Un imprenditore colpito da interdittiva antimafia vigente può continuare a operare con un’altra società? È il dubbio approdato sulle scrivanie di vari organi istituzionali dopo un evento istituzionale avvenuto di recente nel vastese.
La vicenda l’abbiamo già raccontata lo scorso 30 settembre. Al centro degli accertamenti degli investigatori è finito l’affidamento del servizio di sicurezza di una manifestazione pubblica con esponenti di multinazionali estere e rappresentanti istituzionali locali, regionali e nazionali.
Quattro addetti alla sicurezza sono stati identificati dai Carabinieri sul posto e i successivi accertamenti hanno portato a risalire ad un imprenditore, colpito nel passato da interdittiva antimafia. Provvedimento della Questura emesso nei confronti dell’uomo in qualità di amministratore di una società diversa da quella presente all’evento. Motivato perché in varie operazioni e inchieste sono stati coinvolti soggetti appartenenti alla criminalità organizzata di stampo mafioso campane, calabresi e albanesi. Tutto avvenuto in un arco di tempo lungo 8 anni e che ha visto l’ultimo capitolo partire dalla Direzione Investigativa Antimafia di Campobasso l’anno scorso.
La documentazione raccolta – tra cui delibere e atti comunali – è stata già oggetto di segnalazione agli organi preposti.
La sicurezza dell’evento, su cui si sono accesi i riflettori degli investigatori, da successivi approfondimenti, risulta essere stata affidata ad una società operante in un settore totalmente distinto e afferente al sociale e all’assistenza socio-sanitaria. Affidamento che non ha coperto il singolo evento e la cui durata sarà di svariati mesi. Nell’ambito dell’affidamento si colloca una società, nata negli ultimi anni, e diversa da quella nella cui qualità di amministratore il responsabile era stato colpito da interdittiva antimafia.
L’insieme di queste circostanze ha suscitato l’attenzione delle forze dell’ordine nelle sedi competenti, in cui andrà chiarito il dubbio sottoposto all’attenzione degli organi preposti.



