Il caso Epstein è di una gravità assoluta. Si cerca di derubricarlo a gossip spostando l’attenzione sulla morbosità degli atti commessi, stupri di minorenne, violenze e anche cannibalismo. Sia ben chiaro che questi atti sono tremendi e disgustosi commessi da uomini potenti che, in una visione di darwinismo sociale, si ritengono classe eletta al di fuori di qualsiasi regola, rispetto delle persone, morale.
Ma perché riprendere e documentare quegli atti morbosi? Semplicemente per ricattare gli uomini potenti che vi partecipavano e costringerli a scelte economiche, sociali e militari che interessavano a qualcuno che tirava le file della società occidentale. Solo così sarebbero comprensibili molti atteggiamenti dell’Occidente a partire dall’accettare il genocidio palestinese, che perdura da diversi decenni, a tutte le guerre promosse in continuo, alla gestione delle crisi economiche e sanitarie.
Una grande centrale che regola i destini del mondo e che era difficile credere fosse possibile che esistesse.
Questo, penso, sia il punto più importante del caso Epstein. Ora si vogliono dare in pasto al pubblico il gossip e qualche personaggio ed evitare di concentrarsi su un sistematico controllo delle realtà politico-sociali ed economiche dell’Occidente tramite questo potente ricatto. Il controllo dei media è quasi totale per cui, forse, si riuscirà anche a limitare di concentrarci su questo tema.
Lo scoppio della bomba Epstein può avere una spiegazione possibile, come la crisi finale di un neoliberismo decadente che ha fallito nelle sue previsione, o una scelta interna al sistema per una faida che deve riportare a nuovi equilibri non più gestibili come prima in un mondo che cambia e non più globalmente controllabile.
Un occidente in crisi, se non supera il neoliberismo decadente, con i suoi valori di accumulo di ricchezza e potere, può rappresentare la tomba dell’umanità.






