Il Molise fa i conti con gli effetti di l’ondata di maltempo che ha lasciato sul territorio una scia pesante di esondazioni, allagamenti, frane e criticità diffuse lungo la rete idrografica principale e secondaria. L’Ordine dei Geologi del Molise chiede alla Regione Molise l’istituzione urgente di un tavolo tecnico permanente capace di affrontare il rischio in modo strutturale, superando la logica della sola emergenza.
Il punto, per i geologi, è chiaro: non basta intervenire quando il danno è già visibile. Serve una lettura continua del territorio, che tenga insieme monitoraggio, prevenzione, pianificazione e una informazione istituzionale più precisa e responsabile. Le piogge intense degli ultimi giorni, cadute su terreni già saturi, unite all’aumento delle temperature e al progressivo scioglimento della neve nelle aree interne, potrebbero infatti favorire nuovi movimenti franosi anche in zone che, al momento, non mostrano segnali evidenti di instabilità.
Per questa ragione, l’attenzione non può fermarsi ai grandi corsi d’acqua o alle emergenze già esplose. Secondo l’Ordine, occorre estendere le verifiche anche alla rete idrografica minore, ai versanti e alle piccole e medie infrastrutture disseminate sul territorio. Tra i simboli più evidenti di questa fase c’è il crollo del ponte sul Trigno lungo la Statale Adriatica, episodio che ha riacceso l’attenzione su una vulnerabilità più ampia della viabilità e del sistema infrastrutturale molisano. Ma il quadro, sottolineano i geologi, va oltre il singolo caso. Le interruzioni dovute a smottamenti, cedimenti e dissesti stanno già compromettendo collegamenti, attività produttive e aziende zootecniche, mentre la vicenda della persona dispersa impone una riflessione ancora più severa sulla gestione del rischio.
Per l’Ordine dei Geologi, in contesti come questo pesa anche la qualità della comunicazione pubblica. Quando i messaggi non sono chiari, coerenti e autorevoli, il pericolo viene percepito meno di quanto dovrebbe e i comportamenti individuali possono diventare un ulteriore fattore di esposizione.
In questa direzione si inserisce anche l’intesa siglata il 3 aprile tra Ordine dei Geologi del Molise e Ordine dei Giornalisti, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione attraverso una diffusione di notizie fondate su basi tecniche e verificabili. Un passaggio che, nella visione dei geologi, non è accessorio ma centrale: la gestione del rischio passa anche da una comunicazione capace di orientare correttamente cittadini e istituzioni.
Da qui la richiesta alla Regione di creare un organismo permanente nel quale siedano in modo stabile competenze tecniche e rappresentanti istituzionali, con il coinvolgimento diretto dei geologi e di figure qualificate del settore dell’informazione. L’obiettivo è costruire una lettura integrata dei fenomeni e tradurla in decisioni e messaggi utili, tempestivi e comprensibili. L’Ordine mette anche in guardia da interpretazioni sbrigative. Ridurre quanto accaduto a una semplice mancanza di manutenzione, soprattutto nel caso del ponte sul Trigno, rischia di offrire una lettura parziale di fenomeni molto più complessi.





