Tra poche ore giungerà un nuovo Natale, momento di convivialità, alti sentimenti, cuori e anime che si intrecciano e tessono trame di bellezza, umanità, condivisione. Bimbi di ogni età già sono col naso all’insù, sguardi sognanti ad attendere la renna del dono che attraversa tutto il globo sotto quel cielo, mantello stellato che avvolge la poesia, la gratuità, la comune umanità.
Il simbolo sarà ovunque lui: Babbo Natale. Tra le bambine che nella notte più magica dell’anno volgono lo sguardo al mantello celeste c’era la piccola Virginia. Un giorno di due secoli fa alcuni compagni di scuola gli dissero che questa magia non esiste, che Santa Claus era solo una favola. «Credi ancora nelle favole, è il modo giusto di difenderti» cantano da anni I Nomadi. Difendersi dallo scetticismo, dall’aridità, dall’incomprensione, dalla mancanza di ascolto, empatia e umanità. La piccola Virginia scrisse al direttore del quotidiano che il padre leggeva ogni giorno, tra i più autorevoli dell’epoca: il New York Sun. Mitchell, il direttore del quotidiano, passò la lettera ad un veterano del giornalismo statunitense, Francis Pharcellus Church che rispose con un editoriale che entrò nella storia del giornalismo di tutti i tempi e fu ripubblicato ogni anno fino alla chiusura della testata nel 1950. Parole che entrarono nella storia del cinema, nel cuore di milioni di persone, ancora oggi viene recitato prima di Natale in una cerimonia della Columbia University di New York (in cui studiarono Church e Virginia). All’editoriale di Church sono ispirati almeno due musical e diversi cortometraggi e film della televisione statunitense.
«Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere. Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole».
Questo è uno stralcio dell’editoriale di Church, della risposta a Virginia e all’errore dei suoi amichetti «contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici». Perché, al contrario dello scetticismo, «Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe».
Il missionario comboniano Kizito Sesana scrisse vent’anni che esiste una forma di poesia che è in agguato sulle strade della vita, che ci assale e rapisce nei momenti più impensati. La luce dei bambini, la loro gioia, il loro sguardo sognante, puro e innocente, la generosità e il romanticismo che irrompono d’improvviso nelle nostre vite esistono e arrivano a colorare e far splendere le giornate. Bambini che sognano Santa Claus e rivedono la loro fanciullezza nei supereroi, che in un angolo delle nostre vite fanno splendere lampioni immensi. I supereroi che sono stati protagonisti domenica scorsa di un pomeriggio «di sorrisi, colori ed entusiasmo», ha raccontato l’assessora alle politiche sociali di Vasto Anna Bosco durante un evento «bello, leggero e molto partecipato, che ha coinvolto tanti bambini e famiglie, ma che allo stesso tempo ha lanciato un messaggio importante». Ovvero che i supereroi esistono, sono intorno a noi, «ognuno di noi può essere un supereroe, attraverso l’inclusione, la solidarietà e il rispetto» ha sottolineato Bosco.
«Grazie al Consorzio Matrix, a Valentina Di Petta, ai beneficiari del progetto SAI e a tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile questo pomeriggio speciale – ha dichiarato l’assessora alle politiche sociali – Un’iniziativa che dimostra come, partendo dal gioco e dalla condivisione, si possano costruire progetti capaci di parlare davvero a tutti».
«Ad aprire l’evento “WOW! I Supereroi siamo noi!” al Mercato Santa Chiara di Domenica 21 Dicembre sono stati i piccoli beneficiari del progetto SAI – Sistema Accoglienza Integrazione del Comune di Vasto: bambine e bambini provenienti da Paesi diversi, arrivati in Italia con storie complesse, che hanno indossato simbolicamente i panni dei supereroi – prosegue il racconto della delegata alle politiche sociali – Hanno voluto salutare i presenti in apertura ricordando che i veri poteri sono quelli più autentici e necessari: aiutare chi è in difficoltà, tendere una mano, condividere, prendersi cura dell’altro» e «essere supereroi, oggi, significa questo: fare un gesto gentile, includere, costruire relazioni tra persone che arrivano da luoghi e vissuti differenti, trasformando la diversità in una ricchezza comune».
«A rendere l’atmosfera ancora più dinamica e sorprendente è stata la presenza speciale di Batman, Spider-Man e Iron Man, con l’esibizione di Robotshow Italia che hanno regalato uno show straordinario, trasformando l’iniziativa in una vera festa di musica, sorpresa e robotica» conclude il racconto dell’evento tenutosi presso il Mercato Santa Chiara e ideato e curato da Valentina Di Petta, curatrice di eventi artistici e arte terapeuta del Consorzio Matrix, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche sociali. L’assessora Bosco ha ringraziato Valentina e il Consorzio, la Confesercenti responsabile della gestione del Mercato di Santa Chiara, tutti colore che hanno dato una mano organizzativa in particolare Danilo, Gabriele, Michele, Kesiaproduction per il fotoracconto e i «beneficiari del progetto SAI e tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile questo pomeriggio speciale».
«Un’iniziativa che dimostra come, partendo dal gioco e dalla condivisione, si possano costruire progetti capaci di parlare davvero a tutti» ha concluso l’assessora Anna Bosco. Progetti che in queste settimane hanno impreziosito giornate, si sono aperte e sono state condivise, vedendo protagonisti diretti e attivi i supereroi dell’umanità, associazioni ed enti vari che animano le politiche sociali e costruiscono cammini importanti per tutta la comunità.
«Segnali concreti di comunità che non lascia indietro nessuno»












