La delibera sulla mensa scolastica continua a far discutere. Dopo il confronto in Consiglio comunale del 29 ottobre 2026 e la dura presa di posizione del consigliere di opposizione Eugenio Kniahynicki, che ha chiesto anche la revoca della delega all’Istruzione, Angela Perpetua interviene ai microfoni di WordNews.it per spiegare le ragioni della decisione adottata dalla Giunta guidata dal sindaco Piero Castrataro.
Al centro della controversia c’è la deliberazione numero 305 del 20 ottobre 2026, che prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2027, un blocco del sistema di prenotazione dei pasti per gli utenti con morosità superiori a 100 euro, dopo un sollecito e fatte salve le situazioni di disagio economico accertate dai servizi sociali.
L’interrogativo che ha acceso lo scontro politico è semplice: cosa accadrà ai bambini i cui genitori continueranno a non pagare?
Nel corso dell’intervista l’assessore fornisce una risposta netta: «Il bambino continuerà a mangiare». E sostiene che il meccanismo informatico sarà un avviso rivolto alle famiglie, senza comportare l’esclusione degli alunni dalla refezione.
Nell’intervista affrontiamo anche le garanzie per le famiglie in difficoltà, le accuse del consigliere Kniahynicki e il diverso trattamento delle eventuali morosità relative all’utilizzo degli impianti sportivi comunali.
Assessore, durante il Consiglio comunale ha dichiarato che il Comune vanta oltre 60mila euro di crediti per il servizio mensa e che circa la metà delle morosità sarebbe riconducibile alla disattenzione delle famiglie, anche a causa del sistema automatico di prenotazione. Su quali dati si basa questa valutazione? Quali interventi intende adottare per correggere un sistema che, secondo la sua stessa ricostruzione, contribuisce alla formazione dei debiti?
La maggior parte di questa morosità scaturisce proprio da questa prenotazione automatica. Quando parliamo dell’infanzia, parliamo di un servizio quotidiano, non una volta o due volte a settimana. Buona parte di queste morosità risalgono soprattutto alla questione della prenotazione. Molto spesso, se il bambino è malato, quasi sempre le famiglie non pensano che devono andare a utilizzare l’applicazione per disdire il pasto. Quindi questo significa che è difficilissimo recuperare quei crediti, perché le famiglie, dal canto loro, affermano che il bambino non ha mangiato, che è anche vero, però il pasto è stato erogato. E questo significa non soltanto, ovviamente, un debito nei confronti dell’Ente, ma significa anche uno spreco di cibo, che è una cosa che forse, probabilmente, è anche più grave, dal mio punto di vista. Quindi la maggior parte dei debiti scaturisce da questo. Parliamo di oltre dieci anni di debiti. Molte di queste famiglie sono state raggiunte più volte da lettere, solleciti. Molti non vanno a ritirare nemmeno la raccomandata, ma in alcuni casi è stato proprio risposto esplicitamente che il bambino non ha mangiato e non intendono pagare.
L’attuale sistema, però, sembra contribuire alla formazione delle morosità. Avete immaginato di correggerlo oppure intendete continuare a utilizzare l’applicazione con le stesse modalità?
Ci stiamo muovendo su più livelli. La nostra idea principale, quella che stiamo percorrendo, è di riuscire a trovare un sistema per collegarci direttamente con l’applicazione, col portale della scuola. PA Digitale, che sarebbe la ditta che fornisce il servizio della prenotazione, sta cercando un sistema per collegarsi direttamente al sistema di assenze e presenze automatiche della scuola. Questo dovrebbe essere per noi la soluzione principe. Ovviamente, anche nel caso in cui le famiglie dovessero trovarsi in una momentanea situazione di fragilità economica o altro, abbiamo già predisposto un percorso dedicato, dove la famiglia in maniera totalmente riservata farà presente la difficoltà. E non solo potrà avere l’agevolazione del rientro rateizzato, quindi non dovrà assolutamente preoccuparsi di un esborso immediato e totale, ma al tempo stesso verranno cercati tutti gli strumenti. Abbiamo già messo in atto una collaborazione con l’ambito territoriale che darà anche un sostegno in questo senso alle famiglie, quindi sarà di sostegno all’Ente e anche alle famiglie stesse. Perché a volte, e soprattutto di questi tempi, le situazioni cambiano repentinamente, per cui anche chi fino a poco tempo fa aveva disponibilità di cassa con una certa tranquillità, oggi capiamo che può accadere quello che fino a poco tempo prima magari era impensabile. Quindi ci stiamo muovendo soprattutto con un nuovo sistema di prenotazione, per cui la famiglia non sarà proprio più interessata dalla prenotazione, perché i dati ci arriveranno direttamente dal portale della scuola. Chiaramente, per fare questo ci vuole un po’ di tempo, perché devono proprio crearla questa app.
