Nel monitoraggio Agcom 2025 (con dati parziali fermi a ottobre), il Corecom Molise, piccolo per territorio, non certo per ambizione, risulta tra i Comitati che più si fanno notare per continuità, presenza e capacità di entrare dove conta davvero: nella vita reale, e soprattutto nelle scuole.
Un bilancio che parla con i fatti. E i fatti hanno il suono raro dell’impegno.
Relazione Agcom 2025: il Molise tra i Corecom più attivi
Il quadro che emerge dal monitoraggio è netto: per le attività nelle scuole, il Corecom Molise rientra tra gli 8 Comitati ad aver svolto iniziative nel 2024 e nel 2025. Ma la vera notizia è un’altra: queste attività risultano realizzate senza impegnare somme in bilancio, grazie alla volontà della terna e alla collaborazione concreta di associazioni, ordini professionali, istituzioni e comunità scolastiche.
Scuole: il Corecom Molise allarga il campo e coinvolge anche le elementari
Nel lavoro con la popolazione studentesca, il Corecom Molise si distingue anche per un elemento poco comune: l’estensione della programmazione non solo a medie e superiori, ma anche alle elementari.
Tra le esperienze citate:
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la scuola “Testa” di Venafro, con il dirigente Marco Viti
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la “Amatuzio” di Boiano, con la dirigente Ida Cimmino
E non è finita: con la scuola media “Matese” di Vinchiaturo, il percorso ha portato anche un risultato dal valore simbolico e nazionale, ovvero la vittoria del concorso nazionale bandito dall’associazione Fondazione art. 49.
Attività extrascolastiche: dopo il Veneto, il Molise è tra i più presenti
Sul fronte delle attività extrascolastiche, il comunicato firmato dal presidente Vincenzo Cimino evidenzia un altro dato che fa rumore: dopo il Veneto, il Molise risulta il Corecom più attivo per eventi e iniziative dedicate a temi che oggi sono cronaca quotidiana e, spesso, tragedia annunciata.
Tra gli argomenti affrontati:
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revenge porn
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alfabetizzazione e linguaggi mediali
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web reputation
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tutela del web
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disinformazione
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hate speech
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sicurezza in rete
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cittadinanza digitale
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truffe online
Non sono parole “da convegno”. Sono le stanze in cui entrano i ragazzi, ogni giorno, con lo smartphone in mano.
Cimino: “Nel 2026 continueremo. Dobbiamo insistere”
Nel comunicato, il presidente Vincenzo Cimino mette in fila il cuore del lavoro svolto e la direzione futura. Il 2025, spiega, ha assorbito energie su alcune priorità non negoziabili: bullismo, cyberbullismo, odio in rete, disinformazione. E nel 2026 la rotta resterà la stessa, anche alla luce di “recenti casi di cronaca” che chiedono risposte, non slogan.
Un lavoro di squadra: scuole, ordini professionali, Carabinieri e istituzioni
Cimino sottolinea la dimensione collettiva del percorso. Vengono citati i colleghi Adriano Iannacone e Daniel Cifelli, il personale, il dirigente, i docenti, le associazioni, gli ordini professionali (Giornalisti, Avvocati, Psicologi), l’Arma dei Carabinieri, i sindaci, l’USR, insieme a docenti e dirigenti scolastici
La cittadinanza digitale non la costruisce un ufficio da solo. La costruisce una comunità quando decide che la prevenzione non è un optional. Perché racconta una verità semplice: anche una regione piccola può fare cose grandi, se smette di aspettare “la riforma perfetta” e comincia a fare lavoro vero, paziente, capillare.
E perché oggi, tra odio, truffe, disinformazione, violenza digitale, la rete è un luogo dove si può perdere tutto in pochi secondi: reputazione, serenità, a volte la vita. Portare strumenti nelle scuole significa dare ai ragazzi difese, non paure.
Il Molise, stavolta, non è “ultimo”. È in prima fila. E quando succede, conviene prenderne nota.
LEGGI LA RELAZIONE: file:///C:/Users/dechi/Downloads/La-relazione-Agcom-2025-.pdf
BOX – Tra scuole, cittadinanza digitale e sicurezza in rete: numeri, scelte e buchi neri dell’alfabetizzazione mediatica in Italia.
La Relazione Agcom 2025 è uno specchio. E non fa sconti. Racconta un’Italia connessa ovunque e consapevole a metà: pronta a indignarsi, più lenta a capire come funzionano le dinamiche digitali che la attraversano ogni giorno.
