Dal nostro inviato – Una giovane vita spezzata, un corpo riverso senza vita a terra, una famiglia distrutta dal dolore, una città scioccata e sconvolta. Nove anni dopo Vasto, a soli 300 metri, piomba di nuovo nel dramma.
Andrea Sciorilli, classe 2004, è stato trovato morto ieri nel garage del condominio in cui abitava. La notizia ha immediatamente fatto il giro della città. Le reazioni sono state tante, molteplici. Sui cellulari, nei commenti sui social e tra le persone tante parole sono girate. Sul ragazzo e sulla città. Non ne riporteremo nessuna. Volutamente. Per due motivi.
Abbiamo il dovere da giornalisti di informare, esserci. Ma ci sono momenti in cui la cautela e la ricerca di riscontri e conferme, doveroso già a prescindere per deontologia e non solo, devono essere ancora maggiori.
C’è un secondo motivo, che si intreccia con il primo e dovrebbe pesare come macigno su questa comunità. Se comunità è realmente e fino in fondo. Registriamo in queste ore il terzo omicidio in nove anni. La pistola che armò Italo D’Elisa non è giunta improvvisa. E le reazioni delle ore successive fanno impallidire, ancora oggi, i farisei evangelici e Ponzio Pilato.
Vasto, su WordNews.it l’abbiamo sottolineato tante volte, è città in cui tutti sanno tutto ma nessuno conosce niente, in cui tutti vedono e troppi sono ciechi. Jois Pedone, archiviato come suicidio ma insieme alla figlia non riusciamo a credere che si sia ammazzato ma che l’hanno ammazzato, ha incrociato uno dei ventri oscuri di questa città. Un ventre oscuro che esisteva, è esistito in quelle settimane ed esiste.
In quel ventre oscuro si incontra tanto. E ci racconta, dietro il velo e il paravento della tranquilla borghesia, tanto. Sotto gli occhi di tutti ma nessuno vede. L’isola felice non esiste, non è questo un territorio avulso da tutto quel che accade in questa società grande e terribile.
Spetta agli inquirenti ricostruire tutto quanto è accaduto. La svolta è avvenuta stamattina intorno all’alba da un punto di vista investigativo. Se dolore e sgomento sono lo devono essere fino in fondo. E questa città si inizi ad interrogare. Famiglie distrutte, vite spezzate, tre giovani in meno di due lustri – Italo D’Elisa, Jois Pedone e ora Andrea Sciorilli – che non ci sono più. Non si può pensare che basti il clamore di qualche giorno, lo sfogatoio dei social e dei bar e poi si torna alla normalità, ad una vita normale che tale non è.
Subito dopo il ritrovamento sul posto si sono recati i soccorritori del 118, che hanno potuto solo constatare il decesso, i Carabinieri della Compagnia di Vasto guidati dal comandante Mario Giacona e la Polizia del Commissariato di Vasto guidati dal vicequestore aggiunto Pasquale Marcovecchio per l’avvio delle indagini e la Polizia Locale di Vasto. Per i rilievi rinforzi specializzati sono giunti sul posto. Fascicolo d’indagine affidato alla pm Miriam Manfrin, che nella serata di ieri aveva già fissato l’autopsia per mercoledì 22 aprile, che per ore è stata presente nel condominio sulla circonvallazione histoniense insieme alla collega Silvia Di Nunzio.
I carabinieri e la pm hanno disposto l’evacuazione dello stabile per ore ed era stato chiamato anche un tecnico specializzato per bloccare l’ascensore. A sera i Carabinieri hanno ispezionato i bidoni della raccolta differenziata dei rifiuti, uno è stato prelevato e portato all’interno. Intorno alle 21.30 sul posto sono giunti gli operatori dell’Onoranze Funebri Concordia. Il padre era già in commissariato. Vi è rimasto tutta la notte e stamattina la svolta giudiziaria: stato di fermo per il dirigente Asl. Alle ore 16 si terrà una conferenza stampa presso la Procura della Repubblica di Vasto.










