Caro Presidente Mattarella, anzi, se mi permetti, caro Sergio, tenuto conto che ci conosciamo da almeno 35 anni.
Avverto l’imperiosa esigenza di rivolgerTi un invito.
Sei stato alle Olimpiadi di Cortina ed hai abbracciato una sciatrice italiana che ha vinto la medaglia d’oro.
Ho saputo che riceverai al Quirinale i cantanti del prossimo Festival di Sanremo.
Mi permetto un suggerimento.
Un medico italiano, Gianfranco Velardi, alcune ore fa ha pianto in televisione nel raccontare l’orrore che vede ogni giorno nella striscia di Gaza, e la bestiale ferocia di soldati che uccidono, sparando loro alla testa, bambini innocenti, anche di 3/4 anni.
Ti chiedo troppo se ricevessi al Quirinale il medico Velardi, e magari altri come lui, che ogni giorno rischiano la vita per alleviare le atroci sofferenze di civili senza alcuna colpa, tranne quella di essere Palestinesi?
Ti chiedo troppo se conferissi una onorificenza della Repubblica a Velardi e ad altri suoi colleghi?
Te lo chiedo da italiano che si sente meglio rappresentato dai tanti Velardi che si prodigano per alleviare le sofferenze altrui che da quanti cantano al Festival di Sanremo.
Grazie Sergio, confido che qualcuno ti faccia leggere questo mio accorato appello.

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