«Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili» (Bertolt Brecht)
Emilio non c’è più. Emilio ci ha lasciati. Ti svegli una mattina e lo smarrimento, il dolore, l’angoscia rapiscono. Il pensiero corre a lui, al lutto che ieri pomeriggio è piombato su San Salvo, sul vastese, su tantissimi. Si è spento presso l’Ospedale Santo Spirito di Pescara Emilio Di Cola, sindacalista della Cgil, militante politico, civile, sociale straordinario.
Era ricoverato da mesi presso l’Istituto San Francesco a Vasto Marina, aveva dovuto mollare quella prima linea in cui è stato attivo per decenni. Ma il pensiero ai lavoratori, a quel che stava succedendo, a questo mondo sempre più ingiusto e brutale, non l’ha mai mollato.
Sempre disponibile, con i lavoratori e anche la stampa. L’ultima volta ci siamo sentiti all’indomani dell’esplosione alla ex Esplodenti Sabino di Casalbordino. La terza in sei anni. Il 13 settembre 2023, appena appresa la notizia, corse di fronte la collina in contrada Termine. Pianse davanti le telecamere, il suo cuore era ferito, sanguinante. Di rabbia e di dolore. Conosceva quella vertenza, è stata una delle innumerevoli che ha seguito in decenni di impegno sindacale. Conosceva i lavoratori e i lavoratori conoscevano lui. Quella rabbia e quel dolore espressi anche in occasione dell’esplosione del 9 luglio in cui è morto Carlo Piscopo, settimo lavoratore morto in sei anni nello stabilimento oggi di proprietà della Arca Defense Italy.
«Io sto lottando con la vita in un letto d’ospedale» mentre altri lavoratori muoiono il messaggio che quel giorno inviò a Tiziana Magnacca, assessore regionale alle attività produttive e presidente del consiglio comunale di San Salvo, appena appresa la notizia. Lo ha rivelato la stessa Magnacca questa mattina durante il consiglio comunale di San Salvo, come hanno riportato i colleghi di ChiaroQuotidiano, in cui un momento di commosso ricordo è stato dedicato alla memoria di Emilio. «Vorrei che giungessero i sentimenti di cordoglio e le condoglianze alla famiglia di Emilio Di Cola che è stata provata a più riprese dalla vita in questi ultimi anni. Emilio indiscutibilmente, anche da posizioni diverse, è stato un protagonista della vita politica e della vita sindacale della città. È giusto che il consiglio comunale tutto riservi alla famiglia le condoglianze e anche il ricordo di quest’uomo col quale abbiamo condiviso anche da assessore regionale le ultime battaglie che ha portato avanti anche quando era in condizioni non ottimali di salute» le parole di Tiziana Magnacca riportate da ChiaroQuotidiano. Emanuela Tascone, capogruppo del Pd, ha ricordato Emilio Di Cola come «una figura di riferimento dei lavoratori e dei loro diritti».
Schietto e sincero, ironico e buono, sarcastico e di una profonda umanità. Emilio è stato un combattente tenace, sindacalista rigoroso che andava sempre oltre i proclami e puntava a raggiungere obiettivi, a salvare concretamente posti di lavoro. E allo stesso tempo, che si parlasse della sua amata Juventus o di politica, persona alla mano, capace di battute taglienti e di strappare risate e sorrisi con un’ironia arguta e straordinaria.
«Se non puoi volare, corri; se non puoi correre, cammina. Se non riesci a camminare allora striscia, ma qualunque cosa tu faccia, devi continuare ad andare avanti» è la frase di Martin Luther King che pubblicò su facebook qualche mese fa. È la sintesi della sua vita e dei suoi ultimi mesi. Affaticato, provato dalla malattia, costretto ad abbandonare la prima linea, c’era sempre. Continuava ad esprimersi, a stare accanto. Ha vissuto in prima persona lo stato della sanità e della “tutela” della salute. Facendosi sentire, raccontando e incitando ad esserci, ad alzare la voce, a non arrendersi allo stato di cose presenti.

