Sono apparsi dei manifesti che pongono la domanda: cosa c’entra la sanità privata con i debiti della sanità pubblica molisana?
Cerco di spiegarlo. Se in Molise per 300.000 abitanti esistevano 6 ospedali più altre strutture che, se ben organizzate potevano dare ottime risposte a tutti, perché si è scelto di convenzionare strutture private?
Negli anni ’80 la diagnostica di avanguardia di allora non fu messa in una struttura pubblica ma in una struttura privata convenzionata e tutto gli ospedali caricavano su ambulanze e pulmini ammalati, facendo da serbatoi per permettere a quella struttura privata di guadagnare. Su questa strada furono convenzionate una miriade di altre strutture private. I privati convenzionati attingono allo stesso fondo che serve a finanziare le strutture pubbliche e, quindi, sottraggono risorse al pubblico.
Fino a che lo Stato ripianava i debiti di questo ingorgo strutturale, non si avvertivano molto i disagi nel pubblico. Quando questo non è stato più possibile si è determinato un debito che ha portato al commissariamento.
Per non ridurre il flusso di fondi verso i privati convenzionati si sono sacrificate le strutture pubbliche.
I privati convenzionati usano le risorse prese dal pubblico per attivare prestazioni che danno maggiori profitti e non quelle che necessitano alla popolazione locale. Per questo motivo vi è una mobilità attiva dei privati con pazienti che vengono da fuori regione i cui vantaggi economici vanno essenzialmente a questi privati.
Ma sottraendo risorse al pubblico che non riesce più a soddisfare i bisogni sanitari, si genera una mobilità passiva dei molisani verso altre regioni che generano sempre più debito.





