Il Molise non può più vivere di ritardi, promesse e occasioni mancate. È questo il messaggio lanciato dalla CISL Molise, che in un duro intervento politico e sindacale mette al centro la sua verità: senza investimenti veri in infrastrutture, tecnologie, digitalizzazione e sicurezza energetica, questa regione rischia di restare definitivamente ai margini.
Il quadro descritto è quello di un territorio fragile. Nel ragionamento della CISL Molise c’è un punto politico: la fragilità del territorio è il risultato di scelte mancate. E il prezzo lo pagano sempre i cittadini. Senza strade, collegamenti efficienti e reti adeguate. Il Molise resta isolato. Senza una politica energetica, senza una visione industriale.
Il comunicato della CISL affonda il colpo anche sul piano europeo. In un tempo segnato da crisi internazionali, instabilità economica e trasformazioni profonde, l’Europa, secondo il sindacato, non può limitarsi a rincorrere gli eventi. Deve tornare a guidare. Per il Molise questo passaggio è decisivo.
Il tema vero, secondo la CISL, è la giustizia territoriale. Non può esistere sviluppo se una parte del Paese continua a essere lasciata indietro. Il Molise, dice il sindacato, non chiede privilegi: rivendica pari dignità, pari strumenti, pari opportunità.
La posizione del sindacato è una chiamata alla responsabilità. La CISL insiste su una strategia che metta al centro innovazione, sicurezza, servizi e sviluppo. Il messaggio finale è chiaro: un territorio che resta indietro è il risultato di una scelta politica. E la CISL Molise dice apertamente che continuerà a opporsi a quella scelta, con fermezza e responsabilità, ogni volta che saranno messi in discussione il lavoro, la dignità delle persone e il futuro della comunità molisana.