Emilio non c’è più, non sentiremo più la sua voce. E noi oggi siamo tutti più soli, smarriti e con il cuore in frantumi. «In una delle tante visite che ho fatto negli ultimi 5 anni, su uno dei tanti giornali lasciati nelle sale d’aspetto, lessi una frase che mi colpi. Piano piano strappai quel piccolo pezzetto di carta e me lo misi dentro il portafoglio. La frase era questa: “Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere”. Mo tutti sanno che per chi prende farmaci particolari, possono nascere sulle mani o sulle braccia degli innocui ematomi e quindi qualcuno potrebbe dire: embè? – scrisse in un post facebook – A me è apparso questo» e pubblicò la foto di un ematoma a forma di cuore, quel cuore che lui ha sempre donato nella vita e nella politica, nella militanza e in un impegno mai domo, sempre donato.
Emilio Di Cola persona vera in un mondo di maschere, cuore generoso e indomito. Le ore passano e si rimane sempre senza parole, increduli. Lo sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato ma non ci si riesce a credere, è impossibile da accettare. Come faremo ora senza di lui? Amico, militante, sindacalista, combattente tenace e indomito, punto di riferimento politico, sindacale, umano. Siamo oggi più soli. Ora cercheremo Emilio, come ha scritto lui stesso in uno dei suoi ultimi post facebook tra le stelle guardando verso il cielo. «Ogni volta che guarderò le stelle, ti cercherò nel cielo. Auguri frà, ovunque tu sia» scrisse il 15 giugno scorso, parole che ora i cuori distrutti dal dolore dedicano a lui.

«Con profondo dolore, la Cgil Chieti saluta Emilio Di Cola, Segretario provinciale della FILCTEM CGIL Chieti.
Emilio è stato un dirigente sindacale di grande valore, che ha dedicato la propria vita alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori con competenza, passione e straordinario senso di responsabilità. La sua umanità, la sua disponibilità e il suo rigore resteranno un esempio per tutta la nostra organizzazione.
In queste ore di dolore, la Cgil di Chieti si stringe con affetto alla famiglia di Emilio Di Cola, a cui giungono le più sentite condoglianze di tutta la comunità sindacale.
Ciao Emilio. Continueremo a portare avanti, anche nel tuo ricordo, i valori in cui hai sempre creduto»
Cgil Chieti
«Caro Emilio Di Cola,
Non mi è facile salutare per sempre il vicino di casa che incontravo pressoché tutti i giorni
Non è facile sapere che non vedrò più il compagno di partito nel quale abbiamo militato per tanti anni bisticciando anche furiosamente ma sempre in maniera franca e leale, il segretario di sezione che come un’ombra mi accompagnò in campagna elettorale, il compagno con cui insieme a pochi altri e con grande coraggio decidemmo di dare una bella ripulita al nostro interno.
Non è facile dire addio al compagno di scuola che mi chiamava dastronzo perché non suggerivo durante i compiti in classe.
Ma soprattutto non mi è facile dire addio all’amico fraterno, non riesco ancora a crederci che non ci sei più che non ti incontrerò più e non parleremo più di politica locale, argomento che ci appassionava tanto.
Tutti i tributi che stanno scrivendo in tuo omaggio sono belli e parlano di te col sindacato o in politica, ma oggi io voglio ricordarti con il video della grande festa per i nostri primi sessant’anni, una giornata di divertimento epocale che abbiamo messo su insieme e che senza la tua incredibile capacità di progettazione non avrebbe mai visto la luce nè sarebbe stata un successo così grande.
Passavi da me tutte le sere e ogni volta aggiungevi un’idea che ogni settimana dividevamo con il gruppo di amici che ci ha accompagnati in questa bella avventura e col quale abbiamo trascorso altre belle serate anche successivamente.