Dentro questa fotografia nazionale, un dettaglio risalta: il lavoro dei Corecom sui territori. E tra questi, il Corecom Molise viene segnalato come uno dei più attivi e coerenti, soprattutto su scuola e alfabetizzazione ai linguaggi mediali.
Cosa monitora Agcom
La relazione prende in esame le attività concluse nel periodo 1° novembre 2024 – 31 ottobre 2025. L’idea è semplice: capire cosa si sta facendo in Italia per costruire competenze digitali e alfabetizzazione mediatica, cioè la capacità di orientarsi tra contenuti, piattaforme, manipolazioni, rischi e opportunità.
Senza strumenti, la rete diventa una città enorme senza segnaletica. E i più giovani (ma non solo) finiscono per camminare dove li spinge la folla.
I temi caldi: cittadinanza digitale, linguaggi mediali, sicurezza
Nel quadro delle iniziative censite, emergono alcune aree dominanti: cittadinanza digitale (la fetta più ampia), alfabetizzazione ai linguaggi mediali (capire come si costruisce un messaggio, come si distorce, come si vende), sicurezza in rete, cyberbullismo e revenge porn.
In mezzo scorre disinformazione, odio in rete, truffe online, reputazioni rovinate in una manciata di click.
I numeri delle attività dei Corecom: tanta scuola, molta formazione
La relazione censisce 50 attività complessive realizzate dai Corecom nel periodo monitorato. E qui c’è un segnale forte: la maggior parte di queste iniziative si concentra su due assi concreti:
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attività in contesti scolastici: 23
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attività formative rivolte a un pubblico ampio: 16
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poi, tra le altre, partnership con istituzioni o soggetti terzi: 4
Perché il Corecom Molise si distingue
Nel confronto tra regioni, alcuni Corecom vengono evidenziati per l’attenzione a scuola e formazione. Tra questi compaiono anche Molise e Veneto. Ma c’è un passaggio che, per il Molise, è ancora più significativo: una “predilezione” specifica per l’alfabetizzazione ai linguaggi mediali. Questo significa lavorare non solo sul “non fare”, ma sul “capire”. Perché la differenza tra un cittadino manipolabile e un cittadino libero spesso sta tutta lì: nella capacità di leggere la realtà, anche quando la realtà è impacchettata bene per ingannarti.
Il Patentino Digitale: quando l’educazione diventa percorso strutturato
Un capitolo centrale riguarda l’avvio di percorsi scolastici finalizzati al riconoscimento del cosiddetto Patentino Digitale, rivolti alle scuole secondarie e patrocinati dall’Autorità. Questi percorsi vengono portati avanti da otto Corecom, e tra questi c’è il Molise. La platea complessiva raggiunge circa 6.000 studenti, con una concentrazione forte nella scuola secondaria di primo grado. E c’è un altro dettaglio che conta: alcuni Corecom (tra cui il Molise) riescono a coinvolgere entrambi i cicli della secondaria, segno di un lavoro più esteso e non episodico.
Protezione dei minori e regole: entra in scena l’age verification
La relazione segnala anche l’evoluzione del quadro regolatorio sulla protezione dei minori, inclusa l’introduzione di sistemi di age verification per l’accesso ai contenuti pornografici online, con l’idea di impedire che “tutto sia a portata di bambino” come se fosse normale.
La nota stonata: troppe iniziative scollegate, poca valutazione dell’impatto
La relazione sottolinea un problema strutturale: molte iniziative spesso sono indipendenti, non coordinate, e con una valutazione dell’efficacia non sempre solida. Si fa tanto, ma non sempre si misura bene cosa funziona davvero.
Ed è qui che il futuro bussa: nel 2026 non basterà “fare eventi”. Servirà costruire continuità, metodo, e una catena che tenga insieme scuola, istituzioni, professionisti e territorio.
Cosa ci dice davvero questa Relazione
Che l’Italia è in corsa, ma non con le stesse scarpe. E che il Corecom Molise, in questa fotografia, è una di quelle realtà che stanno provando a trasformare la cittadinanza digitale da slogan a pratica: entrando nelle scuole, lavorando sui linguaggi, insistendo su sicurezza, odio e disinformazione.
Il web non è un luogo “virtuale”: è il posto dove oggi si forma (o si deforma) la coscienza collettiva. E se non educhi lì, poi ti ritrovi a curare ferite che potevi evitare. Una prevenzione fatta bene è silenziosa. Ma lascia tracce.





