Strada chiusa per inciviltà. È quanto accaduto nella periferia nord di Vasto. L’arteria stradale collega via san Rocco e via del Porto, non è asfaltata ma quotidianamente viene percorsa dagli automobilisti per giungere nel centro cittadino. È di proprietà della Fondazione Genova Rulli che, nei giorni scorsi, è stata costretta ad un nuovo massiccio intervento di pulizia e bonifica della strada. Trasformata in una vera discarica abusiva dall’abbandono illecito e indiscriminato di rifiuti di ogni tipo.
«Una situazione che, oltre a rappresentare un problema di decoro e sicurezza, ha comportato per la proprietà costi sempre più difficili da sostenere» sottolinea la Fondazione. La strada era già stata chiusa al transito veicolare in passato per cercare almeno di arginare gli atti di inciviltà e riaperta nel 2023. Solo tre anni dopo la Fondazione Genova Rulli si è dovuta arrendere al ripetersi degli abbandoni di rifiuti, sempre più frequenti, tornando a chiudere l’arteria viaria.
«La riapertura aveva consentito in particolare al gruppo di protezione civile, che con grande impegno presta quotidianamente il proprio supporto alla città e a cui siamo da sempre grati, di raggiungere più agevolmente la propria sede, oltre a offrire a numerosi residenti un collegamento più comodo e veloce verso via San Rocco» e con quella scelta si era «voluto mettere concretamente a disposizione della collettività una propria area privata» sottolinea l’amministrazione della Fondazione Genova Rulli. Gesti vanificati «dai comportamenti irresponsabili di chi ha continuato a utilizzare quel luogo come una discarica».
L’abbandono abusivo di rifiuti è una piaga che colpisce varie zone di Vasto. Ingenti quantità di rifiuti sono state rimosse anche sulla banchina del porto. Innumerevoli volte è stata trasformata in discarica anche via Colle delle Mandorle, la strada che porta ad una fattoria sociale e all’ex caserma dell’esercito sulla strada di collegamento tra Vasto, Cupello e San Salvo, e via Salce, a pochi passi dall’autostrada e nella stessa zona di via Colle delle Mandorle. Una discarica abusiva che abbiamo documentato e denunciato per anni, molti gli articoli disponibili nel nostro archivio in cui abbiamo raccontato l’evoluzione e la denuncia della situazione. Qui nel 2015 per la prima volta enormi cumuli di rifiuti furono incendiati, nel 2017 presero fuoco anche bidoni di olio esausto e dopo l’incendio dell’8 agosto 2021 sbucarono anche lastre di amianto.
Le discariche abusive e l’abbandono illecito di rifiuti sono legati all’inciviltà ma non solo. Nell’incendio scoppiato lo scorso 29 agosto a Cupello sono andati a fuoco anche rifiuti abbandonati abusivamente in una vecchia discarica, a San Salvo l’8 settembre un vasto incendio è scoppiato in una discarica abusiva in contrada Piana Sant’Angelo, la zona industriale di San Salvo. Le fiamme hanno distrutto un’enorme mole di rifiuti abbandonati in una discarica abusiva. Tra questi rifiuti persino auto distrutte.
Sono documentati anche da inchieste e operazioni delle forze dell’ordine e della magistratura traffici di rifiuti che hanno coinvolto il vastese. Nel 2018 un capannone nella zona industriale di Punta Penna fu sequestrato nell’ambito di una maxi operazione tra Campania, Puglia e provincia di Chieti. Nel febbraio dell’anno scorso un’inchiesta della DDA di Campobasso ha avuto al centro lo smaltimento irregolare di rifiuti avvenuto a San Salvo, Vasto e Monteodorisio. Fort Apache, una nuova inchiesta della DDA di Campobasso, nel febbraio di quest’anno ha coinvolto – si legge in un comunicato della Procura di Campobasso – «impianti di trattamento situati in Molise, Puglia, Campania e Abruzzo».
Gli inquirenti hanno contestato la «gestione irregolare di quasi 1.700 tonnellate di rifiuti, costituiti prevalentemente da imballaggi in legno, vetro e materiali misti, oltre a rifiuti da demolizioni, carta e cartone», tipologie di rifiuti che fanno pensare al settore edile, che avrebbe consentito di conseguire «un profitto illecito stimato in circa 250mila euro».