Quel giorno di un anno e mezzo fa quando ti ho visto ballare e fare il mattatore per tutto il tempo ho pensato che ce l’avresti fatta a guarire e l’ho pensato ogni volta che hai avuto ricadute e ti sei rialzato, ero convinta che ce l’avresti fatta anche quando due settimane fa mi hai detto che stavi decisamente meglio, e pensavo che ti rimanesse ancora qualche scampolo di vita quando nonostante non ce la facessi più a parlare rispondevi comunque con brevissimi messaggi su WhatsApp e scrivevi alla tua dolcissima moglie che per te non era ancora giunta l’ora di morire.
(Invece il video che mi hai mandato un mese fa in cui finalmente riuscivi a camminare di nuovo lo serberò per me, in ricordo della nostra sincera e salda amicizia.)
A dio amico caro, sei stato tanto sfortunato, mi mancherai tantissimo e mancherai a tutta la comunità.
Oggi è davvero un giorno triste»
Marisa D’Alfonso, militante politica
«Amico mio carissimo, mi dispiace infinitamente per la tua prematura scomparsa, sei stato presente e attento fino all’ultimo. Mi piange il cuore non poterti più sentire, sei stato un pilastro importante per molti. La tua serietà e impegno, il tuo prendere a cuore tutto, mi mancherai. Ciao Emilio. Sentite condoglianze alla famiglia».
Graziella Marino, ex lavoratrice Golden Lady
«Abbiamo condiviso per un paio di anni gli spazi della sede Cgil di Vasto, lui Segretario generale della Filctem, io funzionario della Fillea. Ricorderò sempre la disponibilità, la generosità, l’esperienza e lo spirito con cui portava avanti il lavoro e l’impegno sindacale. Da oggi sicuramente l’Organizzazione sarà più povera. Condoglianze alla famiglia e ai suoi cari».
Luigi D’Ettorre, dirigente Cgil
«Con Emilio la CGIL perde un pezzo di storia e umanità. Ho avuto il privilegio di conoscerlo e apprezzarlo prima di tutto come persona e poi come sindacalista. Mi mancherai tanto come mancherai a tutte le compagne e compagni della CGIL».
Franco Spina, segretario generale Cgil Chieti
«Emilio era un Compagno e un amico, un grande sindacalista, una persona onesta, da sempre dalla parte dei più deboli. Una persona su cui potevi far affidamento al 100% e che c’era sempre quando avevi bisogno. Non ho altre parole, solo una grande e infinita tristezza»
Giuseppe Visco, direttore Patronato Inca Chieti
«”Emì”, lunghissimi anni di vertenze e battaglie, punto di riferimento per fotografare lo stato di salute di tante aziende del territorio
Gli attivi unitari per la Pilkington
La fine ingiusta della Sam
L’orgoglio di aver portato Landini a San Salvo
Le lacrime per i fatti della Esplodenti Sabino, la gestione di una vertenza complicatissima, fino al nuovo dolore di qualche giorno fa
Io non riesco davvero a crederci, ci mancherai»
Antonino Dolce, giornalista, vicedirettore ChiaroQuotidiano
«C’era una caratteristica in comune tra certi circoli di SEL abruzzesi di una 15ina di anni fa oramai, quella di essere un po’ “cagacaxxi”.
Uno di queste persone davvero poco ordinarie oggi ci ha lasciato, e ha lasciato triste il mio cuore, tanto, forse troppo abituato a guardare ai ricordi.
Ultimamente ci eravamo ritrovati nel “Comitato per i diritti del malato” della provincia di Chieti e mi aveva fatto un piacere immenso riabbracciarti, ed è stato come se gli anni non fossero passati.
Oggi saluto col pugno chiuso Emilio Di Cola, e.mando il più forte degli abbracci a chi lo sta piangendo più da vicino»
Giovanni Antonacci, militante politico





