“Il 25 aprile non è una concessione. È una conquista.”
Con queste parole Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’ANPI, ha aperto il suo potente intervento in Piazza Duomo a Milano, durante la celebrazione del 25 aprile 2025. Una giornata densa di significato, memoria e attualità, in cui la Resistenza è stata evocata non solo come fatto storico, ma come bussola per l’oggi.
Pagliarulo ha ricordato che le manifestazioni del 25 aprile sono un diritto conquistato con il sangue dei partigiani delle Brigate Garibaldi, di Giustizia e Libertà e dei partigiani cattolici.
“Non sono consentite, sono dovute”, ha dichiarato, replicando indirettamente a chi, all’interno del governo, aveva invocato “sobrietà” in rispetto del lutto per la morte di Papa Francesco.
Il presidente ANPI ha poi sottolineato il valore fondativo della Costituzione antifascista e la necessità di difenderla con forza, in un’epoca segnata dal ritorno della guerra e dalla crisi dei diritti. Forte la denuncia delle complicità dell’Italia fascista con il nazismo, e del revisionismo che oggi tenta di oscurare verità storiche.
Un passaggio toccante è stato riservato al Papa scomparso, definito “nemico della retorica e dei formalismi”, ma anche “voce limpida contro la guerra e il riarmo”. Pagliarulo ha rilanciato il messaggio di Francesco:
“Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo.”
Infine, l’ANPI ha rivolto un appello alla coscienza collettiva per Gaza:
“Siamo inorriditi dai massacri di civili da parte dell’esercito israeliano. Il silenzio dell’Occidente è nauseante.”
Le sue parole si sono chiuse con un messaggio chiaro e inequivocabile:
“I partigiani hanno combattuto per un’altra Italia, un’altra Europa, un altro mondo. È ancora la nostra lotta.”