La delibera numero 305 del 20 ottobre 2026 stabilisce che il blocco delle prenotazioni scatterà dal 1° gennaio 2027. Durante il suo intervento in Consiglio ha inizialmente confermato questa decorrenza, dichiarando successivamente che il blocco sarebbe stato posticipato al 1° settembre 2027. Qual è la data effettiva?
È stata una svista, è stato un mero errore. Avrò sbagliato gennaio con settembre. La data giusta è primo gennaio 2027. Però il blocco della prenotazione non significa che quel giorno il bambino non mangerà, attenzione. Significa che abbiamo pensato a un margine di tempo. Adesso non abbiamo ancora dato una scadenza precisa. Il primo gennaio, se hai più di 100 euro di morosità, ti lampeggia. In realtà lampeggia solo, non esiste il blocco. Questa applicazione, per come è pensata, non ti fa prenotare, quindi non è che ti blocca la prenotazione. Il bambino mangia. È solo un alert, chiamiamolo così. È un alert per far comprendere alle famiglie che si sta andando molto oltre, quindi non è una dimenticanza di un giorno, due o tre, ma parliamo di venti, trenta giorni. Dovrebbe servire alle famiglie a interessarsi del problema.
Lei ha definito il provvedimento preventivo e dissuasivo, escludendo qualsiasi finalità punitiva verso i minori. Facciamo un caso concreto: una famiglia non viene riconosciuta come economicamente fragile, supera i 100 euro di debito e, nonostante il sollecito, continua a non pagare. Che cosa accadrà al bambino durante l’orario della mensa?
Il bambino mangerà. Il bambino continuerà a mangiare.
Il bambino non sarà escluso?
No, assolutamente. Nessuno di noi ha mai pensato che un bambino potesse non mangiare. Il blocco è per le famiglie, è dedicato alle famiglie, perché l’applicazione la usano le famiglie. Chiaramente, dal momento in cui l’Ente percepisce ancora disattenzione, allora farà il sollecito. L’iter è questo. Dove la famiglia però si presenta e dice: avete ragione, però noi abbiamo una difficoltà momentanea, da quel momento in avanti vengono messe in atto tutte quelle procedure di cui ho già parlato. C’è un recupero crediti, questo è, in sostanza. Però verrà fatto nei tempi, nei modi più congeniali alla famiglia che ha quella difficoltà.
Quindi il bambino continua a mangiare anche se il debito dovesse protrarsi per un anno o due?
Il bambino mangia sempre.
Il consigliere Eugenio Kniahynicki ha giudicato insoddisfacente la sua risposta durante il Consiglio comunale, arrivando a chiedere la revoca della sua delega. Al di là dello scontro politico, ritiene che la delibera possa essere migliorata attraverso un confronto con le famiglie, i dirigenti scolastici e anche con l’opposizione?
Premesso che tutto è perfettibile, ma noi per arrivare a questa delibera abbiamo lavorato con i tecnici, con l’ente e quindi tutti i responsabili. Dalla Ragioneria all’Ufficio scolastico, alla segretaria, con l’assessore Michele Antenucci che si occupa della digitalizzazione, con l’azienda che ha in carico l’applicazione, quindi con PA Digitale, con la ditta della mensa. Abbiamo fatto due tavoli tecnici. Abbiamo cercato la soluzione, diciamo, quella sicuramente più indolore un po’ per tutti, perché noi dobbiamo tener conto anche del danno erariale che purtroppo inevitabilmente ricade sull’Ente. Abbiamo trovato la soluzione migliore in questo momento. Questo non significa che non ce ne siano delle migliori. Per me la migliore è quella che ho appena detto, cioè un sistema che consenta di conoscere direttamente le presenze e le assenze dei bambini.
È disponibile a proporre alla Giunta una revisione del provvedimento qualora emergesse il rischio concreto che anche un solo bambino possa restare senza pasto per una morosità familiare?
Assolutamente.
Mentre per le famiglie viene prevista una misura restrittiva già oltre i 100 euro di debito, è stata sollevata anche la questione delle possibili morosità delle società sportive che utilizzano immobili comunali. Per queste altre eventuali situazioni debitorie esistono deliberazioni analoghe, provvedimenti specifici o strumenti di recupero adottati dalla Giunta?
Non è la mia delega e potrebbe anche essere capitato che si è fatta in Giunta.
Ma in Giunta ne avete parlato? È a conoscenza di questa tematica?
Io so che c’erano in passato delle situazioni di morosità debitorie e so anche che ci sono stati dei piani di rientro. Però questa non è la mia delega.
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