Il termine “vergognoso” viene utilizzato, nella lingua italiana, per indicare un’azione disonesta o riprovevole che comporta disonore per il suo autore. Ipotizzo che la Presidente del Consiglio non conosca pienamente il significato della parola, altrimenti avrebbe riflettuto meglio prima di utilizzarla con riferimento alla decisione di un magistrato.
Una Presidente che non ha mai studiato giurisprudenza, che forse non conosce bene la Costituzione Italiana, e qualora l’abbia letta di certo non l’ha capita.
Esercito la professione di avvocato da oltre 50 anni, e dopo la laurea per 20 anni ho anche insegnato diritto nelle scuole superiori. Pertanto presumo di conoscerlo almeno un po’.
Ho sempre avuto rispetto per i provvedimenti dei magistrati, anche quando non li ho condivisi. In tal caso, come prevedono le norme, ho fatto appello e ricorso. Questa è la civiltà giuridica, questo è il moderno Stato di Diritto.
Questo è il principio della divisione dei poteri e della reciproca autonomia.
Questo è il fondamento della democrazia e della libertà.
La reazione scomposta e umorale della Presidente del Consiglio rappresenta la negazione di tutto ciò. Quando il potere politico, da chiunque venga rappresentato, pretende che la magistratura sia prona al proprio volere o comunque assecondi le proprie aspettative, emerge una voglia di assolutismo, di ritorno a periodi bui, ad una sorta di barbarie antropologica prima ancora che istituzionale.
Pertanto, a prescindere dal merito della vicenda, esprimo totale solidarietà alla GIP di Milano per l’ingiustificato attacco subito dalla Presidente del Consiglio.
Attacco, questo sì, che può essere definito “VERGOGNOSO”!



