Diceva Giovanni Falcone che la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani un giorno finirà.
In linea di principio è vero, ma l’estinzione della mafia non sarà un fenomeno naturale, bensì il risultato di un impegno costante da parte delle donne e degli uomini di buona volontà che si impegneranno ogni giorno, con modi diversi, in questa direzione.
Una fondamentale direzione consiste nel contrasto all’ignoranza e all’analfabetismo strutturale e funzionale.
Facciamo un esempio.
La città di Catania ha il 35,4 % di ragazzi e giovani che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione professionale.
Un triste primato in Italia!
Questo è analfabetismo strutturale, che determina l’incapacità di leggere, scrivere, di acquisire abilità lavorative.
Poi vi è quello funzionale che, in aggiunta al precedente, riguarda l’incapacità a comprendere il contesto sociale con giudizio critico e ad intervenire per modificarlo.
L’ analfabeta funzionale banalizza i temi complessi, minimizza e impoverisce il dibattito.
Egli ragiona per preconcetti e pertanto non accetta il confronto.
Si tratta di un soggetto ignorante che non si rende conto dei propri limiti, che non ascolta e non tollera di essere contraddetto.
Non riesce a pensare in maniera autonoma, parla per frasi fatte imparate a memoria, non si mette mai in discussione, si ritiene oltremodo capace pur essendo un superficiale.
Gli analfabeti funzionali li si può incontrare ovunque, ma c’è un luogo, visibile a tutti, e che ne rappresenta l’archetipo: il mondo della politica!
Poiché la mafia e la cultura mafiosa, anche dei ceti dominanti, si alimentano attraverso queste due forme di analfabetismo, occorre partire dal loro contrasto per creare le condizioni affinché, un giorno, il fenomeno umano della mafia scompaia.
Don Pino Puglisi lo aveva capito molto bene, ed è stato ucciso perché lo aveva capito molto bene anche la mafia.
Nota a margine
Nell’ultima assemblea dell’associazione “Antimafia e Legalità”, della quale faccio parte, si è deciso che al consueto impegno per contrastare i fenomeni di corruzione, di usura ed estorsione, e agli incontri nelle scuole, si aggiunga quello della alfabetizzazione dei giovani, a partire da quanti vivono nei quartieri periferici della città di Catania.
Il periodo estivo servirà a predisporre il relativo progetto.




