Dramma familiare a Vasto scoperto dagli agenti del Commissariato di Polizia guidati dal vicequestore Pasquale Marcovecchio. Una vicenda di violenza familiare contro i due genitori, scatenata dalle difficoltà economiche causate da problemi di tossicodipendenza del figlio, interrotta da un’operazione delle forze dell’ordine. Due distinti episodi di violenza in meno di due ore che testimoniano quanto accadeva da tempo dietro le mura domestiche.
I fatti sono avvenuti quasi una settimana fa, giovedì 17 settembre, ma diventati di pubblico dominio solo ieri mattina. Un 28enne, tossicodipendente da anni, nei momenti di mancanza totale di denaro ha inveito contro i genitori. Una escalation di offese, ingiurie, minacce e violenze cresciuta negli ultimi tempi. I genitori hanno sempre cercato di difendere il figlio e non denunciare ma l’aumento degli episodi ha portato a diverse segnalazioni alla Procura della Repubblica di Vasto guidata da Domenico Seccia.
Il 17 settembre nei confronti dell’uomo la magistratura ha disposto il provvedimento di allontanamento dall’abitazione familiare e di divieto di avvicinamento alla stessa, con obbligo di indossare il braccialetto elettronico a verifica del rispetto di quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Rintracciato dalla polizia il 28enne è stato condotto per la notifica del provvedimento. Uscito dal commissariato l’uomo si è recato nell’abitazione dei genitori ed ha inveito contro di loro. Le urla sono state udite da vicini di casa che hanno segnalato quanto stava accadendo al commissariato di polizia. Meno di due ore dopo l’uscita del 28enne dal commissariato gli agenti sono, quindi, nuovamente intervenuti. Al momento dell’arrivo degli agenti l’uomo stava minacciando i genitori e aveva già spaccato una vetrinetta di un mobile, danneggiato il frigorifero ed altre suppellettili.
A seguito dell’accertamento della violazione del provvedimento, notificato nelle ore precedenti al 28enne in commissariato, l’uomo è stato tratto in arresto dagli agenti di polizia intervenuti e condotto nel carcere di Torre Sinello.
In pochi mesi è la seconda tragedia familiare segnata dall’uso di stupefacenti. A maggio è stato arrestato a Casalbordino un 37enne, disoccupato e residente nel comune del vastese, a seguito dell’ennesima violenta aggressione nei confronti della madre. All’uomo erano state contestate le accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. La misura, disposta a protezione della madre da ulteriori violenze e per consentire l’avvio di un percorso di disintossicazione dell’uomo, era stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Casalbordino guidati dal luogotenente Nicola Zanni e dal Comandante della Compagnia di Ortona Alfonso Venturi.
L’uso di stupefacenti è stato anche alla base di un altro dramma che ha segnato Vasto nel 2026: fatale per Gilberto Donatiello, 29enne trovato senza vita in una casa diroccata in pieno centro, è stata una dose di stupefacenti.
Nella giornata di oggi sono stati resi noti due arresti legati agli stupefacenti. Alle prime luci dell’alba la Squadra Mobile della Questura di Chieti ha arrestato un secondo cittadino albanese per l’acquisto di 41 kg di droga, in riferimento all’operazione di Polizia, finalizzata alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanza stupefacente, effettuata a Chieti lo scorso 5 settembre 2026. L’uomo è stato rintracciato all’interno di una camera di albergo nella città di Rimini, dove veniva anche eseguita una perquisizione che forniva esito negativo.
La sera del 19 settembre i militari del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Ortona hanno arrestato in flagranza di reato un uomo per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Questi i dettagli dell’operazione sono stati resi noti dal Comando Provinciale dei Carabinieri.
«L’uomo era stato notato circolare alla guida di un motociclo senza l’uso del casco, motivo per il quale gli agenti avevano deciso di fermarlo per contestare la relativa sanzione amministrativa e la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo. Resosi conto delle intenzioni dei militari, l’uomo tentava di dileguarsi, dandosi a pericolosa fuga per le vie del centro, cosa che stava riuscendo se non fosse che una volta giunto in prossimità di una strettoia malagevole, perdeva il controllo del mezzo cadendo sull’asfalto. Raggiunto dai militari, veniva trovato in possesso di dodici dosi di cocaina e di un grammo di hashish occultati all’interno di un pacchetto di sigarette, mentre la successiva perquisizione domiciliare permetteva di rinvenire un bilancino di precisione, altri 22 grammi di hashish e due proiettili per pistola, detenuti illegalmente in quanto l’arrestato non è in possesso del relativo titolo di polizia necessario per la detenzione di armi e/o munizioni comuni da sparo. Lo stupefacente rinvenuto che per quantità, eterogeneità e suddivisione in numerosi dosi hanno fatto ritenere che il possesso non fosse per un mero uso personale ma finalizzato allo spaccio, e la condotta pericolosa tenuta durante la fuga, hanno determinato che l’uomo fosse tratto in arresto e su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Chieti sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida tenutasi il successivo 21 settembre, al termine della quale il G.i.p, nel convalidare l’arresto, ha disposto per l’arrestato l’obbligo di dimora nel Comune con permanenza domiciliare dalle ore 21:00 alle ore 07:00.
L’arrestato è stato inoltre denunciato in stato di libertà per guida senza patente e detenzione illegale di munizioni comuni, mentre il motociclo risultato senza assicurazione RCA e revisione periodica è stato sottoposto a sequestro amministrativo».



