A Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, un episodio avvenuto nei pressi di un istituto superiore ha sollevato preoccupazione e indignazione. Alcuni studenti, secondo quanto emerso, avrebbero lanciato dalla finestra due bottigliette d’acqua, colpendo un anziano coltivatore.
Un gesto che non può essere liquidato come una semplice bravata. Una bottiglietta lanciata dall’alto può diventare un oggetto molto pericoloso.
L’uomo, un coltivatore impegnato nelle attività quotidiane nel suo terreno, sarebbe stato raggiunto dalle bottigliette lanciate dalla finestra dell’edificio scolastico. Dopo l’accaduto è stata immediatamente allertata una pattuglia dei Carabinieri, intervenuta per gli accertamenti del caso e per ricostruire quanto avvenuto.
La scuola non è soltanto il luogo dove si studiano materie e programmi. Dovrebbe essere il primo laboratorio di cittadinanza. E questi gesti non possono essere assolutamente derubricati, i nervi scoperti vanno attenzionati e, possibilmente, curati: i docenti (ovviamente il nostro ragionamento non vale per tutti) sono ancora in grado di fare questo mestiere? E la famiglia, quale ruolo occupa nella vita di questi ragazzi?
I responsabili sono stati facilmente individuati. Le scuse sono arrivate dai dirigenti dell’istituto e dall’insegnante che dovrebbe anche vigilare nelle classi. A chiudere la vicenda restano le parole dell’anziano coltivatore: “Io non cerco la punizione di nessuno. Ma queste cose non si fanno nemmeno per gioco”.
Restano però alcune questioni drammatiche che andrebbero affrontate con urgenza. I giovani, non abituati a ragionare con la propria mente, non hanno riferimenti culturali precisi e gli esempi sono negativi in ogni settore. E gli adulti – che non sanno fare gli adulti – rappresentano una società in totale decadenza.
Nella società attuale ci resta un’ultima colonna portante: la scuola.
Da troppi anni sotto attacco, sia da parte di governi incompetenti e sia da parte di una classe politica e dirigente indegna. Questi pericolosi dilettanti non hanno alcun interesse a rafforzarla (anzi stanno facendo il contrario) e a coltivare nei giovani quello spirito critico necessario, anche per evitare certi atteggiamenti. Una necessaria riforma per la scuola pubblica italiana (che andrebbe difesa con le unghie e con i denti) dovrebbe allargarsi e coinvolgere il livello culturale di un Paese orribilmente sporco giunto, ormai, alla deriva.





