi internazionali, mostrando come la salvaguardia dell’arte plastica richieda oggi un approccio interdisciplinare, scientifico e innovativo.
Al centro della discussione, il progetto di recupero della scultura di Marotta collocata nella Villa Musenga a Campobasso, un’icona cittadina che necessita di un restauro accurato dopo anni di esposizione agli agenti atmosferici.
Marotta e il Molise: un dialogo che continua
La Giornata di Studi rappresenta non solo un momento di approfondimento, ma un impegno concreto dell’UniMol e dell’ARATRO nella tutela, valorizzazione e diffusione dell’arte contemporanea.
Un modo per riaffermare la centralità della ricerca e della cura del patrimonio artistico locale, recuperando la figura di un artista che ha saputo coniugare creatività, sperimentazione e radicamento territoriale come pochi altri.




