Una notte di festa tra amici, un banale gesto quotidiano tranquillo e senza nessuna criticità e problema. Che improvvisamente diventa occasione di minaccia, di rischio, di violenza subita. Per una rapina impropria, per altri giovanissimi che in branco – come sempre si muovono i vigliacchi e i prepotenti – cercano di taglieggiare, di depredare qualche euro. Il ragazzo si rifiuta, si allontana e torna poco dopo. Ma la minaccia violenta persiste, c’è ancora. E solo l’arrivo in soccorso di altri ragazzi porta alla fuga del branco, da vigliacchi quali sono nel momento in cui sentono di non poter esercitare tutta la loro prepotenza fuggono.
I carabinieri hanno visionato immagini di videosorveglianza di un’attività commerciale da cui si vedono solo due pesanti alterchi. Ma ci sono testimonianze che la vittima ha ricevuto anche pugni. Non ci sono state, finora, denuncia alla locale Stazione dei Carabinieri.
È successo l’altra notte, intorno alle 3, a Casalbordino. Ma è realtà, quotidiana, di tutto il vastese e a risalire la costa fino a Pescara. Gli aggressori, questa gang di bulli che ha agito l’altra notte, non sono locali, non sono di Casalbordino. E sono, probabilmente, personaggi – appartenenti alle solite famiglie dei “soliti noti” che tutti conoscono e tutti fanno finta di non sapere chi sono – che bullizzano, aggrediscono, vandalizzano, taglieggiano a livello scolastico, serale e notturno a Vasto e dintorni.
Cronache che raccontiamo da anni, cronache che ci restituiscono aggressioni anche dentro le scuole e in pieno centro storico. Come ha denunciato l’anno scorso il giorno di Pasqua un commerciante del centro storico di Vasto, padre di famiglia, ci sono ragazzi che hanno paura ad uscire di casa, che sono minacciati nelle normali attività di un adolescente, che non si possono divertire. Mentre dal centro storico stesso al quartiere San Paolo spaccio e degrado avanzano, sono in piena attività.
Droghe che rovinano famiglie, distruggono persone, sono alla base di tragedie. È inutile piangere lacrime di coccodrillo quando una tragedia è avvenuta, non servono a nulla moralismi e finti pietismi. Si dovrebbe avere occhi aperti, agire, essere cittadini e non quaquaraqua e cicisbei prima, molto prima. Avere il coraggio di dirlo che esiste un ventre oscuro, che violenza, bullismo, aggressioni, esistono, persistono e crescono. E minacciano la normale convivenza civile, sono la quotidiana guerra di gentaglia vigliacca, indegna e prepotente. Don Max, parroco di Rancitelli, lo denunciò sette anni fa. Lo riportammo la prima volta l’11 gennaio 2020: è una realtà «grave come un tumore al cervello».
È la realtà di Rancitelli, sulle cui fiorenti piazze di spaccio si riforniscono anche personaggi della Pescara bene, professionisti e alti borghesi. Del quartiere Santa Rita di Lanciano – in cui sono almeno sei anni che vanno avanti faide tra famiglie rom – in cui il parroco ha denunciato che esistono baby gang che minacciano coetanei e persone anziane. E lo è del vastese.
«Pericolosità sociale difficile da infrenare» sono parole dell’allora comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona Luigi Grella del 2022. Quell’anno, primo di una serie che è proseguita l’anno scorso con l’aggressione (anche con mazze) a dei ragazzi, ci fu il primo atto violento che segnò i solenni festeggiamenti della Madonna dei Miracoli a Casalbordino. Abbiamo avuto poi altri fatti gravi, compreso l’accoltellamento di un ragazzo che avrà danni permanenti ed è arrivato ad un passo dal subire un fendente mortale. È stato aggredito, negli anni, anche un carabiniere in servizio.
Oltre otto anni è una delle tre condanne per l’accoltellamento che poteva essere mortale. L’abbiamo raccontato nelle scorse settimane. Prima reazione dei soliti noti, apparire tronfi e prepotenti, gradassi e in tutta la loro ostentata volgarità e indegnità in pubblica piazza, cercare di trasmettere il messaggio che loro se ne fregano della società, se ne fregano di tutto e tutti e pretendono di continuare a fare sempre il cazzo del comodo loro. A pochi passi i fan del fu partito di ruspe e felpe, i cantori di ordine, disciplina e sicurezza. Parole vuote, inutili, cazzate della propaganda. Troppo facile ripetere le strombazzate di alti papaveri. Si deve avere il coraggio di chiamare le cose con nome e cognome, agire e denunciare.
A dicembre, mentre impazzavano coloro che sapevano meno di nulla e quindi pretendevano di giudicare e sparlare su una singola vicenda familiare, partirono le solite cazzate sui “figli dei rom”, sui campi, ecc. Un mese dopo tutti in silenzio quando a Santa Rita a Lanciano bambini furono scagliati come scudi umani contro la polizia. Silenzio allora, silenzio di fronte quel che sta accadendo nel mondo giovanile e meno giovane. Le baby gang, questi bulletti violenti e prepotenti, sono leve della criminalità di oggi e di domani. E sono sempre più spregiudicati, violenti, arroganti.
Aprile, mese in cui tanti, troppi, hanno sparlato, sciacallato, speculato, anche morbosamente, su una tragedia familiare è anniversario particolare per Vasto. Un anniversario dimenticato, occultato, che nessuno ricorda mai. Diciannove anni fa questa città perse la verginità definitivamente, si ebbe la conferma che non è un territorio innocente. Ci fu la prima grande inchiesta antimafia. Un clan era nato in città, con tentacoli che arrivavano nel cuore della società bene. In meno di dieci anni sono stati stroncati altri sodalizi criminali. Autoctoni e strutturati. Il primo, quello sgominato nell’aprile 2007, aveva come dominus un soggetto su cui la Commissione Parlamentare Antimafia aveva chiesto di accendere i riflettori dal gennaio 1994.
Quanto accaduto l’altra notte non è un episodio minore, non è un fatto leggero. È l’ultima dimostrazione di cosa si sta muovendo, e che in un comune con seri problemi di ordine pubblico ora arrivino da fuori (non è la prima volta) giovanissime leve che arrivano a tentare di taglieggiare un ragazzo in piena notte dovrebbe far riflettere. Quando denunciammo sei anni fa la prima volta i segnali dei fuochi d’artificio, dei botti criminali, ci fu chi ci irrise, chi sottovalutò. Sembrava un’esagerazione giornalistica. I fatti ci hanno dato ragione, quando nel 2023 a Rancitelli fu contestato per la prima volta il 416bis i magistrati scrissero pagine – di fatti documentati e acclarati – sovrapponibili con le nostre. Quei botti vengono sparati spesso anche nella zona 167 di Vasto. E non solo. In notti segnate da queste nuove leve, da questi ragazzini arroganti, prepotenti, bulli, vigliacchi ed efferati.
Fino a quando si vuol continuare a tacere? Fino a quando si penseranno alle cazzate e non ad una presa di coscienza reale e fattiva? Fino a quando si permetterà a questi soliti noti di abusare della pazienza delle coscienze civili? Fino a quando si continuerà a fare Sand’Andonji accett tutt?




